infezioni
29 Luglio 2026L'aggiornamento della sorveglianza dell'Iss registra quasi 8.000 casi di infezioni sessualmente trasmesse nel 2024 (+12% sul 2023). L'infezione da clamidia aumenta del 41,5% e la gonorrea raggiunge il massimo storico con 1.555 casi.

Crescono i casi di infezioni sessualmente trasmesse (Ist) in Italia: +12% nel 2024 rispetto al 2023 già in crescita molto importante sull'anno precedente, con un picco del +41,5% per l’infezione da clamidia e +84% delle segnalazioni di gonorrea (quintuplicate dal 2010 al 2024). I dati arrivano dall’aggiornamento dei dati al 31 dicembre 2024 dei due Sistemi di sorveglianza sentinella attivi in Italia dell’Istituto superiore di sanità.
"La tendenza degli ultimi anni delle infezioni sessualmente trasmesse è preoccupante, occorre agire su diversi livelli per invertire il trend - afferma Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie Infettive dell'Iss. - Occorre agire su più fronti contemporaneamente: sulla diagnosi e sul trattamento precoce, che riducono il rischio di contagio; sulla prevenzione, favorendo ad esempio la diffusione dei vaccini per HPV ed epatite; sulla corretta informazione e sulla sensibilizzazione della popolazione sui comportamenti da adottare per prevenire le infezioni".
In Italia, oltre alla notifica obbligatoria di gonorrea, sifilide, infezione da clamidia e linfogranuloma venereo, l'Istituto Superiore di Sanità coordina due sistemi di sorveglianza sentinella che consentono di monitorare anche altre Ist non soggette a notifica. La sorveglianza clinica, attiva dal 1991, raccoglie le segnalazioni dei centri specializzati sulle nuove diagnosi nelle persone sintomatiche. La sorveglianza di laboratorio, attiva dal 2009, si basa invece sui laboratori di microbiologia clinica, che registrano i nuovi casi di infezione da Chlamydia trachomatis, Trichomonas vaginalis e Neisseria gonorrhoeae nelle persone sottoposte ai test, indipendentemente dalla presenza di sintomi. In questo modo è possibile ottenere un quadro più completo della diffusione delle Ist nel Paese e orientare le strategie di prevenzione e controllo.
Nel 2024 sono stati segnalati quasi 8.000 casi di Ist, con un incremento del 12% rispetto al 2023, anno che aveva già registrato una crescita significativa rispetto al precedente. L'aumento più marcato ha riguardato l'infezione da clamidia, cresciuta del 41,5% rispetto al 2023. L'incremento è stato particolarmente evidente tra i maschi che fanno sesso con maschi, nei quali i casi sono aumentati del 61,2%. La prevalenza dell'infezione da clamidia continua, inoltre, a essere più elevata nella fascia di età 15-24 anni rispetto agli over 24 (8,3% contro 2,7% nel 2024).
Anche la gonorrea continua a mostrare una tendenza in crescita: le segnalazioni sono quintuplicate tra il 2010 e il 2024, raggiungendo il massimo storico di 1.555 casi. Solo nel periodo 2021-2024 l'incremento è stato dell'84%.
Tra il 2021 e il 2024 sono aumentate anche le segnalazioni di sifilide primaria e secondaria (+16%), con 695 nuovi casi notificati nel 2024, il 73,3% dei quali tra gli MSM. Nello stesso periodo, dal 24 giugno 2023 al 31 dicembre 2024, il sistema di sorveglianza ha registrato 59 nuovi casi di Monkeypox virus (Mpox), il 91,5% dei quali diagnosticati negli MSM.
Per quanto riguarda l'HIV, nel 2024 sono state testate 4.981 persone con una Ist e 599 sono risultate HIV positive, pari a una prevalenza del 12,0% (IC 95%: 11,1-12,9). La prevalenza dell'infezione da HIV tra le persone con una Ist confermata è risultata circa quaranta volte superiore a quella stimata nella popolazione generale italiana.
Il Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 punta a rafforzare la prevenzione, la diagnosi precoce e la presa in carico delle Ist favorendo l'accesso ai servizi sanitari attraverso un Percorso Integrato di Cura dedicato alle persone a rischio o con una Ist. Tra gli obiettivi rientrano l'aumento dell'offerta attiva del test Hiv tra le persone con una Ist, in linea con il Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031, e il potenziamento dello screening e della diagnosi precoce delle epatiti virali B e C, secondo le più recenti raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità.
Il documento prevede inoltre di rafforzare la prevenzione primaria attraverso la promozione delle vaccinazioni contro Hpv, epatite B ed epatite A, migliorare il contact tracing e la terapia del partner, incrementare le attività di informazione su sintomi, segni e possibili complicanze delle Ist e aumentare nella popolazione generale la consapevolezza del ruolo di queste infezioni nella trasmissione e nell'acquisizione dell'Hiv.
Un ulteriore obiettivo è promuovere l'educazione alla salute sessuale attraverso le "Regole del sesso sicuro", che comprendono l'uso corretto del preservativo, la riduzione del numero dei partner sessuali e un consumo consapevole di alcol, evitando l'uso di sostanze stupefacenti. Il Piano prevede infine l'elaborazione di un programma nazionale pluriennale per la prevenzione delle Ist e l'attivazione di sistemi di sorveglianza dei comportamenti.
Per informazioni scientificamente corrette e aggiornate su HIV, Aids e infezioni sessualmente trasmesse, l'Istituto superiore di sanità mette a disposizione il Telefono Verde Aids e Ist (800 861061). Il servizio è gratuito, anonimo e accessibile da tutta Italia. Offre attività di informazione e counselling personalizzato, svolta da operatori formati secondo un modello comunicativo-relazionale specifico. È disponibile in italiano e in inglese dal lunedì al venerdì, dalle 13 alle 18; negli stessi orari, il lunedì, il mercoledì e il giovedì è inoltre presente un esperto per quesiti di natura legale.
Il servizio coordina anche la rete nazionale ReTe AIDS, che riunisce altre 12 Help Line attive sul territorio italiano, con l'obiettivo di condividere contenuti scientifici, metodologie operative e sistemi di raccolta dei dati. Dal 2013 il Telefono Verde è affiancato dal portale Uniti contro l'Aids, che mette a disposizione materiali informativi e contenuti dedicati alla prevenzione delle Ist, oltre a un canale YouTube. Per garantire un accesso inclusivo alle informazioni, le persone sorde possono richiedere consulenza attraverso un apposito modulo online predisposto dall'Iss, nel rispetto della riservatezza.
Fonte:
ph.cr.magnific
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