ricette elettroniche
21 Settembre 2026Il Movimento nazionale liberi farmacisti chiede di chiarire quali medicinali siano ancora esclusi dalla prescrizione elettronica e su quali basi normative. Chiesti entro 30 giorni una risposta documentata e un cronoprogramma nazionale; in caso di inerzia, il Mnlf valuterà azioni legali e istanze di accesso agli atti.

Alcune categorie di farmaci psicotropi, come le benzodiazepine, sono ancora prescritte con ricetta cartacea, con disagi e incertezze per medici, farmacisti e cittadini, nonostante la norma che dal 1° gennaio 2025 abbia reso obbligatoria la prescrizione elettronica per tutte le ricette, comprese quelle “bianche”. Per il Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf), “i ritardi accumulati non sono più accettabili né giustificabili”, e diffida Governo e Amministrazioni competenti a dare piena attuazione della legge Bilancio 2025, “con particolare riferimento ai medicinali contenenti sostanze psicotrope ancora soggetti a prescrizione cartacea, quando non vi sia una specifica norma vigente che ne preveda l’esclusione dalla dematerializzazione”.
Il movimento ha inviato una diffida formale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero della Salute, a quello dell’Economia e delle Finanze, nonché alle Amministrazioni competenti e alle Regioni chiedendo un cronoprogramma ufficiale entro 30 giorni e, in caso di mancata risposta, “valuterà iniziative nelle sedi giurisdizionali e istanze di accesso agli atti”.
La diffida spiega una nota, “nasce dalla necessità di garantire il rispetto dell’art. 1, comma 317, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, che - in vigore dal 1° gennaio 2025 - ha reso obbligatoria la dematerializzazione di tutte le prescrizioni mediche, incluse quelle non a carico del Servizio sanitario nazionale e le cosiddette “ricette bianche”.
Mnlf ricorda che “la documentazione istituzionale del Ministero della Salute conferma che la norma riguarda anche i medicinali contenenti sostanze stupefacenti e psicotrope appartenenti alle sezioni B, C, D ed E della Tabella dei medicinali, nonché parte dei medicinali della sezione A”.
“Nonostante ciò, a tutt’oggi persistono modalità prescrittive cartacee per specifiche categorie di medicinali psicotropi, in contrasto con l’obiettivo di generalizzazione della prescrizione elettronica stabilito dal legislatore”.
Per Mnlf il ricorso alla ricetta cartacea, quando non è previsto da una norma vigente, crea “incertezza operativa, ostacola il monitoraggio dell’appropriatezza prescrittiva, compromette la piena alimentazione del Fascicolo Sanitario Elettronico e non contribuisce a prevenire fenomeni di abuso, falsificazione o uso improprio di medicinali psicotropi”.
Nella diffida Mnlf chiede formalmente di conoscere quali categorie di medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope siano ancora escluse dalla prescrizione dematerializzata e di indicare, per ciascuna, la “disposizione legislativa o regolamentare vigente” che giustifica il mantenimento della ricetta cartacea. Domanda, inoltre, di precisare quali siano gli eventuali “adempimenti amministrativi, tecnici, informatici od organizzativi ancora necessari”, quale amministrazione sia responsabile di ciascuno di essi e se occorrano adeguamenti del Sistema Tessera sanitaria o dei sistemi regionali. Tra le richieste figurano anche chiarimenti sulle ragioni per cui l’avvio operativo previsto nel luglio 2026 non abbia avuto seguito, sugli eventuali problemi tecnici, organizzativi o di coordinamento e sulla nuova data prevista per la piena operatività. Il Movimento vuole inoltre sapere se siano state impartite disposizioni a Regioni, strutture sanitarie, medici, farmacie e fornitori dei sistemi informatici per assicurare un’applicazione uniforme della normativa su tutto il territorio nazionale.
Entro 30 giorni dal ricevimento della diffida, le amministrazioni dovranno fornire una risposta “completa e documentata” e trasmettere un cronoprogramma che riporti attività da completare, soggetti responsabili, atti amministrativi e adeguamenti tecnici necessari, coinvolgimento di medici e farmacisti e data di conclusione di ogni fase fino alla piena operatività nazionale. Se il termine trascorrerà senza risposta, oppure arriverà una comunicazione “meramente interlocutoria o priva dell’indicazione di tempi certi e delle necessarie basi normative”, il Mnlf valuterà con i propri legali le azioni previste dal Codice del processo amministrativo contro il silenzio dell’Amministrazione e ogni altra iniziativa conseguente a un’eventuale inerzia ingiustificata. Il Movimento si riserva anche di presentare istanze di accesso agli atti e di accesso civico per acquisire la documentazione relativa a riunioni, comunicazioni interministeriali, interventi tecnici e decisioni che hanno determinato la mancata piena operatività della prescrizione elettronica.
“La piena operatività della prescrizione elettronica è un obbligo di legge, un presidio di sicurezza per i cittadini e un elemento essenziale per la modernizzazione del sistema sanitario. Farmacisti e medici non possono essere lasciati in una condizione di incertezza normativa e operativa che compromette la qualità del servizio e la tutela della salute pubblica. I ritardi accumulati - conclude il Mnlf, “non sono più accettabili né giustificabili in alcun modo”
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