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19 Marzo 2020

Covid-19 e test kit in farmacia. Asfi invita alla massima prudenza

di Lara Figini


Test rapido del sangue per verificare il contagio da Covid-19 nelle farmacie per la vendita e a disposizione di chi voglia effettuarlo. L'Associazione scientifica farmacisti italiani invita però i farmacisti alla massima prudenza

In vista di una possibile commercializzazione di un nuovo test rapido del sangue, anche nelle farmacie per la vendita alla clientela, e/o per metterlo a disposizione di chi volesse effettuare il test su se stesso in Farmacia, nella modalità "autotest", Asfi invita i farmacisti italiani a "ponderare con la massima attenzione e prudenza l'opportunità di accettare eventuali proposte di acquisto". E ne spiega le ragioni.
Il nuovo test rapido, segnala l'Associazione scientifica farmacisti italiani (Asfi), che sarà commercializzato nella forma di kit da 10 Test da un'azienda svizzera, tramite analisi delle immunoglobuline IgG e IgM del sangue, sarebbe capace di stabilire, con accuratezza e rapidità, se il soggetto analizzato sia entrato in contatto con il virus Sars-CoV-2.
In generale, l'associazione invita i farmacisti alla massima cautela con test o analisi "innovative" perché, spiega, "è molto concreto il rischio di mettere in pericolo la propria credibilità sul proprio territorio di riferimento, e la credibilità generale del Sistema delle farmacie italiane, avallando test e analisi che dopo qualche tempo si rivelano di dubbia validità.

Il parere degli esperti sul test: promettente ma delicato

Nel caso specifico, Asfi ha consultato due esperti: un ingegnere biomedico, specializzato negli aspetti regolatori connessi alla registrazione di dispositivi medici in Italia e all'estero, e un ricercatore del Cnr nel campo delle biotecnologie mediche.
"Al netto di alcune iniziali perplessità tecnico-legali sulla legittima commerciabilità in Farmacia, dovute all'incompletezza della documentazione tecnico scientifica resa disponibile dall'Azienda in fase di presentazione del prodotto, entrambi gli esperti hanno giudicato il test molto interessante e promettente, ma anche molto delicato. I risultati che si ottengono non sono di immediata comprensione, da parte del grande pubblico, per cui entrambi hanno espresso grossi dubbi riguardo l'opportunità che un test così delicato venga reso disponibile a tutti i soggetti potenzialmente interessati, senza un affiancamento esperto e professionale nell'interpretazione dei risultati. Il test, infatti non si propone come test diagnostico dell'infezione, in alternativa al tampone, ma vuole essere uno strumento di supporto alla lotta all'epidemia".

Ricadute di responsabilità sulle farmacie

Asfi segnala che dalla stampa si apprende che "il test in questione è stato acquistato in grosse quantità (un milione di pezzi) dalla Regione Campania, che lo utilizzerà su pazienti sintomatici, in particolare nella fase pre-triage. Anche alcuni Ospedali hanno dimostrato grande interesse verso il Test, come per esempio, l'Ospedale San Matteo di Pavia, e l'Ospedale Spallanzani di Roma. Per ottenere questo risultato, le Autorità sanitarie hanno dato indicazioni ai pazienti che abbiano una sintomatologia compatibile con l'infezione da Sars-CoV-2, di mettersi in auto-quarantena, per evitare di propagare in virus. I pazienti in questa condizione sono, a nostro parere, quelli potenzialmente più interessati ad effettuare il test. Ora, poiché nessun test può mai avere un'affidabilità del 100% (magari per un errore materiale nella sua effettuazione da parte del paziente, o dell'operatore che l'aiuta ad effettuarlo), cosa succederebbe se un portatore sano, dopo averlo effettuato con esito negativo, abbandona l'auto-quarantena e ricomincia a diffondere l'infezione, causando magari casi mortali dimostrati? La Farmacia che ha consigliato l'effettuazione del Test al cliente, non potrebbe essere considerata corresponsabile di quanto accaduto o, almeno, non si sentirebbe coinvolta dal punto di vista morale?".

L'accertamento clinico Covid-19 si fa col tampone

Su queste premesse, l'Asfi invita i farmacisti italiani a "ponderare con la massima attenzione e prudenza l'opportunità di accettare proposte che riguardino l'acquisto per la commercializzazione e/o l'effettuazione del nuovo Test nella propria Farmacia, almeno fino a quando l'acquisto o l'effettuazione in autonomia da parte dei soggetti potenzialmente interessati non sia una prassi espressamente consigliata dalle Autorità sanitarie che coordinano a livello nazionale la lotta all'epidemia da Sars-CoV-2. Al momento, risulta che i test seriologici "rapidi" non siano assolutamente validati per la diagnosi di infezione da Sars-CoV-2: l'accertamento diagnostico dell'infezione deve esser fatto dalla rete dei laboratori pubblici ufficialmente autorizzati, attraverso la ricerca del genoma virale in campioni respiratori (tamponi faringei), utilizzando tecniche molecolari, secondo protocolli validati e condivisi a livello internazionale.
I Colleghi che decideranno comunque di acquistarlo e di commercializzarlo, devono tener ben presente che diventeranno implicitamente gli Operatori Sanitari a cui i clienti che l'acquisteranno si rivolgeranno, per avere supporto nell'interpretazione e nella gestione dei risultati. Non si tratterà, in altre parole, di una vendita che si conclude all'atto della consegna del prodotto al cliente".

TAG: FARMACISTI, FARMACIA, FARMACIE, ASFI (ASSOCIAZIONE SCIENTIFICA FARMACISTI ITALIANI) , FARMACISTI E EMERGENZE, FARMACISTA, COVID-19

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