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13 Ottobre 2026Una formulazione sperimentale sviluppata con l’aiuto dell’intelligenza artificiale ha consentito di conservare vaccini a mRNA in forma solida fino a un anno a temperatura ambiente. I risultati preclinici aprono alla possibilità di ridurre la dipendenza dalla catena del freddo e di utilizzare cerotti con microaghi.

Conservare i vaccini a mRNA senza ricorrere a temperature estremamente basse potrebbe diventare possibile. In uno studio pubblicato il 28 settembre su Nature Biotechnology, i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno ottimizzato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale la formulazione che protegge le nanoparticelle lipidiche utilizzate per trasportare l’mRNA, rendendola più resistente al calore. Dopo essiccazione sottovuoto, le preparazioni sono rimaste stabili fino a un anno a temperatura ambiente, secondo quanto riportato dal MIT.
Il gruppo ha sviluppato Agent, un sistema che combina esperimenti ad alta produttività e ottimizzazione bayesiana per individuare formulazioni termostabili anche a partire da pochi dati sperimentali. I risultati dei test alimentano il modello, che orienta la scelta delle combinazioni da valutare nei cicli successivi. L’ottimizzazione è stata completata in sei iterazioni nell’arco di un mese.
I ricercatori hanno lavorato su due composizioni di nanoparticelle lipidiche rappresentative di quelle impiegate nei vaccini Moderna e Pfizer-BioNTech. Le formulazioni ottenute, solide e prive di acqua, hanno mantenuto il 100% della bioattività dopo oltre due mesi di conservazione a 37 °C. Nei roditori e nei primati non umani hanno indotto risposte immunitarie specifiche non inferiori a quelle ottenute con vaccini liquidi appena preparati e somministrati per via intramuscolare.
La fragilità dell’mRna e delle nanoparticelle che lo veicolano rende la conservazione un elemento critico per la distribuzione. Formulazioni più resistenti al calore potrebbero ridurre gli oneri legati a trasporto refrigerato, stoccaggio e monitoraggio delle temperature, facilitando l’accesso ai vaccini nelle aree dove la catena del freddo è difficile da garantire.
La formulazione solida apre anche alla sperimentazione di modalità alternative di somministrazione. Il gruppo ha realizzato cerotti con microaghi dissolvibili, che rilasciano il vaccino quando vengono applicati sulla pelle e hanno generato nei modelli animali risposte immunitarie comparabili a quelle dei vaccini iniettabili.
I risultati riguardano una piattaforma sperimentale di formulazione e studi preclinici: la stabilità osservata non corrisponde alla disponibilità di un vaccino autorizzato per la conservazione a temperatura ambiente.
Fonte
https://www.nature.com/articles/s41587-026-03331-w
ph.cr.magnific
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