oncologia
26 Agosto 2026Le valutazioni dell'oncologo Giuseppe Curigliano sul primo studio di fase 3 di un vaccino personalizzato a mRNA contro il melanoma: una svolta trasformativa

“La differenza è sostanziale: questo non è un vaccino che, se somministrato, ti immunizza contro lo sviluppo di un cancro. Questo è un vaccino disegnato in maniera specifica su pazienti che hanno già avuto il cancro e che ha l'obiettivo di educare il sistema immunitario di quel singolo paziente a riconoscere cellule tumorali circolanti e micrometastasi che vengono da quel tumore radicalmente asportato. Il sistema immunitario attivato dal vaccino e dal pembrolizumab genera una risposta immunitaria a cellule T contro le cellule tumorali. Le terapie personalizzate a base di neoantigeni sono progettate per addestrare e attivare una risposta immunitaria antitumorale basata sulla firma mutazionale unica del tumore del paziente. Quindi l’obiettivo di questo vaccino, che è stato personalizzato su ogni singolo paziente e sul suo singolo tumore, è educare il sistema immunitario a prevenire la recidiva del tumore che quel paziente ha avuto. Non a prevenire lo sviluppo di nuovi tumori, ovviamente, ma la recidiva di quello specifico tumore”.
Importanti le precisazioni, in una intervista al Corriere della sera, di Giuseppe Curigliano, vice direttore scientifico dello Ieo di Milano e presidente eletto della European society for medical oncology (Esmo) per il biennio 2027-2028.
Al centro della discussione il primo studio di fase 3 di un vaccino personalizzato a mRNA contro il melanoma ha dato risultati positivi. Lo studio INTerpath-001 ha coinvolto 1.137 pazienti con melanoma ad alto rischio, operati radicalmente: l’aggiunta del trattamento personalizzato Intismeran all’immunoterapia con pembrolizumab ha raggiunto gli obiettivi principali dello studio, riducendo il rischio di recidiva e di metastasi a distanza rispetto alla sola immunoterapia.
“Possiamo parlare di una svolta trasformativa”, spiega Curigliano, “perché questo è il primo studio prospettico randomizzato che ha come obiettivo primario la recurrence free survival, vale a dire, in parole semplici, il numero di recidive in una popolazione di pazienti con melanoma ad alto rischio. Questo va specificato: pazienti ad alto rischio, che non hanno ricevuto nessuna pregressa terapia e sono stati operati in maniera radicale”.
I risultati completi dello studio saranno in occasione di Esmo 2026 a Madrid, a fine ottobre
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