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25 Giugno 2026

Farmaci e caldo: eventi avversi, uso corretto e conservazione. Le indicazioni per i pazienti

Le ondate di calore possono incidere sia sulla stabilità dei medicinali sia sulla sicurezza di alcune terapie. Dalle raccomandazioni Aifa ai consigli dei farmacisti, ecco quali farmaci richiedono particolare attenzione, come conservarli correttamente e quali comportamenti consigliare ai pazienti.

di Redazione Farmacista33


Farmaci e caldo: eventi avversi, uso corretto e conservazione. Le indicazioni per i pazienti

Antipertensivi, diuretici, antidepressivi, antiepilettici e beta-bloccanti sono solo alcune delle classi di farmaci che richiedono particolare attenzione durante le ondate di calore e i periodi di temperature elevate persistenti. Caldo, umidità ed esposizione ai raggi solari possono infatti alterare l'integrità e l'efficacia di alcuni medicinali, mentre determinate terapie possono aumentare il rischio di disidratazione, ipotensione, alterazioni della termoregolazione o altri effetti indesiderati. Negli anni, in occasione di questi fenomeni climatici estremi, l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha diffuso indicazioni e raccomandazioni per l'uso sicuro dei medicinali, cui si affiancano i consigli diffusi in questi giorni da Federfarma Verona, che invita i pazienti a prestare particolare attenzione alla gestione dei farmaci durante l'estate e, soprattutto, a non modificare autonomamente le terapie.

Antipertensivi, diuretici e farmaci cardiovascolari: rischio disidratazione, ipotensione e capogiri

Tra i farmaci che meritano particolare attenzione durante l'estate figurano quelli utilizzati per il controllo della pressione arteriosa e delle patologie cardiovascolari.
Gli antipertensivi e i diuretici possono favorire disidratazione e riduzione della pressione arteriosa; tra gli effetti indesiderati dei diuretici rientra anche l'iponatriemia, che può aggravarsi in presenza di un'eccessiva assunzione di liquidi.
Gli antiadrenergici e i beta-bloccanti possono invece ridurre la capacità dell'organismo di disperdere il calore attraverso la cute, mentre i vasodilatatori, compresi nitrati e calcio-antagonisti, possono accentuare l'ipotensione nei soggetti più vulnerabili.

Durante i mesi estivi il caldo provoca già di per sé vasodilatazione e perdita di liquidi attraverso la sudorazione. Quando questi effetti si sommano a quelli della terapia farmacologica possono comparire spossatezza marcata, vertigini e anche episodi di svenimento, soprattutto quando ci si alza rapidamente dalla posizione seduta o sdraiata.

Per questo è consigliabile controllare con maggiore frequenza la pressione arteriosa e mantenere una corretta idratazione, senza sospendere o ridurre autonomamente i farmaci. In presenza di valori pressori molto bassi o di sintomi persistenti è necessario rivolgersi al medico curante, che valuterà l'eventuale adeguamento della terapia.

Psicofarmaci, antistaminici e anticolinergici: più difficile disperdere il calore

Diversi farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale o sul sistema colinergico possono richiedere particolari precauzioni durante le ondate di calore. Gli anticolinergici possono interferire con la termoregolazione, ostacolare la sudorazione e ridurre lo stato di vigilanza. Gli antipsicotici possono diminuire la pressione arteriosa, interferire con i meccanismi di termoregolazione e ridurre la capacità del paziente di adottare comportamenti protettivi nei confronti del caldo. Gli antidepressivi possono ridurre la sudorazione e interferire con la termoregolazione centrale.

Anche gli antistaminici possono ridurre la sudorazione e abbassare la pressione arteriosa, mentre gli antiparkinsoniani possono favorire vertigini e stato confusionale oltre a ridurre la sudorazione. Gli ansiolitici e i rilassanti muscolari possono provocare vertigini, diminuire la gittata cardiaca, influenzare il raffreddamento dell'organismo attraverso la vasodilatazione e aggravare alcuni sintomi respiratori.

Tra i medicinali da considerare rientrano anche quelli utilizzati nel trattamento di nausea e vomito, disturbi gastrointestinali e incontinenza urinaria, che possono determinare squilibri idro-elettrolitici, e gli antiepilettici, che possono aumentare lo stato confusionale e ridurre la vigilanza. In questi casi è opportuno limitare l'attività fisica e l'esposizione all'aperto nelle ore più calde della giornata, bere regolarmente anche quando non si avverte lo stimolo della sete e favorire il raffreddamento del corpo, ad esempio bagnando frequentemente polsi, collo e viso.

Antibiotici, Fans e altri farmaci sensibili al sole o al calore

Durante l'estate occorre prestare attenzione anche ai farmaci fotosensibilizzanti. Alcuni antibiotici ad ampio spettro, come i fluorochinoloni, e alcuni antinfiammatori non steroidei, come il ketoprofene, possono reagire ai raggi ultravioletti provocando reazioni cutanee che vanno da eritemi intensi fino a ustioni e macchie della pelle difficili da eliminare.
Durante il trattamento, e nei due o tre giorni successivi alla sua conclusione, è consigliabile evitare l'esposizione diretta al sole e le lampade abbronzanti, utilizzando una protezione solare ad alta protezione anche per le normali attività quotidiane all'aperto.

