professioni sanitarie
01 Aprile 2026Il Consiglio dei Ministri ha approvato con procedura d’urgenza un disegno di legge che riorganizza la Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps). L’obiettivo è rendere più rapidi e uniformi i ricorsi contro i provvedimenti degli Ordini professionali.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro della Salute Orazio Schillaci, ha approvato un disegno di legge recante disposizioni in materia di organizzazione e funzionamento della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps), l’organo competente a decidere sui ricorsi in materia disciplinare, di iscrizione e cancellazione dagli albi e sulle controversie elettorali degli Ordini e delle Federazioni nazionali.
Secondo quanto indicato nel comunicato del Governo, il provvedimento mira a “garantire la continuità e l’efficienza dell’attività della Commissione e la ragionevole durata dei procedimenti”, attraverso una riorganizzazione della struttura e una revisione delle regole processuali.
Uno dei cambiamenti principali riguarda l’organizzazione della Commissione, che verrà articolata in due sezioni. Secondo quanto si legge nella bozza circolante del disegno di legge, ciascuna sezione sarà composta da due magistrati amministrativi con qualifica di consigliere di Stato, anche in pensione da non più di due anni, con funzioni di presidente e vicepresidente, affiancati da rappresentanti del Consiglio superiore di sanità e delle Federazioni nazionali degli Ordini professionali.
La nuova struttura a sezioni è finalizzata a distribuire il carico di lavoro e a rendere più tempestiva la definizione dei ricorsi.
Il nuovo impianto processuale introduce modalità tipiche del contenzioso amministrativo — come il procedimento cautelare, la decisione in forma semplificata e il giudizio di ottemperanza — e definisce termini precisi per la proposizione e il deposito del ricorso, stabilendo ad esempio che il ricorso debba essere notificato entro 30 giorni dalla conoscenza del provvedimento impugnato e depositato nei 15 giorni successivi. Il testo disciplina inoltre in modo esplicito le misure cautelari, la possibilità di definire il giudizio con decisione semplificata quando l’istruttoria è completa, nonché il ricorso per l’ottemperanza in caso di mancata esecuzione delle decisioni della Commissione, richiamando in alcuni passaggi le disposizioni del codice del processo amministrativo.
Un altro elemento qualificante della riforma è la digitalizzazione del procedimento. La bozza del disegno di legge prevede che il deposito dei documenti e degli atti difensivi avvenga esclusivamente tramite posta elettronica certificata e che le decisioni siano rese pubbliche mediante deposito telematico. Questo passaggio segna l’avvio di un processo telematico per la Cceps, con l’obiettivo di rendere più rapida la gestione dei fascicoli e migliorare l’efficienza dell’attività della Commissione.
Fonte:
https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-166/31413
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