Difese immunitarie: un sostegno dalla medicina integrata
L'immunità definisce la capacità dell'organismo di difendersi dall'azione nociva di microorganismi patogeni esterni come virus, batteri e funghi. Una capacità in parte innata, perché presente nel nostro corpo dalla nascita, ma anche adattiva, che si sviluppa a seguito del contatto con microrganismi estranei. Come possiamo sostenere le nostre difese immunitarie? È una domanda a cui i farmacisti sono da sempre chiamati a rispondere in modo particolare nella stagione invernale. In quest'epoca, poi, segnata dalla pandemia, la sensibilità verso l'immunità è aumentata in modo esponenziale, complici le diverse risposte immunitarie che i pazienti manifestano all'infezione da Sars-CoV-2. Come capire se il sistema immunitario funziona bene? E come rafforzarlo? Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Roberta Lanni, medico pediatra di Roma, esperta in omeopatia e medicina integrata.
Dott.ssa Lanni, quanto è importante sostenere le difese immunitarie? In generale, è sempre importante sostenere le difese immunitarie del nostro organismo, perché rafforzarle significa ridurre la suscettibilità alle malattie non trasmissibili e alle infezioni. Con la pandemia, poi, è cresciuta la consapevolezza del ruolo del sistema immunitario a protezione dell'organismo. In modo particolare oggi, dove la contagiosità di questo virus è alta e le reattività di ciascuno è diversa, farsi trovare con un sistema immunitario 'pronto' è sicuramente rilevante. Non dimentichiamoci che le difese immunitarie possono indebolirsi per svariati motivi, alimentazione e abitudini scorrette, vita sedentaria, assunzione di determinati farmaci, mancanza di un adeguato riposo. In generale, qualunque fonte di stress psico-fisico incide fortemente in questo senso e sappiamo quanto lo stress correlato a questi due anni di pandemia si ripercuota su adulti e minori, sommandosi ad altri fattori di stress legati al periodo invernale, dalle basse temperature, che aumentano la circolazione virale, a condizioni quali carichi di lavoro impattanti sia per gli adulti che per i giovani studenti che vedono le loro giornate scadenzate da impegni anche extrascolastici.
Quale può essere il ruolo della medicina integrata a sostegno dell'immunità? Come pediatra esperta in medicina integrata, utilizzo molto i medicinali omeopatici e gli integratori per rafforzare le difese immunitarie. Si tratta di un approccio personalizzato, che tiene conto delle caratteristiche individuali del paziente, nonché della sintomatologia. Tuttavia, ci sono dei prodotti che in questo periodo consiglio a tutti i componenti della famiglia, perché sicuri ed efficaci: la vitamina D è indubbiamente indicata per il suo ruolo immunomodulante, in particolare durante la stagione invernale durante la quale l'organismo non riesce a sintetizzarla in maniera adeguata, soprattutto per i soggetti allergici, ma non solo. Prescrivo molto anche la vitamina C, ma ritengo fondamentale l'assunzione di probiotici, in considerazione del fatto che il nostro intestino è il primo produttore di anticorpi, per cui una flora batterica competente è sicuramente la prima barriera che formiamo verso gli agenti patogeni. Di probiotici ce ne sono tanti e vanno poi distinti in base alla fascia di età: i più piccoli avranno più bisogno di bifidobatteri, i più grandi e gli adulti di lattobacilli, per cui privilegerei prodotti adatti alle varie fasce di età.
In questo contesto pandemico, cosa suggerisce a protezione dei componenti del nucleo familiare? Ritengo molto utile l'approccio "preventivo" per sostenere il sistema immunitario: utilizzo molto la vitamina D, la lattoferrina - non solo in prevenzione, ma anche in caso di positività di un paziente, dove però raddoppio la dose consigliata - e i medicinali omeopatici. In particolare, a partire dalla metà di agosto consiglio ai miei pazienti il medicinale omeopatico Oscillococcinum in prevenzione, una dose a settimana, in modo da arrivare a settembre, con il cambio di stagione, con un sistema immunitario più pronto ad affrontare le prime virosi. Trovo che Oscillococcinum sia molto adatto anche in acuto; quello che ho visto, assumendone un tubetto tre volte al giorno per un paio di giorni, è una risposta immediata, perché riduce di molto l'entità della sintomatologia e accorcia la durata della malattia. È però fondamentale che i pazienti lo assumano ai primi sintomi, insieme a tutti i loro conviventi, per una protezione di tutta la famiglia, protezione che per me significa anche prevenzione dal contagio, in un momento in cui è molto facile essere un contatto stretto di un soggetto positivo al virus da Sars-CoV-2.
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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