dispensazione farmaci
23 Ottobre 2026Dalla soluzione tecnica per le ricette rosse agli aggiornamenti dei gestionali, la transizione verso la serializzazione dei medicinali richiede ancora alcuni passaggi operativi. L’avvocato Stefano Simonetta fa il punto sulla sperimentazione e sulle questioni aperte in vista del 9 febbraio 2027.

La lettura del codice DataMatrix, la verifica dell’autenticità delle confezioni dei farmaci la disattivazione dell’identificativo univoco al momento della dispensazione sono le procedure che modificheranno, con l’entrata a regime del nuovo sistema di serializzazione dei medicinali, prevista dal 9 febbraio 2027, le attività quotidiane del farmacista al banco. La sperimentazione ocn il nuovo sistema è in corso ed è stata individuata anche la soluzione tecnica per la gestione delle ricette rosse senza fustella, ma restano da completare le istruzioni operative, gli adeguamenti dei gestionali e le procedure per affrontare anomalie e indisponibilità dei sistemi.
A fare il punto è l’avvocato Stefano Simonetta di Farmatutela, che in un’analisi dedicata alle novità attese osserva: “Il quadro operativo non può considerarsi ancora completamente definito”. Ecco a che punto siamo e cosa manca ancora.
Il passaggio al DataMatrix interesserà le modalità con cui le farmacie documentano l’erogazione dei medicinali a carico del Ssn. Per le ricette rosse cartacee, il superamento della fustella pone infatti un problema specifico: “l’impossibilità di applicare materialmente sulla ricetta il contrassegno della confezione dispensata, secondo le modalità tradizionalmente utilizzate per documentare l’erogazione del medicinale ai fini del rimborso”. Su questo punto, l’avvocato richiama il recente aggiornamento fornito dal sindacato dei titolari: “Secondo quanto riferito da Federfarma con comunicazione del 6 ottobre 2026, Sogei avrebbe predisposto una soluzione tecnica destinata a consentire la gestione delle ricette cartacee anche in assenza della tradizionale fustella adesiva, attraverso l’associazione dei dati della prescrizione con gli identificativi delle confezioni dispensate”.
La soluzione, prosegue l’avvocato, “avrebbe già ricevuto il via libera del Tavolo Tecnico di Monitoraggio, in vista della sua implementazione entro febbraio 2027”. Il passaggio consentirebbe di assicurare continuità alle procedure anche per le prescrizioni cartacee, ma la sua applicazione richiede ulteriori indicazioni: “Resta naturalmente necessario attendere le indicazioni operative che definiranno nel dettaglio le modalità di utilizzo della nuova funzionalità, nonché i conseguenti adeguamenti dei software gestionali delle farmacie”.
Il nuovo sistema prevede, per i medicinali che rientrano nel suo ambito di applicazione, un identificativo univoco codificato nel DataMatrix e un dispositivo antimanomissione. Per il farmacista, il cambiamento riguarda le operazioni sulla singola confezione: “La lettura del codice DataMatrix consentirà di acquisire i dati identificativi della singola confezione, mentre l’interrogazione del sistema nazionale permetterà di verificarne l’autenticità e, nei casi previsti, di procedere alla disattivazione dell’identificativo”, spiega Simonetta.
La verifica avverrà attraverso il sistema nazionale di archiviazione e verifica degli identificativi univoci, Nmvs, gestito da Nmvo Italia e collegato all’infrastruttura europea.
L’avvocato distingue gli obblighi europei dalla loro integrazione nelle procedure italiane: “Il Regolamento delegato (Ue) 2016/161 disciplina tali operazioni con riferimento ai medicinali soggetti agli obblighi di serializzazione, indipendentemente dalla loro modalità di prescrizione o dal regime di rimborsabilità”. Per questo, precisa, “occorre tuttavia distinguere gli obblighi di verifica previsti dalla normativa europea dalle specifiche procedure informatiche e amministrative attraverso le quali il sistema verrà integrato, in Italia, con gli strumenti già utilizzati dalle farmacie”.
Sul piano applicativo, “l’avvio operativo si concentra sull’integrazione delle nuove funzionalità con i processi di dispensazione e rendicontazione dei medicinali erogati a carico del Ssn, attraverso il Sistema Tessera Sanitaria”.
Restano attese le istruzioni per le diverse tipologie di prescrizione e dispensazione e per il coordinamento con le piattaforme già utilizzate.
La sperimentazione condotta nel 2026 ha affrontato prima il funzionamento delle infrastrutture, poi le procedure nelle condizioni di lavoro delle farmacie. “Una prima fase pilota, condotta su confezioni non destinate alla vendita, ha consentito di verificare il funzionamento delle infrastrutture informatiche e di individuare alcune criticità tecniche, riguardanti, tra l’altro, la lettura dei codici e la configurazione dei dispositivi ottici”, riferisce Simonetta.
Successivamente, “la sperimentazione è successivamente proseguita con il coinvolgimento di un numero limitato di farmacie e l’utilizzo di confezioni effettivamente dispensabili, al fine di verificare il funzionamento delle procedure nelle ordinarie condizioni operative”. Parallelamente è stato avviato il percorso di accreditamento degli operatori al sistema nazionale, necessario per accedere alle funzionalità di verifica e disattivazione.
Per arrivare preparate all’avvio, le farmacie dovranno verificare lettori, software e formazione del personale. Sui dispositivi ottici, l’indicazione è di “verificare la disponibilità di dispositivi compatibili con i codici bidimensionali DataMatrix e la loro corretta configurazione”.
Per i gestionali occorre invece “accertare che i fornitori abbiano previsto gli aggiornamenti necessari all’interfacciamento con il sistema nazionale di verifica e con le procedure del Sistema Tessera Sanitaria”.
Anche le istruzioni agli addetti dovranno comprendere, scrive l’avvocato, “le nuove modalità di dispensazione, la verifica degli identificativi e la gestione delle eventuali segnalazioni di anomalia”.
La scadenza di febbraio non determinerà l’immediata scomparsa delle confezioni con il bollino tradizionale. “I medicinali già immessi sul mercato secondo la disciplina applicabile potranno infatti continuare a circolare nei limiti e alle condizioni previste dalle disposizioni transitorie”, precisa Simonetta. Sarà quindi necessaria, per un certo periodo, la “gestione contemporanea di confezioni soggette a differenti modalità operative”.
Un altro aspetto riguarda le segnalazioni del sistema: “Particolare attenzione dovrà essere riservata alla gestione degli alert generati dal sistema, che potranno richiedere verifiche supplementari e, nei casi previsti dalla disciplina applicabile, impedire la dispensazione della confezione fino alla risoluzione dell’anomalia”.
Su questo fronte conta anche il funzionamento dell’intera filiera. Come osserva l’avvocato, “eventuali disallineamenti tra i dati presenti negli archivi e quelli rilevati sulle confezioni potrebbero infatti generare segnalazioni e rendere necessari ulteriori controlli, con possibili ripercussioni sull’operatività quotidiana”.
Restano da chiarire le procedure in caso di anomalie e indisponibilità temporanee dei sistemi, il coordinamento tra sistema nazionale di verifica, Sistema TS e piattaforme regionali e le modalità applicabili durante la coesistenza delle confezioni. “Si tratta di aspetti tutt’altro che secondari, destinati a incidere concretamente sull’attività delle farmacie e sulla regolarità delle procedure di dispensazione e rendicontazione”, conclude Simonetta.
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