Salute benessere
20 Marzo 2025I segnali per riconoscere chi è a rischio di sviluppare il disturbo della bocca secca e i consigli del farmacista sulle opportune modifiche allo stile di vita, i prodotti da banco e le buone pratiche di igiene orale

Mantenere sane pratiche di igiene orale, ad esempio spazzolando delicatamente i denti almeno due volte al giorno con un dentifricio al fluoro, e ricorrere a soluzioni da banco come gomme da masticare e sostituti della saliva: sono due strategie che possono aiutare ad alleviare i sintomi della ‘bocca secca’, o xerostomia, e che i farmacisti possono suggerire a chi ne soffre. A fornire una panoramica sulla problematica è un articolo pubblicato su PharmacyTimes che indica a farmacisti e altri operatori i consigli da fornire, evidenziando anche l’importanza di individuare chi è a rischio.
La saliva, composta dal 99% di acqua e dall’1% di sostanze organiche e inorganiche, svolge funzioni essenziali come lubrificazione e azione antimicrobica, oltre a facilitare la parola, la deglutizione e la digestione del cibo. Nei casi di xerostomia, il flusso salivare è ridotto, con produzione di saliva inferiore a 0,1 mL/min a riposo o sotto gli 0,7 mL/min sotto stimolazione, oppure è presente una reologia alterata della saliva. Secondo una meta-analisi del 2018, il 27,1% della popolazione statunitense ha ricevuto una diagnosi di xerostomia, rispetto al 20,4%, in Europa, evidenziando anche un aumento della prevalenza con l’età.
Clinicamente, la bocca secca, che è una sensazione soggettiva di secchezza associata a varie cause, può portare da un leggero disagio a un’alterazione della funzionalità orale, fino a un aumento del rischio di sviluppare carie e infezioni, oltre che un peggioramento della qualità della vita.
La xerostomia non è una condizione a sé, ma deriva da varie cause che possono compromettere il funzionamento delle ghiandole salivari. I fattori di rischio comunemente associati alla xerostomia includono alcune malattie sistemiche, come la sindrome di Sjögren, che è la malattia autoimmune più riconosciuta, associata a bocca secca, ma anche l’artrite reumatoide, l’artrite cronica giovanile, la sarcoidosi e la sclerosi sistemica possono essere associate alla condizione, così come diabete, malattie renali, infezioni batteriche e virali, malattie del fegato, amiloidosi e malattie della tiroide.
Accanto a questo, ci sono gli eventi avversi indotti da farmaci, soprattutto quelli ad effetto anticolinergico, seguiti da medicinali simpaticomimetici, dai farmaci associati a vasocostrizione delle ghiandole salivari e a disidratazione. Infine, l’età aumenta il rischio di sintomi di secchezza della bocca negli anziani, oltre alla menopausa, a condizioni psicologiche come depressione e ansia, a stile di vita, come fumare, consumare alcol e bere bevande contenenti caffeina. Infine, le radiazioni alla testa e al collo possono provocare bocca secca.
I farmacisti possono identificare le persone a rischio di bocca secca, istruirle sulla condizione e aumentare la consapevolezza spingendo i pazienti a valutare i sintomi e informarli dell’esistenza di opzioni di trattamento. Dal momento che non è disponibile alcuna cura per la secchezza delle fauci, le modifiche dello stile di vita e le soluzioni farmacologiche, con sostituti salivari e stimolanti, restano cruciali per la gestione della condizione. In ogni caso, poi, vista la natura soggettiva della xerostomia, è importante cercare, con il paziente, l’approccio migliore e consigliare a chi assume farmaci xerogeni e che soffre di bocca secca, di consultare il proprio medico.
Tra le modifiche allo stile di vita, il mantenimento dell’igiene orale è fondamentale per prevenire complicanze dentali associate alla xerostomia. Ulteriori modifiche includono l’uso di umidificatori, ridurre lo stress ed evitare cibi piccanti e secchi, bevande contenenti caffeina o gassate, alcol, fumo e collutori contenenti alcol. A livello farmacologico, sono disponibili stimolanti salivari noti come scialogoghi, a base di pilocarpina o cevimelina, che dovrebbero essere presi in considerazione solo nei pazienti con funzionalità residua delle ghiandole salivari e sono disponibili sotto prescrizione medica. Il loro uso è controindicato negli individui con ipersensibilità, glaucoma ad angolo stretto e asma non controllato.
Ci sono, poi, i sostituti della saliva, che possono essere utilizzati da tutte le persone che soffrono di bocca secca e che forniscono idratazione e lubrificazione replicando alcune proprietà della saliva e sono disponibili in varie forme, tra cui collutori, spray e gel. Tra questi, i prodotti senza alcol e sodio lauril solfato sono delicati sulla mucosa e promuovono una maggiore aderenza del paziente. Le gomme senza zucchero, invece, aiutano i pazienti con funzionalità residua delle ghiandole salivari e la saliva artificiale può essere utilizzata nei pazienti con secchezza cronica e temporanea della bocca dovuta a qualsiasi malattia sistemica, stress o invecchiamento. Infine, chi ha una protesi con secchezza delle fauci può utilizzare gel sostitutivi sotto le protesi per migliorare il comfort; nei pazienti con denti naturali devono essere utilizzati sostituti a pH neutro contenenti fluoruri e xilitolo per prevenire la carie; l’uso di sostituti in collutori contenenti ioni di zinco può aiutare a eliminare l’alitosi oltre alla secchezza della bocca; i sostituti salivari contenenti fosfato di calcio sono indicati per i pazienti con xerostomia dovuta a radioterapia o medicinali come atropina, antistaminici o agenti anticolinergici.
Fonte:
Cheung C. et al., Dry mouth: its etiology, symptoms, and strategies for management. PharmacyTimes (2025); March 14; 14(2) - https://www.pharmacytimes.com/view/dry-mouth-its-etiology-symptoms-and-strategies-for-management
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