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16 Giugno 2026Aifa pubblica una Faq e materiale informativo per supportare l'applicazione della nuova Nota N01 sugli inibitori di pompa protonica. Chiarimenti su durata delle terapie, criteri di rimborsabilità, prevenzione primaria e secondaria con casi clinici concreti

Esomeprazolo, lansoprazolo, omeprazolo, pantoprazolo e rabeprazolo sono gli inibitori di pompa protonica (Ipp) la cui rimborsabilità a carico del Servizio sanitario nazionale è disciplinata dalla Nota Aifa N01, che dall'inizio del 2026 ha sostituito le precedenti Note 1 e 48. Per supportarne l'applicazione, Aifa ha pubblicato una Faq e materiale informativo che chiariscono alcuni aspetti pratici relativi alla durata delle terapie, ai criteri di rimborsabilità, alle condizioni cliniche e alle modalità di prescrizione ai fini della rimborsabilità.
La Nota N01 conferma la rimborsabilità degli Ipp per il trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo (Mrge), dell'ulcera peptica, dell'infezione da Helicobacter pylori e delle condizioni ipersecretorie come la sindrome di Zollinger-Ellison.
Per la Mrge il trattamento è rimborsato per 4-8 settimane, con rivalutazione clinica al termine del periodo terapeutico. La Faq chiarisce inoltre uno dei criteri che consentono la prosecuzione della terapia di mantenimento: per "sintomatologia refrattaria alla sospensione" si intende infatti "la persistenza della sintomatologia alla sospensione del trattamento iniziale di 4-8 settimane previsto per la Mrge". In presenza di recidive frequenti, sintomi persistenti alla sospensione o forme complicate della malattia, la terapia può quindi essere proseguita secondo quanto previsto dalla Nota.
Per l'ulcera peptica il trattamento è rimborsato per 4-8 settimane, con rivalutazione clinica al termine del periodo. Per l'eradicazione dell'Helicobacter pylori la rimborsabilità è prevista per 10-14 giorni, in presenza di infezione documentata e in associazione a terapia antibiotica. Nelle condizioni ipersecretorie il trattamento a lungo termine continua a essere rimborsato.
Tra i chiarimenti forniti da Aifa vi è anche quello relativo alla rivalutazione clinica necessaria per il rinnovo della prescrizione. Il documento precisa che "la Nota N01 richiede una valutazione clinica, non necessariamente specialistica, per il rinnovo della prescrizione degli Ipp. L'eventuale ricorso a una rivalutazione strumentale è una decisione del medico che ha in carico il paziente, in caso di dubbi o complicanze".
La Nota N01 ridefinisce anche i criteri di rimborsabilità nella prevenzione delle complicanze gastrointestinali gravi.
In prevenzione primaria, il trattamento è rimborsato nei pazienti in terapia cronica con Fans, anticoagulanti, doppia antiaggregazione o corticosteroidi cronici se hanno almeno 65 anni oppure se presentano un elevato rischio di sanguinamento o perforazione gastrointestinale indipendentemente dall'età.
Il documento Aifa chiarisce che per "terapia con anticoagulanti" si intende il trattamento cronico sia con antagonisti della vitamina K (Avk) sia con anticoagulanti orali diretti (Doac). Analogamente, per "doppia antiaggregazione" si intende il trattamento con Asa a basse dosi associata a un secondo antiaggregante, come clopidogrel, prasugrel o ticagrelor.
Uno dei chiarimenti più rilevanti riguarda l'uso dell'Asa a basse dosi. Aifa specifica che "la Nota N01 non prevede il rimborso del trattamento con Ipp in prevenzione primaria nel paziente in terapia antiaggregante con Asa a basse dosi, indipendentemente dall'età", salvo la presenza delle altre condizioni previste dalla Nota.
A titolo di esempio viene presentato il caso di un paziente di 62 anni in trattamento cronico con corticosteroidi per via orale: in questo caso il trattamento con Ipp è rimborsabile soltanto se il soggetto presenta un elevato rischio di sanguinamento o perforazione gastrointestinale.
