Tabagismo
30 Marzo 2026La citisina entra tra i farmaci rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale per il trattamento della dipendenza dal fumo. Il farmaco, raccomandato nelle linee guida internazionali, prevede un protocollo terapeutico standard di 25 giorni con riduzione progressiva della posologia. Disponibile su ricetta medica

Il farmaco a base di citisina diventa rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale (SSN) come trattamento farmacologico per la cessazione dal fumo, ampliando l’accesso a una terapia già utilizzata nei programmi di disassuefazione dal tabacco e raccomandata nelle linee guida internazionali. L’inserimento in regime di rimborsabilità rappresenta un passaggio rilevante sul piano della sanità pubblica, in considerazione dell’impatto del tabagismo, responsabile in Italia di oltre 90mila decessi evitabili ogni anno e di costi sanitari e sociali stimati in oltre 26 miliardi di euro annui.
Il farmaco a base di citisina, principio attivo di origine vegetale appartenente alla classe degli agonisti parziali dei recettori nicotinici, agisce riducendo i sintomi di astinenza e attenuando il rinforzo positivo associato al consumo di nicotina. In questo modo contribuisce a facilitare il processo di cessazione dal fumo, soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento, quando il rischio di ricaduta è più elevato.
La disponibilità di un farmaco rimborsabile per la cessazione dal fumo si inserisce nel quadro delle strategie di contrasto al disturbo da uso di tabacco (DUT), che prevedono un approccio integrato comprendente counseling, supporto comportamentale e trattamento farmacologico.
Secondo le evidenze disponibili e le indicazioni delle linee guida internazionali, l’accesso a terapie efficaci e sostenibili rappresenta uno degli strumenti più rilevanti per migliorare i tassi di cessazione e ridurre il carico di malattia associato al tabagismo. La rimborsabilità della citisina può quindi favorire una maggiore equità di accesso alle cure e rafforzare i programmi territoriali di prevenzione e trattamento della dipendenza da nicotina.
Come sottolinea Claudio Leonardi, presidente della Società Italiana Patologie da Dipendenza (Sipad), «la citisina, per la sua comprovata efficacia, profilo di sicurezza ed elevato rapporto costo/beneficio, rappresenta un farmaco particolarmente adatto ad essere integrato nei percorsi per il trattamento multidisciplinare del disturbo da uso di tabacco».
La cessazione completa del consumo di tabacco, secondo lo schema terapeutico validato, dovrebbe avvenire entro il quinto giorno dall’inizio del trattamento.
Dal punto di vista farmacologico, la citisina si lega ai recettori nicotinici cerebrali con un’azione di agonista parziale. Questo meccanismo consente di ridurre la sintomatologia da astinenza — come irritabilità, ansia e insonnia — e di diminuire la gratificazione associata al fumo.
Il profilo di sicurezza è considerato favorevole e gli effetti indesiderati, quando presenti, risultano generalmente lievi e transitori. L’assenza di interazioni farmacologiche clinicamente rilevanti rende la molecola utilizzabile anche in pazienti con patologie croniche o in politerapia, sebbene la prescrizione debba sempre essere valutata dal medico nell’ambito del percorso clinico individuale.
Come evidenzia Fabio Beatrice, direttore scientifico dell’Osservatorio MOHRE, «la citisina deve essere considerata un’opzione terapeutica di prima linea anche alla luce della recente introduzione tra i farmaci rimborsabili dal SSN», sottolineando l’importanza della prescrizione da parte dei professionisti coinvolti nella gestione delle patologie correlate al tabagismo.
Il trattamento con citisina segue uno schema terapeutico standardizzato della durata complessiva di 25 giorni, caratterizzato da una progressiva riduzione della frequenza di assunzione. Questo modello posologico è stato validato in studi clinici e rappresenta la modalità di impiego più consolidata nel trattamento della dipendenza da nicotina. Il trattamento prevede uno schema posologico standard della durata di 25 giorni, caratterizzato da una progressiva riduzione della frequenza di assunzione: nei primi tre giorni è indicata l’assunzione di una compressa ogni due ore (fino a un massimo di sei compresse al giorno); dal quarto al dodicesimo giorno una compressa ogni due ore e mezza (fino a cinque compresse al giorno); dal tredicesimo al sedicesimo giorno una compressa ogni tre ore (fino a quattro compresse al giorno); dal diciassettesimo al ventesimo giorno una compressa ogni cinque ore (fino a tre compresse al giorno), fino ad arrivare negli ultimi cinque giorni a una o due compresse al giorno.
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