Ccnl, non titolari: rinnovo subordinato a nuova Convenzione. Farmacisti arrabbiati e delusi
Arriva il riconoscimento delle istituzioni all'operato dei farmacisti durante la pandemia, ma per il rinnovo del contratto bisogna aspettare il rinnovo della Convenzione. Conasfa: "siamo delusi e arrabbiati"
Seppur tradivo, è arrivato il riconoscimento delle istituzioni all'operato dei farmacisti durante la pandemia Covid, ma ancora una volta ci viene chiesto di aspettare il rinnovo della Convenzione per poter anche solo cominciare a parlare di rinnovo del Contratto ma anche di svolgere ruoli sanitari che non sono nostri e per i quali non siamo stati né formati né tutelati. "Siamo molto arrabbiati e delusi". Queste le considerazioni del Conasfa riportate in una comunicazione stampa, emerse al termine del congresso dei farmacisti, FarmacistaPiù svoltosi nei giorni scorsi online, durante il quale l'Associazione ha organizzato il convegno dal titolo "Eroi senza contratto".
Conasfa: situazione di stallo ci sta portando all'esasperazione
Il Conasfa ricorda che "in questo difficile momento storico i dipendenti di farmacia si sono spesi fisicamente e mentalmente per svolgere al meglio il ruolo sanitario che compete loro. Nonostante il mancato rinnovo del contratto e le difficoltà oggettive di essere in certi momenti uno dei pochi punti di riferimento per la popolazione, pensiamo di essere stati all'altezza del ruolo che ci compete. Seppur tradivo, il riconoscimento delle istituzioni è arrivato, ma ci saremmo aspettati quantomeno una svolta sul rinnovo del contratto e la garanzia di tutele per la nostra sicurezza sul posto di lavoro. Invece ancora una volta ci viene chiesto di aspettare il rinnovo della convenzione per poter anche solo cominciare a parlare di rinnovo del contratto e anche di svolgere ruoli sanitari che non sono nostri e per i quali non siamo stati né formati né tutelati (tamponi, test sierologici, vaccini). Sconvolgente il servizio di "Striscia la notizia" sulla farmacia di Trento non tanto per le modalità operative del collega, decisamente vergognose, ma perché si dà per scontato che certe modalità siano rare. Noi dipendenti sappiamo bene che in molte farmacie si mette in secondo piano la professionalità per il tornaconto economico e noi che crediamo ancora in questa professione non ci vogliamo prestare a questo gioco: ne va della salute nostra e dei cittadini! Siamo molto arrabbiati e delusi. I sindacati confederali hanno scritto in questi giorni al ministro Speranza perché prenda a cuore la nostra situazione. Il Ministro ha avuto per noi parole di stima anche in occasione del Convegno nazionale. Adesso è arrivato il momento di agire perché c'è una categoria di lavoratori del sistema Sanitario che conta circa 60000 farmacisti che sono stanchi di rinvii e di richieste assurde. Confidiamo nelle rappresentanze sindacali e nella politica perché si possa trovare presto una soluzione a questa situazione di stallo che ci sta portando all'esasperazione".
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A cura di Redazione Farmacista33
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