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20 Marzo 2026

Allergie respiratorie in aumento: stagioni più lunghe e anticipate. Il vademecum di automedicazione per gestirle

Pollini sempre più precoci e persistenti, incidenza in crescita e sintomi che colpiscono anche chi non è mai stato allergico: le allergie respiratorie cambiano volto. I consigli pratici e i farmaci di automedicazione: il punto con il vademecum di Assosalute

di Redazione Farmacista33


allergie donna

Le allergie respiratorie sono sempre più diffuse e con stagioni sempre più lunghe e anticipate, con pollini presenti nell’aria già da febbraio e fino all’autunno inoltrato. Un andamento che, secondo gli esperti, nel 2026 conferma una tendenza ormai consolidata: nel 2025 la presenza di pollini è stata registrata con un anticipo fino a circa 45 giorni rispetto al consueto, modificando in modo significativo la durata e l’intensità dell’esposizione.

Oggi quasi 1 italiano su 3 (28%) convive con sintomi allergici rilevanti, una quota destinata a crescere fino al 40% entro il 2030. Un dato che segnala un cambiamento strutturale del fenomeno, con manifestazioni che interessano sempre più spesso anche persone che non avevano mai sofferto di allergie.

Perché le allergie sono in aumento

Alla base dell’incremento delle allergie respiratorie vi sono soprattutto fattori ambientali. Il cambiamento climatico e l’inquinamento atmosferico stanno modificando i cicli naturali delle piante: temperature più elevate e maggiore concentrazione di CO₂ favoriscono una produzione più abbondante di pollini e ne anticipano la diffusione.
A questo si aggiunge l’effetto dell’inquinamento urbano. Le polveri sottili e gli agenti inquinanti rendono i pollini più aggressivi per le vie respiratorie e ne amplificano il potenziale allergizzante. Non solo: la combinazione tra smog e pollini aumenta il rischio di sviluppare sintomi anche in soggetti precedentemente non allergici, contribuendo a spiegare la maggiore incidenza nelle aree urbane rispetto a quelle rurali.

Impatto sulla qualità della vita e soggetti più a rischio

Le allergie respiratorie incidono in modo rilevante sulla quotidianità. Sintomi come starnuti, congestione nasale, prurito, arrossamento oculare e, nei casi più intensi, difficoltà respiratorie, possono compromettere il sonno, la concentrazione e le attività lavorative o scolastiche. Se non trattate adeguatamente, possono inoltre peggiorare nel tempo e aumentare il rischio di sviluppare patologie croniche come l’asma, rendendo ancora più importante una gestione precoce e continuativa.
 Le allergie respiratorie possono colpire tutte le fasce d’età, ma alcuni gruppi risultano più vulnerabili. Tra questi, i bambini, nei quali si registra un aumento significativo dei casi, con possibili ripercussioni sul benessere e sullo sviluppo.
Maggiore rischio anche per chi vive in contesti urbani densamente popolati, dove l’esposizione a smog, polveri sottili e “isole di calore” crea condizioni favorevoli all’aggravamento dei sintomi. In queste aree, infatti, la prevalenza delle allergie è sensibilmente più elevata rispetto alle zone rurali.

Il vademecum: come gestire le allergie

Per affrontare la stagione allergica e ridurre l’impatto dei sintomi, Assosalute (Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica) propone un vademecum con alcune indicazioni pratiche.

Tra le principali raccomandazioni, il monitoraggio dei bollettini pollinici per evitare l’esposizione nei momenti di picco, il miglioramento della qualità dell’aria domestica – arieggiando negli orari meno critici e riducendo gli inquinanti indoor – e l’attenzione all’igiene personale, con doccia e cambio degli abiti al rientro a casa per limitare il contatto con i pollini.

Fondamentale anche il percorso diagnostico: il medico di medicina generale rappresenta il primo riferimento per l’inquadramento clinico e, se necessario, per l’invio allo specialista allergologo, al fine di definire la terapia più appropriata o valutare l’immunoterapia nei casi più complessi.

Farmaci di automedicazione: ruolo e tipologie

Un ruolo centrale nella gestione dei sintomi è svolto dai farmaci di automedicazione, riconoscibili dal bollino rosso sulla confezione, che possono essere utilizzati fin dalla comparsa dei primi segnali della rinite allergica per contenere l’evoluzione dei disturbi. Tra le opzioni disponibili, gli antistaminici per via orale sono indicati per ridurre manifestazioni come starnuti, prurito e naso che cola; gli spray nasali a base di corticosteroidi agiscono invece sulla congestione e sull’infiammazione delle mucose, risultando particolarmente utili nelle forme più persistenti; i colliri antiallergici trovano impiego nel controllo dei sintomi oculari, come prurito, arrossamento, lacrimazione e fotofobia, spesso associati alla rinite.

Assosalute sottolinea l’importanza di un utilizzo corretto e responsabile di questi medicinali, nel rispetto delle indicazioni riportate nei foglietti illustrativi e con il supporto del farmacista, figura di riferimento per orientare il paziente verso la soluzione più appropriata.

TAG: ALLERGIA, AUTOMEDICAZIONE, ANTISTAMINICI

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