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18 Giugno 2026

Classifica università, atenei italiani in crescita. La Sapienza prima in Italia per Farmacia

Il sistema universitario italiano registra una crescita netta nel QS World University Rankings 2027, con 26 atenei in miglioramento e 15 in calo. Nell'area Pharmacy & Pharmacology la Sapienza Università di Roma è il primo ateneo italiano e si colloca al 48° posto mondiale, seguita dall'Università degli Studi di Milano e dalla Federico II di Napoli.

di Redazione Farmacista33


Classifica università, atenei italiani in crescita. La Sapienza prima in Italia per Farmacia

L'Italia è l'unico grande sistema universitario dell'Unione europea a registrare una crescita netta nel QS World University Rankings 2027 aggiornato a giugno 2026. Dei 47 atenei italiani presenti nella classifica, 26 migliorano la propria posizione e 15 arretrano, mentre il Politecnico di Milano raggiunge l'87° posto mondiale, miglior risultato mai ottenuto da un'università italiana. Anche nel recente QS World University Rankings by Subject 2026, pubblicato lo scorso marzo, si conferma la competitività degli atenei italiani nelle scienze del farmaco, con la Sapienza Università di Roma al 48° posto mondiale in Pharmacy & Pharmacology e altre due università italiane, Milano e Federico II di Napoli, presenti tra le prime 100 della disciplina.

Mit ancora primo al mondo, cresce il peso delle università asiatiche

Pubblicata il 18 giugno 2026, la classifica mondiale valuta oltre 1.500 università sulla base di indicatori che comprendono reputazione accademica, reputazione presso i datori di lavoro, qualità della ricerca, internazionalizzazione, occupabilità dei laureati e sostenibilità.

Al vertice si conferma per il quindicesimo anno consecutivo il Massachusetts Institute of Technology (Mit), seguito da Imperial College London e Stanford University, che condividono il secondo posto. Completano le prime posizioni University of Oxford, Harvard University e University of Cambridge. Tra i principali movimenti della graduatoria figurano la salita del California Institute of Technology dal decimo al settimo posto e il consolidamento della presenza asiatica, con National University of Singapore al decimo posto, The University of Hong Kong all'undicesimo, Nanyang Technological University al dodicesimo, Peking University al tredicesimo e Tsinghua University al quattordicesimo.

Università italiane in crescita: 26 atenei migliorano la posizione

L'Italia si distingue per un andamento in controtendenza rispetto a quello di molti altri sistemi universitari europei. Dei 47 atenei italiani presenti nel ranking, 26 migliorano la propria posizione e 15 arretrano, mentre il numero di università nella top 500 mondiale sale a 15, contro le 12 del 2017. Mentre gran parte dei principali sistemi universitari europei perde terreno nella classifica 2027, il sistema italiano registra una crescita diffusa. Tutte le prime dieci università italiane migliorano infatti la propria posizione rispetto alle precedenti edizioni, un risultato che, secondo QS, nessun altro grande sistema universitario europeo può vantare.

A guidare la classifica nazionale è ancora il Politecnico di Milano, che sale di 11 posizioni rispetto all'edizione precedente e raggiunge l'87° posto mondiale, confermandosi per il dodicesimo anno consecutivo il primo ateneo italiano e l'unico presente nella top 100 globale. Si tratta del miglior risultato della sua storia e del più alto piazzamento mai ottenuto da un'università italiana. Seguono Sapienza Università di Roma al 111° posto e Università di Bologna al 123°, entrambe al miglior risultato della propria storia. Nelle posizioni successive figurano Università di Padova al 204° posto, Politecnico di Torino al 206°, Università degli Studi di Milano al 270°, Università Cattolica del Sacro Cuore al 338°, Università di Pisa al 341°, Università di Roma Tor Vergata al 342°, Università di Pavia al 395°, Università Federico II di Napoli al 401°, Università di Firenze al 409° e Università di Trento al 438°.

Dal Politecnico di Milano a Tor Vergata, i maggiori avanzamenti dell'ultimo decennio

L'analisi dell'ultimo decennio mostra una crescita diffusa dei principali atenei italiani. Il Politecnico di Milano è passato dal 182° posto del 2017 all'87° del 2027, recuperando 95 posizioni. La Sapienza ha guadagnato 112 posizioni nello stesso periodo, raggiungendo l'111° posto mondiale, mentre l'Università di Padova è salita dal 336° al 204° posto. Il Politecnico di Torino è passato dal 305° al 206° posto e l'Università di Bologna dal 208° al 123°.

