Vaccini
28 Agosto 2026Un vaccino antinfluenzale sperimentale prodotto nel lievito e diretto contro la proteina M2 ha protetto modelli murini da tre diversi ceppi

Produrre vaccini antinfluenzali nel lievito di birra, abbandonando almeno in prospettiva il sistema basato sulle uova di gallina utilizzate da circa 80 anni, e nello stesso tempo cercare di superare la necessità di sviluppare ogni anno una nuova formulazione. Questo è l’obiettivo di un gruppo di ricercatori che ha presentato all’American Chemical Society un nuovo approccio vaccinale contro l’influenza, per ora sperimentato soltanto in modelli murini.
La strategia si concentra sulla proteina virale M2 anziché sull’emoagglutinina, bersaglio della maggior parte dei vaccini antinfluenzali. In particolare, l’emoagglutinina induce una forte risposta immunitaria ma muta rapidamente, rendendo necessario aggiornare periodicamente la composizione dei vaccini. La proteina M2, al contrario, tende a non mutare ed è rimasta pressocché la stessa dalla pandemia influenzale del 1918.
Per realizzare il candidato vaccino, il gruppo ha utilizzato Saccharomyces cerevisiae, il comune lievito di birra impiegato anche nella panificazione, per produrre particelle simil-virali che espongono M2 sulla propria superficie. Queste particelle imitano alcune caratteristiche strutturali del virus ma non contengono il materiale genetico responsabile dell’infezione. L’obiettivo è duplice: ottenere una protezione contro più varianti del virus per un periodo superiore a quello dei vaccini attuali e offrire un sistema più rapido, meno costoso e più facilmente utilizzabile su larga scala rispetto a una produzione che richiede l’incubazione nelle uova.
Negli esperimenti condotti finora, i murini vaccinati con il nuovo sistema sono risultati protetti dall’infezione provocata da tre differenti ceppi di influenza. Tuttavia, al momento i dati restano preclinici ed occorreranno studi sull’uomo per ulteriori sviluppi per stabilire quale durata avrebbe l’eventuale protezione nell’uomo. Gli autori ritengono che un vaccino diretto contro M2 potrebbe fornire una copertura più ampia e duratura rispetto ai vaccini concentrati sull’emoagglutinina, ma la possibilità di una vaccinazione valida per tutta la vita - eventualmente accompagnata da un richiamo in età avanzata - rimane per ora un’ipotesi.
Oggi, la tecnologia è stata concessa in licenza a un’azienda che sviluppa sistemi basati sul lievito per la produzione di vaccini orali. I ricercatori hanno inoltre prospettato che, in futuro, lieviti appositamente modificati potrebbero essere utilizzati direttamente per sviluppare vaccini orali contro l’influenza e altre malattie. Anche questa possibilità, però, appartiene a una fase ancora più avanzata dello sviluppo.
Fonte
https://acs.digitellinc.com/live/37/session/593122
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