Dermatologia
29 Giugno 2026Aifa approva la rimborsabilità dell'anticorpo monoclonale nemolizumab, per il trattamento della dermatite atopica e della prurigo nodularis

L’Agenzia italiana del farmaco ha approvato la rimborsabilità Ssn di nemolizumab, ora disponibile per uso sottocutaneo per il trattamento della dermatite atopica da moderata a grave in pazienti di età pari o superiore a 12 anni candidati alla terapia sistemica, e per uso sottocutaneo per il trattamento di adulti con prurigo nodularis da moderata a grave, candidati alla terapia sistemica.
Dermatite atopica e prurigo nodularis sono patologie cutanee causate da una disregolazione neuroimmunitaria, che si manifesta con prurito, infiammazione e disregolazione della barriera cutanea nella dermatite atopica, e con prurito, infiammazione, alterazione della differenziazione epidermica e fibrosi (ispessimento o cicatrizzazione del tessuto cutaneo che causa protuberanze solide/nodulari) nella prurigo nodularis. Si stima che la dermatite atopica interessi in Italia tra il 2-5% degli adulti secondo alcune fonti e tra il 5-8% secondo altre. Quanto alla prurigo nodularis in Europa si stimano circa 30-35 casi ogni 100.000 abitanti, mentre la prevalenza in Italia, probabilmente sottostimata, si attesta tra lo 0,1% e lo 0,2%.
L'approvazione di rimborsabilità si è basata sui solidi risultati ottenuti dai programmi di studi clinici di fase III Arcadia e Olympia, condotti rispettivamente sulla dermatite atopica e sulla prurigo nodularis.
In entrambe le patologie,il prurito è spesso segnalato come uno dei sintomi più problematici: l’87% dei pazienti affetti da dermatite atopica dichiara di desiderare di liberarsi dal prurito, mentre il 75% dei pazienti affetti da prurigo nodularis riferisce che il prurito persistente influisce negativamente sulla propria qualità di vita. Da non trascurare nemmeno l’impatto psicologico sul paziente della comparsa di noduli cutanei, che possono trovarsi in aree visibili del corpo e influire in modo significativo sulla fiducia in sé stessi e sulle interazioni sociali.
“Nemolizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato che agisce bloccando il recettore dell’interleuchina-31, che svolge un ruolo centrale nella patogenesi della dermatite atopica, in particolare nella genesi e nel mantenimento del prurito, ma contribuisce anche all’infiammazione cutanea”, spiega Giuseppe Micali, direttore Uoc Clinica Dermatologica all’Università di Catania, oltre che direttore della Scuola di specializzazione in dermatologia e venereologia. “Intervenendo direttamente sul dialogo tra sistema immunitario e sistema nervoso, il farmaco interrompe il circolo vizioso prurito-grattamento. Le evidenze degli studi registrativi rendono nemolizumab una nuova e importante opzione terapeutica per i pazienti con dermatite atopica moderata-severa, soprattutto per coloro nei quali il prurito rappresenta il principale fattore di compromissione della qualità di vita».
“Nemolizumab è un farmaco molto interessante in quanto va a bloccare la subunità alfa del recettore dell’interleuchina-31, che rappresenta la citochina cruciale nella patogenesi della prurigo cronica nodulare”, sottolinea Angelo Valerio Marzano, professore ordinario e direttore Sc Dermatologia al Policlinico di Milano. “Agisce in modo mirato - si può parlare di target therapy, sul bersaglio molecolare che rappresenta la via principale responsabile della malattia. Oltre al miglioramento del prurito nel 90% dei pazienti, si è osservata una regressione completa dei noduli in oltre il 75% dei pazienti, con un lungo periodo libero da malattia, una persistenza dei risultati e mantenimento della risposta, che addirittura migliorano fino alle 100 settimane. Nemolizumab si dimostra una opzione terapeutica molto promettente».
“Lo sviluppo di numerosi farmaci biologici, come nemolizumab, ha veramente cambiato lo scenario terapeutico, questi farmaci vanno a colpire in modo mirato i bersagli molecolari responsabili dell’infiammazione e ciò ha reso possibile per tutti i pazienti la speranza di un miglioramento della qualità di vita”, commenta Mario Coccioli, presidente di Andea, Associazione nazionale ermatite atopica. Si tratta di progressi significativi per i numerosi pazienti, che impattano in maniera tangibile soprattutto sui giovani e su coloro che combattono con le forme più severe e ormai cronicizzate della patologia”.
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