Salute benessere
04 Agosto 2025Un nuovo studio italiano, pubblicato sulla rivista Nutrients, ha evidenziato che un’elevata aderenza alla dieta mediterranea, insieme a un consumo ridotto di alimenti ultra-processati, si associa a un miglioramento significativo della qualità dello sperma

L’indagine ha coinvolto 358 uomini, con un’età media di 34,6 anni, che si sono rivolti spontaneamente a un centro di medicina riproduttiva. Per isolare l’effetto dell’alimentazione, sono stati esclusi soggetti con patologie croniche, disfunzioni endocrine, abitudini tabagiche, uso di farmaci che influenzano la fertilità o attività fisica intensa. L’aderenza alla dieta mediterranea è stata valutata tramite il questionario MEDAS, mentre l’assunzione di alimenti ultra-processati è stata stimata secondo la classificazione NOVA
I risultati hanno evidenziato che un'elevata aderenza alla dieta mediterranea è associata a una migliore qualità del liquido seminale, con valori significativamente più alti di concentrazione, motilità progressiva, morfologia normale e vitalità degli spermatozoi. Questo effetto è apparso particolarmente marcato negli uomini con livelli di FSH (ormone follicolo-stimolante, indicatore della funzionalità testicolare) inferiori a 8 IU/mL. Tuttavia, un'associazione positiva, seppur meno pronunciata, è stata osservata anche nei soggetti con livelli di FSH superiori, soprattutto per quanto riguarda la motilità e la morfologia degli spermatozoi.
Al contrario, il consumo di alimenti industriali altamente trasformati, ricchi di zuccheri, grassi saturi e additivi, risulta associato a un peggioramento dei parametri seminali. In particolare, negli uomini che assumono oltre il 40% delle calorie giornaliere da questi cibi, si riscontrano riduzioni significative nella concentrazione e nella vitalità spermatica. Anche in questo caso, l’impatto è maggiore nei soggetti con funzione testicolare normale, evidenziando una vulnerabilità maggiore del sistema riproduttivo in condizioni fisiologiche.
Sebbene non sia possibile stabilire un rapporto di causalità, lo studio rafforza l’ipotesi che l’alimentazione rappresenti un fattore modificabile nella tutela della fertilità maschile. La dieta mediterranea, ricca di antiossidanti, acidi grassi polinsaturi e micronutrienti essenziali alla spermatogenesi, sembra favorire un profilo seminale più sano. Al contrario, gli alimenti ultra-processati, poveri di nutrienti e ricchi di componenti pro-infiammatori, potrebbero ostacolare il corretto funzionamento testicolare. L’analisi di regressione ha mostrato infatti che un’elevata aderenza alla dieta mediterranea, in particolare con un punteggio MEDAS pari o superiore a 10, è associata a una significativa riduzione del rischio di presentare una conta spermatica inferiore a 39 milioni per eiaculato (odds ratio: 0,25). Al contrario, un alto consumo di alimenti ultra-processati, in particolare nei soggetti appartenenti al quartile più elevato di assunzione, è risultato correlato a un aumento del rischio fino a 4,5 volte (odds ratio: 4,47).
Fonte
Nutrients 2025, 17, 2066. https://doi.org/10.3390/nu17132066
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