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Dermatologia

25 Giugno 2026

Oleoliti, dalla Calendula all'Iperico: guida pratica per il farmacista su proprietà, usi e cautele

Gli oleoliti trovano ampio impiego per il benessere della pelle esposta a sole, vento e punture di insetti. Ecco cosa sapere su proprietà, limiti, differenze rispetto agli oli essenziali e consigli per un'informazione corretta al banco.

di Paola Vettori e Michela Bercigli


Oleoliti, dalla Calendula all'Iperico: guida pratica per il farmacista su proprietà, usi e cautele

Gli oleoliti di Arnica, Calendula o Iperico vengono spesso richiesti in farmacia al posto delle formulazioni in crema di più largo uso e consumo e, nel periodo estivo, il loro impiego aumenta sensibilmente. Sono infatti tra le preparazioni erboristiche più antiche e diffuse nell'ambito della dermocosmesi e della fitoterapia tradizionale e vengono utilizzati per il benessere della pelle esposta a sole, vento, salsedine, cloro e punture di insetti, trovando ampio impiego nella cura e nella protezione cutanea.

Definizione e caratteristiche degli oleoliti

Gli oleoliti hanno caratteristiche peculiari dal punto di vista scientifico: sono preparazioni relativamente semplici, spesso realizzate mediante macerazione di droghe vegetali in oli vettore, ma caratterizzate da una notevole variabilità compositiva, in funzione della specie botanica utilizzata, della qualità della droga, del rapporto droga/olio, della durata dell'estrazione e delle condizioni di conservazione.

Per il farmacista è quindi fondamentale comprendere non solo gli aspetti tradizionali d'impiego, ma anche i limiti e le peculiarità di tali rimedi per una corretta informazione all’utilizzatore finale.
Dal punto di vista tecnologico, un oleolito può essere definito come una preparazione ottenuta mediante estrazione delle componenti lipofile di una droga vegetale attraverso un veicolo oleoso.

A differenza degli estratti idroalcolici, gli oleoliti consentono l'estrazione preferenziale di:

  • carotenoidi;
  • componenti terpeniche;
  • fitosteroli;
  • cere vegetali;
  • frazioni lipidiche bioattive;
  • alcune molecole aromatiche.

L'estrazione avviene generalmente per macerazione statica o dinamica. La Farmacopea Europea disciplina in modo generale la caratterizzazione delle preparazioni vegetali e degli estratti, richiedendo la definizione del materiale di partenza, del metodo estrattivo e dei parametri di qualità, sebbene gli oleoliti tradizionali non siano descritti come categoria autonoma standardizzata.

L'olio veicolo non svolge esclusivamente una funzione solvente: l’olio extravergine di oliva apporta polifenoli e fitosteroli; l'olio di girasole alto oleico offre buona stabilità ossidativa; l'olio di jojoba, tecnicamente una cera liquida, garantisce elevata resistenza all'irrancidimento, ed è di gran lunga il più utilizzato e presente nelle preparazioni che troviamo in commercio.

Principali oleoliti di interesse estivo

Oleolito di Calendula (Calendula officinalis). L'oleolito di Calendula costituisce probabilmente il preparato più utilizzato in dermocosmesi naturale. Ha proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e favorevoli ai processi di riparazione tissutale. Numerosi studi preclinici hanno documentato effetti sulla modulazione dell'infiammazione e sulla riepitelizzazione.  Nella stagione estiva può essere utilizzato come doposole e come rimedio contro le punture di insetti.

Oleolito di Iperico (Hypericum perforatum). L'oleolito di iperico è caratterizzato dalla tipica colorazione rosso-rubino attribuibile alla presenza di ipericina e composti correlati. Tradizionalmente viene utilizzato per il trattamento di piccole ustioni, irritazioni e arrossamenti anche dovuti ad un’eccessiva esposizione al sole.  Tuttavia, l'aspetto più rilevante per il farmacista riguarda il rischio di fotosensibilizzazione. L'ipericina è infatti una molecola fotoreattiva e fotoattivabile. La stessa letteratura farmacologica che ha studiato l'ipericina come fotosensibilizzante in ambito terapeutico evidenzia la necessità di cautela in presenza di esposizione alla luce. Nel periodo estivo è quindi opportuno raccomandare applicazioni serali e informare il consumatore di evitare l'esposizione solare diretta dopo l'utilizzo.

