allergie
02 Settembre 2026Anafilassi, sintomi e gestione dell’emergenza: dalla possibilità di prevedere la gravità delle reazioni all’assenza di orticaria, fino al ruolo di adrenalina e antistaminici. L’allergologa Elizabeth Angier fa chiarezza sui falsi miti più diffusi e sui fattori da considerare per riconoscere e affrontare correttamente una reazione anafilattica.

Prevedere la gravità di una futura reazione sulla base degli episodi precedenti, aspettarsi sempre la comparsa di orticaria o attribuire agli antistaminici un ruolo centrale nel trattamento dell’emergenza. Sull’anafilassi persistono convinzioni che possono portare a interpretare in modo non corretto il rischio, i sintomi e la gestione della reazione allergica. A fare il punto, in un approfondimento pubblicato da The Pharmacist, è Elizabeth Angier, medico di medicina generale specializzata in allergologia, che passa al vaglio alcuni falsi miti e fatti meno conosciuti sull’anafilassi, richiamando le principali evidenze e indicazioni cliniche.
Il primo falso mito riguarda la possibilità di prevedere la gravità di una futura reazione allergica sulla base dell’anamnesi o degli esami. Una persona che ha già avuto un episodio di anafilassi continua a essere a rischio se nuovamente esposta allo stesso allergene, ma l’intensità della reazione precedente non consente di stabilire quella di un eventuale episodio successivo.
Può accadere che dopo un’anafilassi la successiva esposizione determini una reazione meno grave; al contrario, ricorda Angier, molte persone che sviluppano un’anafilassi grave, anche fatale, hanno alle spalle reazioni allergiche relativamente lievi. “Attualmente non esiste alcun test o biomarcatore in grado di prevedere il rischio di anafilassi”, sottolinea l’esperta.
Nella valutazione vanno però considerati i possibili cofattori, che possono aumentare la gravità di una reazione allergica. Tra quelli segnalati figurano esercizio fisico, mancanza di sonno, stress, consumo di alcol, farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e infezioni. Un paziente che in precedenza ha avuto, per esempio, una reazione relativamente lieve a un alimento potrebbe sviluppare una reazione più importante qualora l’esposizione si associ a uno di questi fattori.
“Non possiamo prevedere chi andrà incontro ad anafilassi, sebbene sia importante informare i pazienti sul ruolo dei potenziali cofattori. La preparazione è fondamentale, in particolare la conoscenza di come riconoscere e gestire i sintomi", sintetizza Angier.
Un secondo falso mito è che l’anafilassi abbia sempre un fattore scatenante chiaramente identificabile. Si tratta invece di una diagnosi clinica, che non dipende dalla disponibilità di un esame del sangue né dall’individuazione certa del trigger. Un’anamnesi allergologica approfondita può permettere di identificare allergeni alimentari, farmaci o veleni, ma in alcuni casi il fattore scatenante può rimanere nascosto o non essere individuato. Quando non emerge una causa apparente si parla di anafilassi idiopatica.
Un'attenzione specifica va inoltre riservata all’anafilassi indotta dall’esercizio fisico, che può essere provocata dall’attività in sé ma più frequentemente si manifesta quando l’esercizio segue l’assunzione di determinati alimenti. Tipo, durata e intensità dell’attività in grado di favorire la reazione possono variare, anche se sono frequentemente coinvolte attività aerobiche come corsa e ciclismo.
Anche la convinzione che l’orticaria sia sempre presente può rendere più difficile il riconoscimento della reazione. “Fino a un quinto dei casi di anafilassi non presenta orticaria o angioedema”, ricorda Angier. L’anafilassi è caratterizzata da insorgenza improvvisa e rapida progressione dei sintomi, con problemi a carico delle vie aeree, della respirazione e/o della circolazione. Le manifestazioni cutanee o delle mucose, come arrossamento, orticaria e angioedema, possono accompagnare il quadro, ma possono essere assenti fino al 20% dei casi.
