Farmacisti
07 Febbraio 2022Le farmacie comunali della Città di Torino non faranno più tamponi rapidi: mancano locali idonei all'interno dei presidi, ma soprattutto c'è una carenza di personale sanitario che possa davvero garantire lo svolgimento del servizio. A spiegare la scelta è l'amministratore delegato di Farmacie Comunali Spa, Davide Cocirio, la società in cui il Comune è socio di minoranza con la quota del 20%.
In un intervenuto nella seduta della Commissione Servizi Sociali del Comune, riportato dalle agenzie, ha chiarito che "la scelta è dovuta al fatto che nelle singole farmacie non abbiamo locali separati e idonei per sottoporre al test le persone, su richiesta specifica avanzata all'Asl ci è stato detto che avrebbero bloccato qualsiasi tipo di attività legata ai tamponi negli spazi che vengono normalmente usati per l'autoanalisi; quindi, non avremmo avuto la loro autorizzazione". E ha escluso l'uso di gazebo esterni, una soluzione praticabile secondo l'azienda: "Non garantiscono i nostri standard di privacy, con la sola separazione di una tenda e la gente che aspetta fuori al freddo". Da qui la decisione di concentrare i tamponi solo in un hub realizzato nella farmacia di via Monginevro 27. "Si trova in una zona centrale - ha spiegato Cocirio - e avevamo un locale collegato alla farmacia spazioso. Abbiamo poi deciso di appoggiarci a personale infermieristico per garantire che l'esito fosse attendibile: i tamponi rapidi hanno un grado di affidabilità elevato, ma dipende da chi lo fa".
"Siamo tra le prime realtà - ha chiarito - ad essere partiti, nella seconda settimana del dicembre 2020, a fare tamponi: nel 2021 ne abbiamo effettuati oltre 15 mila. La nostra idea è di erogare servizi solo quando viene rispettata una certa soglia di qualità". Infatti, l'altra criticità che ha portato a questa scelta è la mancanza di personale: "Trovare infermieri, medici specializzandi e farmacisti è quasi impossibile, si tratta di figure indispensabili per erogare un servizio aggiuntivo, senza però penalizzare l'attività di base che è quella della vendita dei farmaci - ha aggiunto Cocirio. Secondo il report dell'azienda che attualmente ha 217 dipendenti, ci sono giornate con picchi di 25 assenze dovute a casi di quarantena e isolamento. Una valutazione per ampliare il servizio a qualcuna delle altre 33 farmacie, però, sarebbe in corso. "È un'ipotesi che stiamo vagliando, per individuare locali che potrebbero ottenere l'autorizzazione dell'Asl e soprattutto reperire personale specializzato".
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