Dl Rilancio, Assofarm: emendamenti Dpc sono cambio di paradigma con il cittadino al centro
di Lea Fanti
Sull'approvazione in Commissione Bilancio degli emendamenti che danno la possibilità di portare in Dpc medicinali finora distribuiti in diretta, Assofarm commenta: "un'occasione storica per il Ssn"
L'approvazione in Commissione Bilancio di emendamenti al Dl Rilancio che danno la possibilità di portare in Dpc medicinali finora distribuiti in diretta, come quelli necessari per i pazienti in assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale o del primo ciclo terapeutico completo, è un mutamento paradigmatico che crea un contesto propizio che mancava da anni. È il commento di del presidente di Assofarm Venanzio Gizzi al passaggio parlamentare del Dl Rilancio che ha visto l'approvazione in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati di una serie di emendamenti che vanno a estendere la Dpc ai farmaci previsti nelle lettere b) e c) del testo dell'art. 8 della legge 405/2001 che normalmente vengono distribuiti direttamente dalle strutture sanitarie pubbliche ai pazienti in assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale e agli assistiti affetti da covid-19 in trattamento domiciliare., offrendo la possibilità alle Regioni e alle Province autonome di distribuirli tramite le farmacie. «Un'occasione storica per il Ssn», commenta Gizzi.
Mutamento paradigmatico: centro si sposta da ospedale al cittadino
«Un contesto così propizio mancava da decenni. I mesi più bui della vicenda Covid hanno fatto drammaticamente emergere una necessità assoluta di sanità territoriale. Parlamento e Governo lo hanno compreso e stanno agendo di conseguenza» afferma. Per Assofarm, "i diversi emendamenti in questione presentati disgiuntamente dagli onorevoli Marcello Gemmato, Andrea Mandelli, Giorgio Trizzino, costituiscono una sorta di continuazione logica di completamento di una precedente azione dell'on. Gemmato che, già nel Dl Liquidità, aveva permesso la Dpc per i farmaci che richiedono un controllo ricorrente del paziente e che costituiscono la maggior parte dei medicinali distribuiti direttamente dalle strutture sanitarie pubbliche". «La sensazione è che si sia davvero di fronte ad un mutamento paradigmatico - aggiunge ancora Gizzi - una visione in cui al centro del sistema non c'è più la struttura ospedaliera ma il cittadino. Evitare la farmacia ospedaliera e potersi servire della farmacia territoriale più vicina a casa, permette infatti al cittadino di risparmiare tempo e ridurre i rischi sanitari legati alla frequentazione degli ambienti ospedalieri. La soddisfazione per quanto realizzato in queste settimane non deve però illuderci: la legge offre la possibilità alle regioni, ne consegue dunque che queste ultime dovranno cogliere l'opportunità offerta loro da Roma. Questo, non ci sono dubbi, sarà il fronte di impegno delle farmacie comunali per i prossimi mesi».
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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