invecchiamento
30 Settembre 2025I disturbi muscoloscheletrici sono la prima causa di disabilità al mondo con un impatto economico che in Italia supera i 2,65 miliardi di dollari l’anno. In questo scenario, la prevenzione e la spinta verso un invecchiamento sano e attivo porta importanti risparmi in sanità

I disturbi muscoloscheletrici (DMS) rappresentano una delle principali sfide di salute pubblica, soprattutto per donne, adulti over 50 e anziani. Condizioni come lombalgia, cervicalgia, artrosi e artrite reumatoide riducono la qualità della vita, favoriscono la perdita di autonomia e generano un peso economico notevole: solo in Italia oltre 2,65 miliardi di dollari l’anno, tra spese sanitarie e perdita di produttività, fino ad arrivare a pensionamenti anticipati. Secondo i dati della terza fase del Global Health Inclusivity Index, realizzato da Economist Impact con il supporto di Haleon, investire in prevenzione significherebbe liberare più di 2 miliardi di dollari l’anno in Italia e oltre 50 miliardi a livello globale, con benefici tangibili in termini di salute e sostenibilità dei sistemi sanitari. Se ne parla in occasione del Healthy Aging Month che ricorre in settembre.
Alcune categorie sono particolarmente vulnerabili: le donne pagano il prezzo più alto. L’artrite reumatoide le colpisce il 175% più degli uomini e il mal di schiena il 50% in più, ma restano ancora oggi sottorappresentate negli studi clinici, con cure spesso meno mirate ed esiti peggiori. Le condizioni muscoloscheletriche rappresentano, inoltre, la voce di spesa sanitaria più alta tra le patologie femminili in Italia (23,4 miliardi di dollari/anno). Secondo l’Health Inclusivity Index, un maggiore accesso e adesione alla prevenzione primaria e secondaria per queste condizioni nelle donne potrebbe generare un risparmio di 51 miliardi di dollari a livello globale, riducendo significativamente i costi sanitari e sociali legati a tali patologie.
Anche gli older adults (over 50) mostrano un aumento significativo della prevalenza di lombalgia, cervicalgia, artrosi del ginocchio e artrite reumatoide. Nei paesi inclusi nell’Indice, le quattro principali condizioni muscoloscheletriche tra gli over 50 generano un costo annuo di 121 miliardi di dollari, mentre le fratture dell’anca e della colonna vertebrale legate all’osteoporosi aggiungono altri 141 miliardi tra spese sanitarie, perdita di produttività e mortalità. Tra gli over 65, i rischi aumentano ulteriormente: questa fascia di popolazione è particolarmente vulnerabile sia per la maggiore incidenza dei disturbi muscoloscheletrici, sia per il rischio più elevato di effetti negativi per la salute.
“I dati dimostrano che la gestione precoce di queste condizioni non riduce soltanto il peso della disabilità, ma produce anche un impatto economico rilevante e sostenibile per la collettività - afferma Fabrizio Gervasoni, fisiatra e direttore del Distretto Municipio 2 di ASST Fatebenefratelli Sacco. “La salute muscoloscheletrica è un fattore determinante per l’autonomia e la partecipazione attiva delle persone alla vita sociale. I dati del Global Health Inclusivity Index È quindi fondamentale investire in diagnosi tempestiva, facilitare l’accesso alle cure, sviluppare programmi di esercizio e percorsi educativi e riabilitativi, tutti strumenti concreti per favorire un invecchiamento sano e attivo.”
Accanto al ruolo della medicina preventiva e riabilitativa, emerge con forza quello del farmacista come presidio di prossimità.
“La farmacia di comunità è il presidio sanitario più vicino e accessibile ai cittadini, un punto di ascolto e orientamento che intercetta precocemente i bisogni, educa alla prevenzione e accompagna le persone verso soluzioni sicure ed efficaci. Non si tratta solo di consigliare trattamenti appropriati, ma anche di educare i cittadini a riconoscere i segnali del proprio corpo, a prevenire il dolore con stili di vita corretti e a promuovere il movimento come terapia. Allo stesso tempo, il farmacista ha un ruolo chiave nel promuovere un uso informato e responsabile dei prodotti per il self-care, garantendone la massima efficacia e sicurezza. In questo senso, il farmacista diventa un vero alleato dell’invecchiamento attivo, rafforzando autonomia e partecipazione alla cura della propria salute.”, spiega Paolo Levantino, farmacista clinico e segretario nazionale Fenagifar.
Il mese dell’Healthy Aging diventa quindi un’occasione per ribadire come la longevità non sia solo una sfida, ma anche una risorsa da valorizzare, trasformando la prevenzione e il self-care in strumenti concreti di benessere.
“Il mese dell’Healthy Aging dimostra che prevenzione e self-care non sono più comportamenti accessori, ma strategie fondamentali per vivere meglio e più a lungo. In Haleon crediamo che la longevità possa diventare una fase di vita ricca di autonomia e qualità, se le persone hanno accesso a informazioni chiare e soluzioni concrete. È questa la direzione del nostro impegno: rendere la salute più comprensibile, accessibile e inclusiva, accompagnando ogni persona a trasformare la longevità in una fase di vita ricca di autonomia e qualità”, dichiara Davide Fanelli, General Manager Southern Europe e Italia di Haleon.
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