Fitoterapia
04 Marzo 2026Acque termali cosmetiche e acque medicali: le diverse tipologie e le indicazioni per accompagnare il consiglio professionale in farmacia.

Le acque termali possono essere consigliate in farmacia per esigenze diverse, dalla cura della pelle al supporto di alcune condizioni delle vie respiratorie. In generale si distinguono due categorie principali: acque termali a uso cosmetico, impiegate nella routine quotidiana di dermocosmesi per le loro proprietà lenitive e idratanti, e acque termali a uso medicale, utilizzate soprattutto in ambito inalatorio per il trattamento di disturbi respiratori. Ecco come accompagnare la scelta
Le acque termali cosmetiche sono facili da usare quotidianamente, perché generalmente in spray, ideali per idratare, lenire rossori ed irritazioni su viso e corpo.
A seconda della composizione in minerali o del ph le consiglieremo alle nostre clienti. Non sostituiscono una skincare, ma possono esserne alla base:
Nella gestione della dermocosmesi, le acque termali cosmetiche possono rappresentare un interessante strumento di consiglio. Possono essere suggerite, ad esempio, alle donne che manifestano vampate o sensazioni di calore legate alla menopausa, come spray rinfrescante da tenere in borsa e utilizzare al bisogno, sempre mantenendo una distanza di almeno 20 cm dal viso.
Allo stesso modo possono essere utili anche per i giovani con pelle acneica che, durante la giornata, avvertono fastidio o irritazione cutanea. In commercio sono disponibili anche confezioni di piccole dimensioni, pratiche e discrete da portare con sé.
Questo tipo di prodotto è inoltre molto utilizzato in alcune popolazioni asiatiche, dove la cura della pelle chiara e luminosa rappresenta un elemento culturale importante, anche per lenire eventuali irritazioni cutanee dovute all’esposizione allo smog o ai pollini.
Per quanto riguarda invece le acque termali medicali, si tratta di preparazioni utilizzate soprattutto per aerosol o applicazioni analoghe. Non sono semplicemente acqua: la loro composizione minerale è determinante per l’effetto terapeutico. Si va dalle più comuni acque sulfureo-salsobromoiodiche fino alle acque fortemente sulfuree o solfato-calciomagnesiache.
Mentre la prima tipologia di acqua è di largo e facile uso, consigliata anche per i bambini, le seconde sono spesso indicate da un medico termale per patologie croniche. La presenza di zolfo è alla base dell’azione mucolitica, mentre gli altri minerali contribuiscono anche a effetti decongestionanti, idratanti e antisettici.
Nel caso delle acque termali ad uso aerosolico, l’offerta di prodotti disponibili è oggi molto ampia e il farmacista si trova spesso di fronte a numerose proposte simili tra loro. In questo contesto, la possibilità di differenziare il consiglio professionale può orientarsi anche verso altri ambiti di supporto al benessere delle vie respiratorie, come ad esempio l’utilizzo di oli essenziali, tema che verrà approfondito in modo più dettagliato in un successivo contributo.
Infine, un cenno anche alle acque minerali o termali in bottiglia, utilizzate principalmente per stimolare la digestione e favorire la produzione di bile. Queste acque vengono generalmente somministrate all’interno degli stabilimenti termali nell’ambito delle cosiddette cure idropiniche, percorsi terapeutici controllati da un medico termale. Le cure termali rientrano infatti tra i protocolli riconosciuti dal Servizio sanitario nazionale per il trattamento di alcuni disturbi digestivi e delle vie biliari; proprio per questa ragione tali acque non sono generalmente disponibili per la vendita in farmacia.
Si ringrazia SIOMI (Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata)
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