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cannabis medica

08 Giugno 2026

Cannabis terapeutica, accertamenti dei Nas su consegne a domicilio da farmacie

Controlli partiti da una farmacia galenica dell'Emilia-Romagna che forniva preparati a base di cannabis anche fuori regione hanno riacceso i riflettori sull'accesso alla Cannabis terapeutica. Associazioni di pazienti e medici segnalano convocazioni dei pazienti da parte delle forze dell'ordine 

di Redazione Farmacista33


Cannabis terapeutica, verifiche su consegne a domicilio da farmacie: accertamenti dei Nas e interrogazione parlamentare

La consegna a domicilio della cannabis terapeutica è finita al centro di accertamenti dei Nas partiti da una farmacia galenica dell'Emilia-Romagna. Associazioni di pazienti e medici riferiscono che negli ultimi mesi numerosi pazienti in cura con preparati a base di cannabinoidi sono stati convocati dalle forze dell'ordine per fornire chiarimenti sulla terapia e sulle modalità di approvvigionamento del farmaco. Sulla vicenda il segretario di +Europa Riccardo Magi ha presentato un'interrogazione parlamentare chiedendo al Governo di chiarire il quadro normativo e le ragioni dei controlli.

Consegna a domicilio sotto osservazione

Secondo quanto riferito a La Stampa da Elisabetta Biavati, responsabile del Movimento Cannabis Medica, negli ultimi mesi decine di pazienti in cura con cannabis terapeutica sarebbero stati convocati dalle forze dell'ordine nell'ambito di accertamenti avviati dai Nas a partire da una farmacia galenica dell'Emilia-Romagna che preparava e forniva medicinali a base di cannabinoidi anche a persone residenti in altre regioni.

Al centro delle verifiche le modalità di consegna a domicilio dei preparati, una pratica alla quale molti pazienti ricorrono per la difficoltà di raggiungere le farmacie autorizzate all'allestimento. 

“La legge, un decreto del 2006, vieta la fornitura a distanza dei medicinali con obbligo di prescrizione – ha precisato Biavati. - C’è la possibilità di delegare una persona, ma il fatto che in tutto il Paese ci siano meno di 400 farmacie in grado di preparare il farmaco a base di cannabis provoca l’impossibilità di rifornirsene per chi vive lontano dai punti vendita o in località isolate”.

Ai pazienti, infatti, sarebbero state richieste informazioni sulla terapia, sulle prescrizioni mediche, sugli scontrini e sulle modalità di approvvigionamento del farmaco, mentre diverse farmacie avrebbero nel frattempo sospeso le spedizioni per timore di contestazioni.

Una paziente piemontese ha confermato di essersi rivolta a quella struttura perché non era riuscita a reperire i preparati prescritti attraverso il percorso del Servizio sanitario regionale: “Pazienti che vivono in altre regioni ricevono gli stessi farmaci tramite il servizio sanitario. Io, dopo numerosi accessi alle strutture della mia Asl, non sono riuscita ad avere lo stesso percorso”, ha dichiarato al quotidiano. Secondo quanto riportato nell'articolo, la paziente sarebbe stata invitata a fornire documentazione relativa alla terapia e alle modalità con cui aveva ottenuto il medicinale.

 Anche il medico torinese Marco Gaudiosi riporta le difficoltà dei suoi assistiti. Secondo il medico, diversi pazienti gli avrebbero raccontato di essere stati convocati dalle forze dell'ordine e invitati a presentare prescrizioni, scontrini, confezioni e altra documentazione relativa al trattamento. Gaudiosi ha inoltre evidenziato come la vicenda stia generando preoccupazione tra i pazienti e si inserisca in un contesto già complesso, caratterizzato da un numero limitato di medici prescrittori, poche farmacie preparatrici e differenze regionali nell'accesso alla cannabis terapeutica.

Interrogazione a Governo e ministri: si chiariscano controlli e accesso alle cure

Sulla vicenda è intervenuto anche Riccardo Magi, che ha presentato un'interrogazione ai ministri della Salute, dell'Interno e delle Infrastrutture e dei Trasporti chiedendo chiarimenti sulle convocazioni di pazienti in cura con cannabis medica e dei proprietari di animali trattati con cannabinoidi.

Nell'atto parlamentare, Magi richiama le segnalazioni secondo cui cittadini in possesso di regolare prescrizione, che avevano ricevuto i medicinali tramite consegna a domicilio, sarebbero stati convocati come "persone informate sui fatti" nell'ambito di verifiche sul rispetto del divieto di spedizione dei farmaci. Il parlamentare evidenzia inoltre quello che definisce un "cortocircuito interpretativo" tra la circolare del Ministero della Salute del 23 settembre 2020, che estende ai medicinali stupefacenti il divieto di spedizione, e la sentenza n. 6877/2024 del Consiglio di Stato, secondo cui la consegna di tali medicinali può avvenire tramite enti o imprese autorizzate al trasporto. Secondo Magi, questa situazione rischia di rendere particolarmente difficile l'accesso alle cure per i pazienti che vivono lontano dalle poche farmacie in grado di allestire preparazioni a base di cannabis. Nell'interrogazione viene inoltre sollevato il tema della tutela della privacy, con la richiesta di chiarire come siano stati acquisiti dati relativi a terapie e prescrizioni e quali misure saranno adottate per proteggerli in futuro. Infine, il segretario di +Europa chiede al Governo quali iniziative intenda adottare per superare le incertezze normative e garantire ai pazienti un accesso agevole a trattamenti regolarmente prescritti e consentiti dalla normativa italiana.

TAG: CANNABIS TERAPEUTICA, FARMACIE, GALENICA

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