allergie
08 Ottobre 2025I dati della SIAAIC segnalano che in Italia tra i bambini il 10% soffre di asma e fino all’8% di allergie alimentari, mentre negli adulti rinite e allergie cutanee interessano fino a un quinto della popolazione

In Italia le allergie sono ormai una vera emergenza di salute pubblica. I numeri parlano chiaro: l’asma colpisce il 10% degli under 18, le allergie alimentari interessano il 6-8% dei bambini, e un altro 10% soffre di allergie cutanee. Tra gli adulti, il 5% della popolazione convive con l’asma, il 3% con allergie alimentari, il 10% con allergie cutanee e il 15-20% con rinite allergica. A questi si aggiungono le reazioni allergiche ai farmaci, che rappresentano circa il 10% di tutte le reazioni avverse ai farmaci segnalate in Italia, e le reazioni al veleno di imenotteri (api, vespe, calabroni), che colpiscono circa il 3% della popolazione. Complessivamente, il 30% degli italiani può soffrire di più di una malattia allergica.
È quanto emerso al congresso della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC), che a Milano ha richiamato l’attenzione sull’impatto crescente delle allergie anche nel nostro Paese. “Negli ultimi decenni le allergie hanno assunto le caratteristiche di una vera e propria epidemia globale”, sottolinea Vincenzo Patella, presidente SIAAIC e direttore dell’UOC di Medicina Interna dell’Azienda Sanitaria di Salerno.
Il fenomeno si inserisce in un contesto mondiale altrettanto preoccupante: oltre un terzo della popolazione soffre di almeno una forma allergica, con un incremento particolarmente marcato tra i bambini. Una tendenza che, avvertono gli specialisti, interessa sempre più spesso anche soggetti adulti e anziani. “Con l’avanzare degli anni il sistema immunitario va incontro a modificazioni come l’immunosenescenza, che può accentuare una risposta sbilanciata verso gli allergeni”, aggiunge Patella.
Secondo gli esperti, il futuro della ricerca dovrà puntare a strategie innovative basate su microbiota, dieta, probiotici e prebiotici, per rafforzare la tolleranza immunologica. Per i clinici, il messaggio è chiaro: di fronte a un’“epidemia allergica” in continua espansione, sarà fondamentale adottare un approccio personalizzato e preventivo, capace di agire sui fattori ambientali e immunologici lungo tutto l’arco della vita.
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