Prezzo mascherine, Farmacie comunali: sì a Iva 4% e percentuale di ricarico nazionale
Per la vendita delle mascherine Iva al 4% e percentuale massima di ricarico commerciale fissata su base nazionale per evitare indebite speculazioni
Iva al 4% e percentuale massima di ricarico commerciale fissata su base nazionale per la vendita delle mascherine, solo così si scioglierebbe ogni dubbio sui limiti oltre i quali si entra nell'indebita speculazione. Così Assofarm esprime il proprio sostegno alla proposta avanzata dalle rappresentanze di categoria in una lettera inviata al ministero della Salute.
Istituzioni garantiscano chiarezza su modalità distributive
Assofarm ribadisce la massima fiducia nell'operato dei Nas che in questi giorni ha portato al sequestro di ingenti quantitativi di mascherine ma sottolinea anche il mutato contesto in cui oggi si opera: "Le dimensioni e l'intensità dello stato di emergenza di questi mesi, deve essere considerato come una variabile fortemente impattante sulle modalità in cui una farmacia offre risposte alle esigenze sanitarie del cittadino". Tali esigenze, scrive il presidente di Assofarm Venanzio Gizzi, "consistono in un drammatico bisogno di protezione dal rischio di contagio da Covid". Al fine di garantire ai farmacisti un'assoluta serenità operativa, Assofarm ritiene che le Istituzioni "preposte alla gestione della crisi attuale debbano assumere iniziative che facciamo massima chiarezza sulle modalità distributive di mascherine e degli altri presidi di protezione. Modalità che evidentemente tengano conto del contesto non ordinario che stiamo vivendo e che affrontino anche le dimensioni economiche del fenomeno".
Si a proposte su Iva e percentuale di ricarico fissata
E sugli aspetti economici, Assofarm sostiene "la proposta di un'imposizione Iva al 4% per i prodotti in discussione. Ma, soprattutto, Assofarm ritiene opportuno che si fissi una percentuale massima di ricarico commerciale su base nazionale. Solo questo scioglierebbe ogni dubbio sui limiti oltre i quali si entra nell'indebita speculazione". Gizzi, infine garantisce che, "così come in passato, le farmacie comunali non hanno mai adottato serrate de facto che avrebbero sostanzialmente limitato il diritto di accesso al farmaco per i cittadini, allo stesso modo oggi le Farmacie Comunali continueranno a distribuire presidi al minor prezzo loro possibile anche a rischio di incorrere in procedimenti amministrativi come quelli di questi giorni". "I nostri manager e farmacisti - conclude la lettera - meritano di lavorare al riparo da evitabili timori di natura amministrativa. Siamo convinti, così come peraltro più volte riconosciuto dalle più alte cariche Istituzionali e Sanitarie del Paese, che abbiamo conquistato sul campo questo merito, lavorando in questi mesi senza sosta e spesso senza adeguate protezioni per la propria salute, avendo come unica motivazione il senso di servizio ai cittadini".
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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