Oleolito di Camomilla. Le specie maggiormente utilizzate sono Matricaria chamomilla e Chamaemelum nobile (Camomilla romana). Le frazioni lipofile estratte nell'olio comprendono componenti terpeniche che contribuiscono alle tradizionali proprietà lenitive attribuite alla pianta. 
L'impiego è particolarmente diffuso nei prodotti destinati a:

  • pelli sensibili;
  • cute infantile;
  • formulazioni doposole delicate.

Si può consigliare anche per toccature sull’herpes labiale e in tutti i casi di secchezza cutanea

Oleolito di Carota. L'oleolito ottenuto dalla radice di carota è ricco di carotenoidi e viene frequentemente utilizzato nelle formulazioni cosmetiche estive. È importante precisare che non possiede un'efficacia fotoprotettiva comparabile a quella dei filtri solari, non può quindi essere considerato un'alternativa a tali prodotti; questo va ben specificato all’atto del consiglio e della vendita. Il suo interesse riguarda prevalentemente l'azione emolliente, antiossidante e il contributo cosmetico al mantenimento dell'aspetto della pelle. 

Evidenze scientifiche: usi corretti e errori più comuni

Uno degli errori più frequenti consiste nell'attribuire automaticamente all'oleolito tutte le attività farmacologiche documentate per la pianta. In realtà molti studi utilizzano estratti idroalcolici o estratti standardizzati e invece mancano spesso studi clinici specifici sul preparato oleoso.
La maggior parte degli oleoliti commercializzati per uso cutaneo rientra nella categoria dei cosmetici e quindi possono vantare esclusivamente finalità cosmetiche. Di conseguenza nel consiglio al banco occorre un approccio basato sull’evidenza e sulla distinzione dalle tradizioni d'uso. In particolare, per gli oleoliti che si prestano di più all’utilizzo in estate, occorre ricordare che Calendula, Camomilla e Carota offrono interessanti applicazioni dermocosmetiche estive, mentre l'Iperico richiede un'attenta gestione del rischio di fotosensibilizzazione.

Concludendo occorre fare un breve cenno alla distinzione tra oleolito e olio essenziale (OE), perché spesso vengono confusi pur essendo preparazioni profondamente diverse.

CaratteristicaOleolitoOlio Essenziale
DefinizioneEstratto ottenuto per macerazione di una droga vegetale in un olio vegetaleMiscela complessa di sostanze aromatiche volatili ottenuta principalmente per distillazione in corrente di vapore o spremitura
Principi estrattiComposti lipofili non volatili Composti volatili 
Tecnica di produzioneMacerazione della droga in un olio vettoreDistillazione o estrazione specifica delle frazioni aromatiche
ConcentrazioneGeneralmente bassa-moderataMolto elevata
AspettoOlio vegetale arricchito di sostanze estratteLiquido aromatico concentrato, non grasso
OdoreDebole o moderatamente aromaticoIntenso e caratteristico
Uso topicoPuò essere spesso applicato puroRichiede quasi sempre diluizione
Uso oralePossibile per alcuni oleoliti alimentariSolo per OE autorizzati e sotto adeguata supervisione medica
Rischio tossicologicoGeneralmente bassoPotenzialmente elevato se utilizzato impropriamente

Un esempio pratico: Calendula officinalis: La Calendula produce un eccellente oleolito utilizzato per il trattamento della cute sensibile e irritata. Al contrario, dalla Calendula non si ottiene un olio essenziale di rilevante interesse commerciale, proprio perché i principi attivi più importanti non sono volatili.

SIOMI-Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata

TAG: DERMOCOSMESI

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