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13 Marzo 2026

Alterazioni del sonno marcatori di ricaduta nella depressione: dispositivi indossabili possono anticipare i segnali

Nelle persone con storia di depressione, alterazioni persistenti del sonno possono essere un possibile campanello d’allarme di una ricaduta. Il monitoraggio continuo dei ritmi di sonno e attività, tramite dispositivi indossabili, potrebbe contribuire a identificare precocemente il rischio di ricaduta

di Paolo Levantino - Farmacista clinico


Alterazioni del sonno marcatori di ricaduta nella depressione: dispositivi indossabili possono anticipare i segnali

Alterazioni persistenti del sonno, come minore regolarità degli orari, ridotta efficienza del riposo notturno, maggiore attività durante la notte e frequenti risvegli, potrebbero rappresentare un segnale precoce di ricaduta nel disturbo depressivo maggiore. Lo suggerisce uno studio pubblicato su JAMA Psychiatry, secondo cui il monitoraggio continuo dei ritmi sonno-veglia e dei livelli di attività quotidiana tramite dispositivi indossabili consente di individuare cambiamenti nei ritmi circadiani anche settimane o mesi prima della comparsa dei sintomi depressivi evidenti.

Ricaduta nella depressione: 60% entro cinque anni

Il disturbo depressivo maggiore è una patologia caratterizzata da un andamento spesso ricorrente, con il 60% delle persone che sperimenta almeno una ricaduta entro cinque anni, nonostante il trattamento. In questo contesto, la possibilità di individuare indicatori oggettivi e precoci di destabilizzazione clinica rappresenta una delle principali sfide della ricerca. Lo studio ha valutato se specifici parametri derivati dall’actigrafia, una tecnologia indossabile che registra in modo continuo movimento e ritmi sonno-veglia, possano essere associati al rischio di ricaduta.

Lo studio di coorte osservazionale multicentrico è stato condotto in Canada e ha incluso 93 adulti con diagnosi di disturbo depressivo maggiore in remissione, con un’età media di 39 anni e una prevalenza femminile del 62%.  I partecipanti hanno indossato un dispositivo actigrafico per un periodo compreso tra uno e due anni, generando complessivamente circa 32.000 giorni di registrazioni continue.

Alterazioni dei ritmi circadiani e rischio di recidiva

L’analisi dei dati ha evidenziato che alcune caratteristiche dei ritmi sonno-attività erano associate a un aumento significativo del rischio di ricaduta. In particolare, una minore regolarità del sonno, una ridotta ampiezza relativa, indicativa di una minore differenza tra attività diurna e riposo notturno, e una minore efficienza del sonno risultavano correlate a una probabilità quasi doppia di ricaduta. Anche un maggiore numero di risvegli dopo l’addormentamento e livelli più elevati di attività notturna sono risultati associati a un aumento del rischio.

Il potenziale del monitoraggio digitale

Tradizionalmente il monitoraggio della depressione si basa principalmente sulla valutazione dei sintomi riferiti dal paziente durante le visite cliniche. Tuttavia, questi segnali tendono a emergere quando il processo patologico è già in atto. Il monitoraggio passivo tramite dispositivi indossabili potrebbe invece fornire informazioni continue sui ritmi sonno-veglia e sull’attività quotidiana, consentendo di individuare precocemente i soggetti a maggiore rischio.

Le misure actigrafiche della variabilità della fase del sonno e dell’ampiezza dell’attività quotidiana emergono, quindi, come potenziali biomarcatori digitali scalabili, facilmente integrabili nella pratica clinica. Saranno però necessari ulteriori studi per validare questi risultati in campioni più ampi e per valutare l’impatto dell’integrazione sistematica dei dati provenienti da dispositivi indossabili nei percorsi di cura della depressione maggiore.

Fonte:

https://jamanetwork.com/journals/jamapsychiatry/article-abstract/2844602

TAG: DISTURBI DEL SONNO, DEPRESSIONE

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