Nel complesso, le cinque università italiane meglio classificate hanno migliorato la propria posizione di almeno un terzo nell'ultimo decennio. Il Politecnico di Milano e la Sapienza hanno sostanzialmente dimezzato la distanza che li separava dai vertici mondiali, mentre Bologna, Padova e Politecnico di Torino consolidano la presenza italiana nella fascia delle prime 250 università del mondo.

Tra gli altri progressi significativi figurano quelli dell'Università degli Studi di Milano, salita dal 370° al 270° posto, dell'Università di Pisa, passata dal 429° al 341°, e dell'Università di Roma Tor Vergata, che ha guadagnato 137 posizioni, passando dal 479° al 342° posto, uno degli avanzamenti più marcati dell'intera top 10 italiana. Migliorano anche l'Università Federico II di Napoli, dal 478° al 401° posto, e l'Università di Firenze, dal 451° al 409°.

La crescita italiana è sostenuta soprattutto dalla qualità della ricerca e dalla reputazione accademica. La Sapienza si colloca al 61° posto mondiale per rete internazionale di ricerca, mentre l'Università Vita-Salute San Raffaele figura tra le prime dieci università al mondo per citazioni per docente e l'Università di Brescia entra per la prima volta nella top 100 dello stesso indicatore. QS sottolinea inoltre come questi risultati siano stati raggiunti in un contesto caratterizzato da investimenti nell'istruzione superiore inferiori a quelli di molti Paesi concorrenti, indicando nella qualità della ricerca e nella reputazione accademica i principali fattori alla base della crescita italiana. Restano tuttavia criticità sul fronte dell'internazionalizzazione: nessuna università italiana compare infatti tra le prime 100 al mondo per presenza di studenti o docenti internazionali.

Pharmacy & Pharmacology, Harvard al primo posto nel mondo

Accanto alla classifica generale, il QS World University Rankings by Subject 2026, pubblicato il 25 marzo scorso e dedicato alle singole discipline, evidenzia risultati particolarmente competitivi per gli atenei italiani nell'area Pharmacy & Pharmacology. La graduatoria, che prende in esame oltre 400 università nel mondo, è guidata da Harvard University, davanti a Monash University. Al terzo posto figurano ex aequo University College London e University of Oxford, seguite da University of Cambridge e Karolinska Institutet.

Nelle prime posizioni trovano spazio anche King's College London, University of Manchester, Queen's University Belfast, University of Copenhagen, Leiden University, Uppsala University, University of Strathclyde, Trinity College Dublin, KU Leuven, ETH Zurich, Utrecht University, University of Edinburgh e University of Helsinki, a conferma della forte presenza di università britanniche ed europee ai vertici della disciplina.

Università italiane nella classifica mondiale per Farmacia e Farmacologia

La migliore università italiana per Farmacia e Farmacologia è La Sapienza Università di Roma, che si colloca al 48° posto mondiale e rappresenta il primo ateneo nazionale della disciplina. Seguono l'Università degli Studi di Milano al 52° posto e la Federico II di Napoli al 61°. Nella fascia compresa tra il 101° e il 150° posto figurano l'Università di Bologna, di Firenze, Pavia e di Padova, mentre l'Università di Pisa,  di Genova, di Parma, di Roma Tor Vergata e di Torino si collocano nella fascia 201-250. 

Il confronto tra ranking generale e ranking disciplinare evidenzia la competitività internazionale della ricerca italiana nelle scienze del farmaco. La Sapienza passa infatti dall'111° posto del QS World University Rankings 2027 al 48° posto in Pharmacy & Pharmacology, mentre l'Università degli Studi di Milano sale dal 270° al 52° posto e la Federico II di Napoli dal 401° al 61°. Anche Bologna migliora dal 123° posto generale alla fascia 101-150 della disciplina, mentre Pisa passa dal 341° posto generale alla fascia 201-250.

Risultati che confermano come alcuni poli universitari italiani abbiano sviluppato una forte specializzazione nell'ambito farmaceutico e farmacologico: la presenza di tre università italiane tra le prime 100 al mondo per Pharmacy & Pharmacology e di altre nove nella top 250 evidenzia una competitività disciplinare superiore rispetto a quella espressa dal sistema universitario italiano nel ranking generale.

Fonte:

https://www.qs.com/insights/qs-world-university-rankings

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TAG: UNIVERSITà, FACOLTà DI FARMACIA

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