Vaccini anti-Covid, Palù: dopo terza dose esplosione risposta immunitaria
Favorire la terza dose, pratica già adottata per tutti i vaccini, è la cosa più importante da fare al più presto oltre a ripensare anche alla validità del green pass
Favorire la terza dose, pratica già adottata per tutti i vaccini, è la cosa più importante da fare al più presto oltre a ripensare anche alla validità del green pass portandola a 12 mesi con la terza dose e riducendo la validità per la seconda dose, cosa che sarà decisa dal Cts. A dirlo è Giorgio Palù, presidente dell'Aifa in occasione della conferenza stampa organizzata dalla Regione Veneto. «La terza dose - ha detto Palù - previene l'infezione con un'efficacia elevatissima. Sono convinto che questo booster dovrebbe tenerci buoni almeno per un anno».
L'uso della terza dose non è una novità in vaccinologia
Palù ha ricordato che «abbiamo un vaccino disegnato su un virus che circolava due anni e mezzo fa, ha ancora la capacità di proteggerci nel 90% dell'evento grave». Dopo 6 mesi, secondo gli studi, «c'è un calo della protezione dall'infezione. Se circolasse ancora il virus di Wuhan avremmo una protezione al 95% dall'infezione. Ora però circola la variante Delta, che è più contagiosa e fonde molto rapidamente il virus con la cellula». La «terza dose è qualcosa di nuovo? No. Esiste da quando pratichiamo la vaccinologia come scienza. Tutti i vaccini hanno una terza dose, si fa a 6 mesi dalla seconda dose e si chiama booster. Dopo la terza dose abbiamo un'esplosione di dieci volte della risposta umorale e cellulare. Questa terza dose, fatta col vaccino disegnato sul virus di 2 anni fa, copre tutti i mutanti a livello di infezione: previene l'infezione con efficacia elevatissima». Palù ha fatto sapere che la decisione dell'Ema sul vaccino Covid per i bambini della fascia 5-11 anni «arriverà il 29 novembre. La variante Delta ha cambiato i parametri biologici del virus, è più contagioso e l'incubazione scende da 5 a 2 giorni. Infetta anche i bambini, che magari non si ammaleranno tanto».
La situazione attuale ha spiegato Palù è la «peggiore, ma a fronte delle proiezioni e dei dati statistici abbiamo il vaccino che ci protegge e abbiamo i farmaci: i più importanti sono i monoclonali che per questioni logistiche sono stati utilizzati solo negli ospedali perché hanno bisogno di un'infusione controllata. Ne compreremo anche altri, perché sono pillole che si prendono tranquillamente a casa. Non sono per nulla pessimista se supereremo l'inverno - ha aggiunto - anche con la collaborazione dei medici di medicina generale. Utilizziamoli meglio, diamo loro dei sistemi di diagnosi, uniamoli in surgery e credo che potremmo con un certo ottimismo vedere risolto il tutto. Ma sarà il virus a dircelo».
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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