Busta paga, bonus 200 euro: nuovi chiarimenti su moduli e tempi di erogazione. Ecco le indicazioni
Ci sono nuove indicazioni dall'Inps che chiariscono modalità e adempimenti da parte dei dipendenti e dei datori di lavoro. Stabiliti i periodi in cui verrà erogato il bonus in busta paga
Sul bonus di 200 euro previsto dal Decreto Aiuti (DL 50/2022), che dovrebbe mitigare le ricadute della crisi energetica e dell'aumento dell'inflazione, sono arrivate le indicazioni dall'Inps che ne chiariscono modalità e contorni. Con una circolare sono infatti stati approfonditi gli adempimenti da parte dei dipendenti e dei datori di lavoro e stabiliti anche i periodi in cui, a seconda della situazione, verrà erogato l'aiuto. Ma che cosa occorre fare per ottenerlo e quali sono gli step per dipendenti e imprese?
Bonus 200 euro, ulteriori chiarimenti dall'Inps
Tra le diverse misure stanziate per sostenere lavoratori e imprese contro il caro energia e la perdita di potere d'acquisto delle famiglie, c'è il bonus una tantum di 200 euro, che va a vantaggio dei dipendenti, ma anche di lavoratori a tempo determinato, autonomi e professionisti, stagionali, intermittenti, disoccupati, pensionati, titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, occasionali, percettori del reddito di cittadinanza, lavoratori domestici - anche se il percorso per ottenerlo e il soggetto che lo eroga variano a seconda della tipologia a cui si appartiene. I contorni della misura sono andati definendosi man mano e con l'ultima circolare dell'Inps (n. 73 del 24 giugno 2022) sono stati forniti ulteriori chiarimenti. Una prima novità è che la misura sarà erogata in momenti diversi: a luglio per pensionati, percettori di reddito di cittadinanza e per i dipendenti - per quelli pubblici in modo automatico, mentre per i privati occorre mettere in atto alcuni adempimenti; mentre disoccupati, autonomi, collaboratori, stagionali, domestici, e lavoratori dello spettacolo lo riceveranno a ottobre, con diverse modalità di presentazione della domanda.
Dipendenti: requisiti, tempistiche e autodichiarazioni
Nel dettaglio, per quanto riguarda i dipendenti, il principale requisito è che sussista un rapporto di lavoro (full time o part time) nel mese di luglio e che dal 1 gennaio 2022 fino al giorno precedente la pubblicazione della circolare si abbia diritto all'esonero contributivo dello 0,8%". Il riferimento è, nello specifico, al fatto di "aver avuto una retribuzione mensile imponibile ai fini previdenziali inferiore o uguale a 2.692 euro". Per quanto riguarda il periodo di tempo considerato per la sussistenza di tale requisito, è stato "esteso fino al giorno precedente la pubblicazione della circolare", mentre in precedenza era limitato ai primi quattro mesi dell'anno. La misura comunque vale per "tutti i lavoratori, anche somministrati, dipendenti di datori di lavoro, pubblici e privati, a prescindere dalla circostanza che assumano o meno la natura di imprenditore", per una sola volta e per un solo rapporto di lavoro. L'indennità spetta nella misura di 200 euro anche nel caso di lavoratore con contratto a tempo parziale. Chi è titolare di più rapporti di lavoro dovrà però presentare la dichiarazione a un solo datore di lavoro, che provvederà al pagamento dell'indennità. L'erogazione comunque spetta anche "in assenza di retribuzione qualora la stessa risulti azzerata a causa di eventi tutelati quali, a titolo esemplificativo, in caso di sospensione del rapporto di lavoro per CIGO/CIGS, FIS o Fondi di solidarietà, CISOA o in caso di fruizione di congedi". L'indennità comunque "non è cedibile e non costituisce reddito ai fini fiscali e ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali ed assistenziali". La retribuzione di competenza è quella del mese di luglio "oppure, in base all'articolazione dei singoli rapporti di lavoro (ad esempio, part-time ciclici) o alla previsione dei CCNL, quella erogata a luglio, seppure di competenza del mese di giugno".
Se tale indennità è riconosciuta in automatico, è necessaria tuttavia l'acquisizione - da parte del datore di lavoro - di una dichiarazione resa dal lavoratore (una autocertificazione) con la quale venga dichiarato "di non essere titolare delle prestazioni pensionistiche, assistenziali o reddito di cittadinanza" e di non avere fatto analoga richiesta ad altri datori di lavoro. Dichiarazione che non è prevista per i lavoratori del pubblico. Il datore di lavoro, dopo l'erogazione del bonus, può procedere alla compensazione del credito in sede di denuncia contributiva mensile.
Erogazione a domanda per alcune categorie
Un'erogazione automatica - questa volta da parte dell'Inps - è prevista anche per chi è titolare di pensione, di accompagnamento alla pensione o di trattamenti di natura assistenziale, purché il "reddito personale assoggettabile ad IRPEF, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, non sia superiore per l'anno 2021 a 35.000 euro". Quanto a Enpaf, qualora "i soggetti risultino titolari esclusivamente di trattamenti non gestiti dall'INPS, il casellario centrale dei pensionati individua l'Ente previdenziale incaricato dell'erogazione dell'indennità una tantum che provvede negli stessi termini e alle medesime condizioni ed è successivamente rimborsato dall'INPS a seguito di apposita rendicontazione". Va infine ricordato che vi sono casistiche per cui è necessario presentare una domanda attraverso il portale INPS: questo vale per esempio per i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa; stagionali, lavoratori a tempo determinato e intermittenti; autonomi occasionali privi di partita Iva. Per costoro il termine ultimo per la presentazione della domanda è il 31 ottobre e il pagamento sarà disposto a partire da quel mese.
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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