Accanto ai farmaci fotosensibilizzanti esistono medicinali particolarmente sensibili alle alte temperature, nei quali il problema principale non è rappresentato dagli effetti sul paziente, ma dal possibile deterioramento del prodotto. Tra questi rientrano antibiotici, farmaci adrenergici, insulina, analgesici, sedativi, antiepilettici e anticoagulanti. Anche i farmaci per la tiroide, i contraccettivi e altri medicinali contenenti ormoni sono particolarmente sensibili alle variazioni termiche e richiedono particolare attenzione durante la conservazione.

Conservazione dei farmaci: il caldo comprome efficacia e sicurezza

Le modalità di conservazione indicate nel foglio illustrativo devono essere sempre rispettate. Quando non sono previste indicazioni particolari, i medicinali vanno conservati in un luogo fresco e asciutto, generalmente a una temperatura inferiore a 25 °C.

Esporre un farmaco per poche ore o uno o due giorni a temperature superiori ai 25 °C non ne compromette necessariamente la qualità, ma un'esposizione prolungata può ridurne significativamente la validità. Se il foglio illustrativo riporta una temperatura specifica di conservazione, il mancato rispetto delle indicazioni può compromettere l'efficacia del medicinale e, in alcuni casi, renderlo potenzialmente dannoso.

È altrettanto importante evitare di conservare i farmaci in bagno o in cucina, ambienti caratterizzati da elevata umidità e da continui sbalzi di temperatura. Il luogo ideale è un ambiente fresco, asciutto e lontano da fonti di calore.

Durante viaggi e spostamenti è consigliabile utilizzare un contenitore termico e non lasciare mai i medicinali in auto sotto il sole, neppure per periodi limitati. L'insulina rappresenta un caso particolare e deve essere mantenuta alle temperature indicate, ricorrendo, se necessario, a contenitori refrigerati. Al contrario, non tutti i medicinali devono essere conservati in frigorifero: è sempre necessario attenersi alle indicazioni riportate nel foglio illustrativo.

Per i farmaci utilizzati attraverso aperture ripetute della confezione può essere utile annotare la data della prima apertura, rispettando il periodo di validità indicato dal produttore. È inoltre opportuno conservare sempre il medicinale nel contenitore originale, progettato per proteggerlo dalla luce, dall'aria e dagli sbalzi termici.

Quando sospettare che un farmaco sia stato alterato dal caldo

Le alte temperature possono modificare le caratteristiche del medicinale. Un cambiamento di colore, odore, sapore o consistenza, la presenza di particelle solide in sospensione o sul fondo del flacone oppure la separazione dei componenti di una crema possono essere segnali di un possibile deterioramento.Tuttavia, l'assenza di alterazioni visibili non garantisce che il farmaco sia integro. Alcuni medicinali possono infatti perdere efficacia pur mantenendo un aspetto apparentemente normale.

"Se si nota una qualsiasi alterazione del farmaco, come colore, sapore, consistenza, presenza di particelle solide in sospensione o sul fondo, ci si deve allertare e portare la confezione in farmacia per un attento controllo, tenendo comunque conto che i medicinali possono essere deteriorati anche senza presentare alcuna manifestazione esteriore", spiega Gianmarco Padovani, vicepresidente di Federfarma Verona.

Il farmacista come riferimento per la gestione sicura della terapia 

Oltre a verificare l'aderenza terapeutica, il farmacista rappresenta un punto di riferimento per fornire indicazioni sulla corretta conservazione e sul trasporto dei medicinali.

"Se possibile è meglio preferire l'assunzione di quelle solide (pastiglie e capsule) rispetto alle liquide (gocce e spray) che sono in genere più sensibili alle alte temperature. Anche per i viaggi, e con qualsiasi mezzo, è bene chiedere consiglio al farmacista sul corretto trasporto perché alcuni farmaci come quelli per la tiroide, i contraccettivi e altri medicinali che contengono ormoni sono molto sensibili alle variazioni termiche. In città è bene non lasciare mai i farmaci in auto sotto il sole tropicale di questi giorni, se non per brevissimi lassi di tempo. Un consiglio pratico è di riporli nella borsa termica anche per il solo tragitto farmacia-casa", sottolinea Padovani.

Il vicepresidente di Federfarma Verona richiama infine l'attenzione su uno degli errori più frequenti durante l'estate: modificare autonomamente la terapia antipertensiva. "I casi più frequenti riguardano la terapia ipertensiva perché con l'aumentare del caldo è possibile che la pressione sanguigna cali e quindi molti pazienti decidono di 'aggiustare' la terapia da soli. Si tratta di una prassi pericolosa per la salute perché solo il medico può variare posologia e farmaci. Mai, inoltre, affidarsi alla Rete o seguire la vox populi perché ciò che giova a un soggetto può essere deleterio per un altro, anche nell'ambito della stessa famiglia".

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Farmaci e caldo: rischi associati alle principali classi terapeutiche e indicazioni pratiche per la consulenza al banco.

TAG: CALDO ESTIVO, CONSERVAZIONE DEI FARMACI, CONSERVAZIONE DEI FARMACI IN ESTATE

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