antibiotici
16 Luglio 2026Una meta-analisi evidenzia che il coinvolgimento del farmacista clinico nel monitoraggio terapeutico della vancomicina si associa a una riduzione del rischio di danno renale acuto e della mortalità a 30 giorni, oltre a un miglioramento dell'appropriatezza della terapia.

Il coinvolgimento del farmacista nella gestione della terapia antibiotica può contribuire a migliorare la sicurezza dei pazienti e l'appropriatezza del trattamento, in particolare nelle infezioni gravi che richiedono un monitoraggio terapeutico. È quanto emerge da una meta-analisi pubblicata su Frontiers in Pharmacology, che ha analizzato l'impatto dell'intervento del farmacista nella gestione della terapia con vancomicina. I risultati mostrano un'associazione con una riduzione del 33% del rischio di danno renale acuto e del 48% della mortalità a 30 giorni, confermando il contributo del farmacista clinico ai programmi di monitoraggio terapeutico e di stewardship antimicrobica.
L'analisi ha incluso 63 studi clinici per un totale di 14.837 pazienti sottoposti a terapia con vancomicina e monitoraggio terapeutico del farmaco, confrontando gli esiti ottenuti nei contesti assistenziali con e senza il coinvolgimento del farmacista.
I risultati mostrano che il contributo del farmacista può determinare benefici clinicamente rilevanti, associandosi a una riduzione del 33% del rischio di danno renale acuto (RR 0,67), una delle principali complicanze della terapia con vancomicina, soprattutto nei pazienti più fragili o sottoposti a trattamenti prolungati, oltre a una diminuzione del 48% della mortalità a 30 giorni (RR 0,52) e un miglioramento dell'11% dell'efficacia clinica (RR 1,11).
In particolare, il coinvolgimento del farmacista si associava a una maggiore probabilità di eseguire i prelievi nei tempi corretti, raggiungere le concentrazioni plasmatiche target e adeguare il dosaggio sulla base dei risultati ottenuti. Si tratta di aspetti cruciali nella pratica clinica, poiché errori nella tempistica dei prelievi o nella gestione dei risultati del monitoraggio possono portare a decisioni terapeutiche inappropriate, aumentando il rischio sia di inefficacia del trattamento sia di eventi avversi.
I risultati rafforzano quindi il ruolo del farmacista nei programmi di monitoraggio terapeutico e di stewardship antimicrobica, suggerendo che un coinvolgimento strutturato possa contribuire a migliorare la sicurezza dei pazienti e l'appropriatezza dell'impiego della vancomicina.
Gli autori evidenziano che la prevalenza di studi osservazionali, l'eterogeneità degli interventi e il possibile rischio di bias di pubblicazione per alcuni esiti richiedono cautela nell'interpretazione dei risultati. Saranno pertanto necessari ulteriori studi prospettici e randomizzati per confermare i benefici osservati e identificare i modelli organizzativi maggiormente associati al miglioramento degli esiti clinici.
Fonte:
Front. Pharmacol. 17:1805469. doi: 10.3389/fphar.2026.1805469
ph.cr.magnific
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