Farmacisti
22 Ottobre 2022«La parola chiave di questa nona edizione di FarmacistaPiù è futuro. Un futuro da protagonisti. Ce l'abbiamo fatta a cambiare la professione, siamo passati dalla percezione del cittadino a quella della politica, ma questo dobbiamo considerarlo solo un punto di partenza». Andrea Mandelli, presidente della Fofi, chiude così il congresso dei farmacisti italiani, «uno spazio per la discussione ormai tradizionale che mettiamo a disposizione della categoria, una formula consolidata e di successo».
Tenacia, coerenza e speranza sono invece le parole chiave per Luigi D'Ambrosio Lettieri, presidente della Fondazione Cannavò e principale artefice dei contenuti scientifici del congresso. «Il caso ha voluto», sottolinea, «che questa edizione si concludesse in coincidenza con il giuramento del nuovo governo, al quale facciamo i migliori auguri, auspicando che sia disposto ad ascoltare le nostre istanze, come è successo con il precedente. Per la categoria, dopo il cammino fatto in questi anni, si tratta di percorrere l'ultimo miglio: remunerazione, nuova convenzione, servizi... Già nella prossima Finanziaria potrebbero esserci delle novità in questo senso».
«La mia parola chiave è ruolo. Con la pandemia abbiamo riaffermato il nostro ruolo nell'assistenza territoriale, che anche prima svolgevamo ma era meno riconosciuto, anche se le premesse c'erano tutte. Ora va consolidato e fatto evolvere, proseguendo sulla strada intrapresa. Parlare di farmacista prescrittore è prematuro ma anche in questo ambito possiamo dare il nostro contributo alla sanità territoriale. Le case della comunità non sono certo la soluzione per rilanciarla», è il bilancio di Marco Cossolo, presidente di Federfarma.
Infine, il presidente di Utifar Eugenio Leopardi: «Lavoro è la mia parola chiave. Molto importanti i convegni incentrati sul lavoro, in questa edizione di FarmacistaPiù. La professione sta cambiando profondamente, bisogna adeguarsi alle nuove condizioni. Le competenze acquisite vanno consolidate, così come il dialogo con le istituzioni, affinché continuino a riconoscerle come importanti. Un cammino non facile ma che in questi anni è stato facilitato dalla sintonia tra Fofi e Federfarma»
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