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Farmacisti

21 Luglio 2020

Covid-19, farmacisti non titolari: riposo e ferie irrinunciabili. Un punto tra obblighi e diritti


In un contesto ancora segnato dall'emergenza sanitaria, sono diversi i farmacisti che si interrogano sulla situazione relativa a riposi settimanali e ferie

In un contesto ancora segnato dall'emergenza sanitaria, sono diversi i farmacisti che si interrogano sulla situazione relativa a riposi settimanali e ferie, anche in relazione al fatto che, in questo periodo di crisi, tra l'esigenza di mettere in atto misure di sicurezza e contenimento, tutelando chi opera in farmacia, e la necessità di garantire un servizio essenziale alla popolazione, le casistiche da gestire sono state molte. A parte la spinta data, in questi mesi, a livello nazionale per favorire la fruizione di ferie e congedi, quale sono gli obblighi e i doveri, anche relativi ai riposi?

Riposo compensativo irrinunciabile, anche in presenza di accordo con datore

A fronte di alcune segnalazioni arrivate, Sedivanews, in un articolo recente, ha fatto un punto sulla normativa, ricapitolando in particolare che cosa si prevede in tema di riposo settimanale. «Il riposo settimanale cosiddetto compensativo» si legge «trova il suo fondamento innanzitutto nell'articolo 36 della Costituzione che prevede all'ultimo comma che "Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite e non può rinunziarvi". L'art. 9 del D.lgs. 66/2003 dispone poi che al lavoratore spetti un riposo settimanale "di almeno ventiquattro ore consecutive", principio ribadito anche dall'articolo 24 del Ccnl Farmacie private che aggiunge anche che, nel caso in cui il datore di lavoro richieda al lavoratore di prestare la sua attività lavorativa nel giorno di riposo compensativo, questo sarà tenuto a farlo ma avrà "diritto di godere del riposo compensativo in altra giornata della settimana per 24 ore consecutive". Il diritto al riposo settimanale è irrinunciabile, anche a fronte di un accordo tra il datore di lavoro e il lavoratore. L'articolo 59 del Ccnl poi prevede che la retribuzione mensile "è in misura fissa e cioè non variabile in relazione alle festività, ai permessi retribuiti, alle giornate di riposo settimanale di legge...": pertanto, in busta paga dovrà essere inserita esclusivamente l'eventuale presenza nel giorno di riposo compensativo - con il riconoscimento inoltre della maggiorazione del 13% di 1/173 della normale retribuzione mensile per ogni ora prestata - fermo restando il riconoscimento del riposo compensativo».

Ferie: la situazione dopo le norme Covid-19

Sul fronte delle ferie, invece, come ogni anno, da parte della Fondazione Studi consulenti del lavoro viene fatta una pubblicazione per ricapitolare tutta la normativa al riguardo. In una nota sul sito, ricorda che «le ferie non possono essere monetizzate: il datore di lavoro rischia una sanzione amministrativa fra 100 e 600 euro se non concede al lavoratore almeno due settimane all'anno di riposo. Il residuo maturato ogni anno, invece, deve essere goduto nei 18 mesi successivi alla fine dell'anno di maturazione. Ma questa è un'estate segnata dall'emergenza sanitaria. I provvedimenti adottati finora hanno spinto i datori di lavoro a favorire la fruizione di ferie e congedi ordinari già nei mesi precedenti, stabilendo che la determinazione del periodo feriale, fermo restando il diritto inalienabile del lavoratore e previa comparazione delle diverse esigenze, fosse in capo all'imprenditore», specialmente in «presenza di un accantonamento di notevole entità».

Non titolari: situazioni border-line rare. Ora preoccupazione per autunno

Per quanto ci riguarda, è il commento di Francesco Imperadrice, presidente del Sindacato nazionale farmacisti non titolari, Sinasfa, a cui abbiamo chiesto un punto, «non abbiamo segnalazioni significative, se non casi sporadici, sulla mancata concessione di riposi settimanali. Può capitare qualche situazione particolare nella gestione di periodi di picco, ma va anche detto che la normativa è molto chiara e il rischio che si correrebbe elevato. Per quanto riguarda invece le ferie, la situazione allo stato attuale è sicuramente molto variegata: durante l'emergenza, sulla base delle misure predisposte dal Governo, ci sono colleghi che hanno già fruito di tutte le ferie. In generale, difficilmente si assiste a una mancata concessione delle ferie annuali, mentre quello che presenta una maggiore complessità è l'ottenimento di periodi consecutivi più rilevanti o una programmazione di lungo periodo». A ogni modo, «quello che percepiamo, in questa fase, è un grande stress, dopo questo periodo di forte paura, ma anche delusione, perché i farmacisti, come categoria, nonostante siano sempre stati in prima linea, sono stati poco protetti e spesso poco considerati dalle politiche nazionali. La preoccupazione per l'autunno è grande, soprattutto se non si troverà un modo per gestire l'influenza, per individuare e gestire sul territorio i casi e per tutelare tutti gli operatori sanitari che operano a contatto della popolazione».

Francesca Giani

TAG: FARMACISTI, FARMACIE, FARMACISTI COLLABORATORI, CHIUSURA PER FERIE, FERIE, FARMACISTA, COVID-19, SARS-COV-2

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