Login con

Ricerca

14 Ottobre 2026

Farmaci orali, migliorare solubilità e assorbimento. Al via studio italiano

Una delle strategie per migliorare l'efficienza delle terapie è aumentare la biodisponibilità dei farmaci orali attraverso materiali capaci di trasformarsi e rispondere a specifici stimoli fisiologici. All'Università di Bologna parte un progetto di ricerca che ha ottenuto un finanziamento da 1,5 milioni di euro. Ne parliamo con Serena Bertoni, coordinatrice della ricerca.

di Alessandra Romano


Farmaci orali, migliorare solubilità e assorbimento. Al via studio italiano

Aumentare la biodisponibilità dei farmaci orali attraverso materiali capaci di trasformarsi e rispondere a specifici stimoli fisiologici. È l'obiettivo di ReLiEF, progetto di ricerca dell'Università di Bologna coordinato da Serena Bertoni, che ha ottenuto un finanziamento ERC Starting Grant da 1,5 milioni di euro. Il progetto, della durata di cinque anni, prenderà avvio nel gennaio 2027 e punta a sviluppare materiali solidi a temperatura ambiente, ma capaci di diventare liquidi a temperatura corporea e favorire la dissoluzione dei principi attivi. Tra i possibili candidati antitumorali come gli inibitori della tirosin-chinasi e le terapie per le malattie infiammatorie croniche intestinali.

Ne abbiamo parlato con Serena Bertoni, ricercatrice del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell'Università di Bologna.

Perché la scarsa solubilità rappresenta uno dei principali ostacoli nello sviluppo dei farmaci orali e quali conseguenze può avere sull'efficacia delle terapie?

Spesso le molecole sono molto lipofile oppure particolarmente complesse dal punto di vista strutturale e, quindi, poco solubili in acqua. Si tratta dei cosiddetti farmaci appartenenti alle classi II e IV del Biopharmaceutical Classification System (BCS): quelli di classe II sono poco solubili ma molto permeabili, mentre quelli di classe IV presentano sia una bassa solubilità sia una bassa permeabilità.
Se questi principi attivi non si solubilizzano sufficientemente nei fluidi gastrointestinali, non possono essere assorbiti in maniera adeguata e la loro concentrazione nel sangue rischia di non raggiungere la soglia minima efficace, con assenza dell'effetto terapeutico o copertura variabile. Il processo di dissoluzione può infatti cambiare in funzione di fattori, come il pH gastrico o la presenza di cibo, e in alcuni casi questa variabilità può contribuire anche allo sviluppo di resistenze, per esempio nel trattamento antibiotico.

Qual è l'elemento innovativo dei materiali eutettici dinamici rispetto alle strategie già utilizzate per migliorare solubilità e biodisponibilità?

Le strategie attuali puntano ad aumentare la velocità di dissoluzione dei principi attivi riducendo le dimensioni delle particelle o tramite le sospensioni, mentre altre cercano di aumentare la solubilità in senso assoluto, attraverso formazione di sali o dispersioni amorfe.
Noi stiamo cercando di sviluppare un sistema nel quale il farmaco sia già presolubilizzato. In particolare, il principio attivo sarebbe inserito all'interno di un veicolo solido a temperatura ambiente, potenzialmente trasformabile in forme farmaceutiche convenzionali, come compresse e granulati, ma capace di diventare liquido a temperatura corporea. Questo è possibile grazie ai sistemi eutettici, costituiti da due componenti che, combinati, presentano una temperatura di fusione inferiore rispetto a quella dei singoli componenti, compresa tra 35 e 37 gradi.

In che modo questo meccanismo consentirebbe un rilascio più selettivo del farmaco?

Oltre alla temperatura, che rappresenta la prima e più semplice modalità di attivazione, abbiamo individuato tre possibilità principali: il pH, che varia lungo i diversi tratti dell'apparato gastrointestinale, gli enzimi e le condizioni ossidative che caratterizzano diverse patologie intestinali.
L'idea è introdurre nei sistemi eutettici gruppi chimici capaci di rispondere selettivamente a questi stimoli. Per esempio, alcuni legami verrebbero scissi solo in condizioni ossidanti o in presenza di specifici enzimi presenti nel colon. In questo modo si potrebbe controllare il comportamento del materiale e il rilascio del principio attivo in funzione dell'ambiente in cui si trova.

Quali principi attivi potrebbero beneficiare maggiormente di questa tecnologia?

Partiremo da molecole molto lipofile o scarsamente solubili, in particolare farmaci orali ad azione sistemica appartenenti alle classi II e IV del BCS, come gli inibitori della tirosin-chinasi. Si tratta di antitumorali somministrati per via orale, come l'ibrutinib, utilizzato nel trattamento di alcune forme di leucemia, che necessitano di dosaggi elevati per ottenere l'effetto terapeutico.
Un secondo ambito riguarda le malattie infiammatorie croniche intestinali. In questo caso l'obiettivo sarebbe quello di indirizzare il rilascio del farmaco verso i siti interessati dall'infiammazione, con lo scopo di sostituire antinfiammatori e antibiotici, responsabili di diversi effetti indesiderati.

Riducendo dosaggi ed effetti indesiderati, migliorerebbe potenzialmente anche l'aderenza terapeutica…

Assolutamente. È l'obiettivo finale del progetto. Si tratta di un aspetto cruciale per i pazienti cronici, che devono assumere medicinali tutti i giorni e spesso per tutta la vita.

Quali saranno le principali tappe del progetto?

La prima fase sarà dedicata alla progettazione e alla sintesi dei materiali. Nella seconda fase condurremo studi in condizioni sperimentali che riproducono l'ambiente gastrointestinale per verificare se le proprietà dei materiali portano realmente ai vantaggi suddetti.
Infine, affronteremo gli aspetti tecnologici, valutando la possibilità di trasformare i materiali sviluppati in forme farmaceutiche e verificandone l'idoneità alla produzione di medicinali. Questo percorso potrebbe essere portato avanti anche attraverso collaborazioni con aziende farmaceutiche

TAG: RICERCA

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Facebook! Seguici su Linkedin! Segui le nostre interviste su YouTube!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

07/10/2026

Una review fa il punto sulle evidenze a sostegno dell’efficacia del consiglio proattivo di sottoporsi alla vaccinazione o di completare il ciclo vaccinale, per il vaccino anti Herpes zoster

A cura di Sabina Mastrangelo

07/10/2026

Nelle farmacie aderenti della rete Mia Farmacia di Farmacentro prende il via  un progetto dedicato al benessere dopo i 65 anni che integra informazione ed educazione alla salute

A cura di Redazione Farmacista33

06/10/2026

Dal 7 ottobre e fino a novembre prende il via la campagna menopausa di Dr. Max Italia con l’obiettivo di accompagnare chi vive o si prepara ad affrontare questa fase della vita, offrendo servizi...

A cura di Redazione Farmacista33

06/10/2026

La campagna vaccinale anti-Covid 2026-27 utilizzerà vaccini aggiornati alla variante XFG in distribuzione alle Regioni. La circolare ministeriale indica destinatari, priorità e modalità del...

A cura di Redazione Farmacista33

 
Resta aggiornato con noi!

La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

 Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy

EVENTI

AZIENDE

Detergente intimo quotidiano maschile

Detergente intimo quotidiano maschile

A cura di Viatris

La Società italiana di farmacologia chiede che nell’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza vengano inclusi anche i test farmacogenetici, utili a personalizzare le terapie

A cura di Redazione Farmacista33

 
chiudi

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)

Top