Altri esempi presentati sono i casi di pazienti in terapia con Doac. Uno con fibrillazione atriale, recente ricovero per polmonite e scompenso cardiaco non rientra automaticamente nella categoria ad alto rischio. Secondo Aifa, la valutazione deve considerare la gravità dello scompenso e la presenza di ulteriori fattori di rischio. Analogamente, un altro paziente con diabete mellito tipo 2 in terapia con Doac non è automaticamente considerato ad alto rischio; la valutazione deve tenere conto del grado di compenso metabolico e delle eventuali complicanze croniche.
Per quanto riguarda le neoplasie, il documento chiarisce che "si configurano come condizione di alto rischio di sanguinamento o perforazione gastrointestinale le neoplasie con localizzazione gastrointestinale e le neoplasie in trattamento con farmaci potenzialmente gastrolesivi o che aumentino il rischio di sanguinamento".
In prevenzione secondaria, invece, il trattamento con Ipp è rimborsabile nei pazienti con anamnesi positiva per ulcera peptica o sanguinamento da ulcera che assumono farmaci gastrolesivi o associati a rischio emorragico. Un caso riportato nel documento riguarda un paziente di 75 anni con pregressa ulcera peptica: in questa situazione il trattamento è rimborsabile, purché sia presente una terapia cronica con Fans, anticoagulanti, Asa a basse dosi, doppia antiaggregazione o corticosteroidi sistemici.
La Nota N01 nasce dall'unificazione e dalla contestuale abrogazione delle precedenti Note 1 e 48, accorpando in un unico documento le indicazioni relative alla protezione gastrointestinale e alle patologie acido-correlate.
Tra gli obiettivi della nuova Nota vi è anche quello di promuovere un uso più appropriato degli Ipp e limitarne la prescrizione cronica quando non strettamente necessaria. Nelle Faq Aifa ricorda infatti che è prevista una rivalutazione clinica periodica della terapia, finalizzata a favorire, quando possibile, la sospensione del trattamento o la riduzione alla dose minima efficace, in linea con i principi della deprescrizione (deprescribing).
Tra le principali novità vi sono l'estensione delle categorie di farmaci considerate a rischio di sanguinamento o perforazione gastrointestinale, l'esclusione della sola Asa a basse dosi dalla prevenzione primaria rimborsata, la non rimborsabilità del trattamento prolungato dell'ulcera peptica e la possibilità di rivalutare le condizioni ipersecretorie senza l'obbligo di controlli annuali prefissati.
Il documento di chiarimento affronta inoltre il caso di medicinali precedentemente associati alle Note 1 e 48 ma non inclusi nella nuova Nota N01. Aifa precisa che "i medicinali come la famotidina sono sempre rimborsati dal SSN ma per la prescrizione il medico non deve più riportare in ricetta la Nota".
Tra i chiarimenti forniti dall’Aifa figurano anche alcune condizioni cliniche particolari. Per l'esofago di Barrett il documento precisa che "l'esofago di Barrett è una complicanza della malattia da reflusso gastroesofageo per la quale è prevista la rimborsabilità del trattamento con Ipp secondo Nota N01".
Diversa la situazione dell'esofagite eosinofila, per la quale la rimborsabilità è prevista soltanto in presenza di una concomitante malattia da reflusso gastroesofageo.
Per quanto riguarda la dispepsia, Aifa chiarisce che il trattamento con IPP non è rimborsabile in caso di negatività all'Helicobacter pylori. Nel documento si legge infatti che "la rimborsabilità è prevista solo in caso di positività all'infezione da H. pylori e in associazione a terapia antibiotica".
Fonte:
https://www.aifa.gov.it/documents/20142/3471001/Social_Nota_AIFA_N01_IPP.pdf
https://www.aifa.gov.it/-/nota-aifa-n01-domande-e-risposte
https://www.aifa.gov.it/documents/20142/3471001/Q&A_NOTA_N01.pdf
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