Un altro falso mito riguarda l’idea che i dispositivi per la somministrazione dell’adrenalina siano necessari soltanto per chi abbia già avuto un episodio di anafilassi. La decisione deve invece derivare da una valutazione personalizzata del rischio. Le indicazioni richiamate da Angier riconoscono una necessità assoluta di prescrizione degli autoiniettori di adrenalina (AAI) in alcuni pazienti con una storia di anafilassi o di reazioni allergiche. Ma la precedente anafilassi non rappresenta l’unico elemento da considerare. In generale, spiega l'esperta, la prescrizione può essere indicata anche in pazienti che abbiano avuto una reazione allergica moderata, come un’orticaria generalizzata, dopo l’esposizione a tracce di un alimento o in presenza di asma concomitante. Diversamente, una precedente reazione lieve, in assenza di asma e dopo un’esposizione superiore a tracce dell’allergene, non comporta necessariamente la necessità di un autoiniettore.
Tra i miti affrontati da Angier c’è anche il ruolo degli antistaminici nella gestione dell’anafilassi. Questi farmaci non sono indicati per trattare i sintomi respiratori o cardiovascolari della reazione e non rappresentano il trattamento di prima linea dell’emergenza. Possono essere utilizzati per i sintomi cutanei che accompagnano le reazioni allergiche, compresa l’anafilassi, ma il loro impiego non deve ritardare la somministrazione dell’adrenalina o, quando necessari, dei fluidi per via endovenosa.
Il punto centrale è invece la tempestività dell’adrenalina. “L’uso tempestivo di adrenalina per via intramuscolare può salvare vite umane”, sottolinea Angier che indica nell’adrenalina il trattamento di prima linea dell’anafilassi e ne raccomanda la somministrazione intramuscolare precoce in presenza di problemi alle vie aeree, alla respirazione o alla circolazione. Se questi persistono, la dose può essere ripetuta dopo cinque minuti. Accanto agli autoiniettori sono inoltre in sviluppo modalità di somministrazione senza ago. Tra queste Angier segnala lo spray nasale di adrenalina approvato nel Regno Unito per il trattamento di emergenza dell’anafilassi.
Il riconoscimento e il trattamento dell’episodio acuto rappresentano solo una parte della gestione. Angier richiama l’importanza della valutazione allergologica specialistica dopo una sospetta anafilassi, sia per approfondirne le possibili cause sia per definire le successive misure di prevenzione e gestione del rischio.
Per i pazienti ai quali vengono prescritti dispositivi per la somministrazione dell’adrenalina, la formazione deve accompagnare la prescrizione: occorre sapere riconoscere i sintomi, conoscere quando e come utilizzare il dispositivo e disporre di un piano d’azione personalizzato. Nei controlli periodici vanno inoltre verificati validità e adeguatezza dei dispositivi e la capacità del paziente di utilizzarli correttamente.
Un’attenzione particolare è indicata per adolescenti e giovani adulti, nei quali il rischio di anafilassi fatale è maggiore e per i quali Angier raccomanda un counselling individualizzato e adeguato all’età, che comprenda anche la consapevolezza dei possibili cofattori, tra cui alcol ed esercizio fisico. Tra gli aspetti meno conosciuti rientra infine la posizione da assumere durante l’episodio. Il paziente con difficoltà respiratoria può stare seduto, mentre in presenza di sensazione di svenimento deve essere mantenuto sdraiato; vanno evitati bruschi cambiamenti di posizione e il paziente non deve alzarsi in piedi.
Da riconoscere tempestivamente è anche l’anafilassi refrattaria, definita dalla mancata stabilizzazione dopo due dosi appropriate di adrenalina intramuscolare. È una condizione rara, che secondo i dati riportati dalla dottoressa interessa circa l’1% dei casi e richiede il rapido trasferimento in ambiente ospedaliero e una gestione specialistica.
Fonte
https://www.thepharmacist.co.uk/clinical/respiratory/anaphylaxis-myths-and-facts/
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
26/08/2026
Le valutazioni dell'oncologo Giuseppe Curigliano sul primo studio di fase 3 di un vaccino personalizzato a mRNA contro il melanoma: una svolta trasformativa
26/08/2026
Vaccinazioni pediatriche in calo negli Stati Uniti, mentre il morbillo torna ai livelli più alti da trentacinque anni
A cura di Cristoforo Zervos
25/08/2026
Giunta al termine la prima edizione del Master universitario di primo livello in "Etica e Medicina Narrativa, comunicazione e pratiche di assistenza e cura", organizzato dall'Università Cattolica e...
A cura di Redazione Farmacista33
24/08/2026
Scomparso a Milano Maurizio Bonati, già responsabile del Dipartimento di Salute pubblica e di quello per la Salute materno-infantile dell’Istituto Mario Negri
A cura di Redazione Farmacista33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)