pediculosi
27 Ottobre 2025Caratterizzata da prurito intenso, la pediculosi può essere efficacemente trattata con insetticidi, ma se compaiono febbre, arrossamento o pus è utile ricorrere al medico

Nei primi mesi di riapertura delle scuole si registra un incremento dei casi di pediculosi, l’infestazione del cuoio capelluto causata dai pidocchi. Il periodo dell’anno in cui si parla di più di pediculosi è tipicamente l’autunno, e in particolare il mese di ottobre: il ciclo di incubazione dei pidocchi coincide infatti con il ritorno a scuola, quando il contatto ravvicinato tra i bambini favorisce la trasmissione. Sebbene si tratti di un problema comune e non pericoloso, è importante intervenire tempestivamente e in modo efficace per evitare l’ulteriore diffusione degli insetti parassiti. Al tema è dedicata una pagina per i pazienti su JAMA Dermatology, curata da Allison Miller, dell’Università del Wisconsin di Madison (USA).
I pidocchi sono piccoli insetti parassiti di colore bianco-grigiastro e lunghi circa 1-3 mm che vivono tra i capelli, attraverso i quali si spostano grazie a tre paia di zampe simili ad artigli, e che si nutrono del sangue del cuoio capelluto. Esistono tre specie di pidocchi: quello della testa (Pediculus capitis), quello del corpo (Pediculus humanus) e quello del pube (Phthirus pubis). Il primo è di gran lunga il più diffuso ed è quasi indistinguibile da quello del corpo, ormai piuttosto raro. I pidocchi sono comuni anche nei paesi sviluppati e si diffondono facilmente attraverso il contatto diretto da testa a testa o la condivisione di indumenti o spazzole.
Una volta in testa, i pidocchi depongono le uova, chiamate lendini, che si attaccano saldamente al fusto del capello. Nel corso di un mese, i pidocchi possono deporre dalle 80 alle 300 uova. Le lendini, che misurano circa 0,5-1 mm, vengono depositate alla radice e seguono poi la crescita dei capelli, allontanandosi dalla superficie della testa, tanto che misurando la distanza che separa le lendini dal cuoio capelluto, si può calcolare in modo approssimativo da quanto tempo è in corso l’infestazione, considerando che i capelli umani crescono circa 1 cm al mese. Le uova si schiudono dopo 8-10 giorni, ma possono sopravvivere fino a 10 giorni su oggetti come spazzole, vestiti e federe. Le pediculosi, dunque, si verificano comunemente in luoghi di stretto contatto fisico, come case, scuole e case di cura e la presenza dei pidocchi non è associata alla pulizia o all’ambiente.
Questi insetti parassiti possono colpire chiunque, anche se sono più comuni nei bambini in età scolare (3-11 anni) e nei loro familiari. Inoltre, sembra che le donne abbiamo maggiori probabilità di manifestare pediculosi, ma semplicemente perché hanno tendenzialmente i capelli lunghi, più difficili da trattare.
Il primo segno di pediculosi è rappresentato da un intenso prurito in testa, che può manifestarsi anche con irritabilità o disturbi del sonno. Inoltre, possono essere presenti piccole protuberanze sul cuoio capelluto, sul collo e sulle spalle e i linfonodi di testa e collo possono essere gonfi e dolenti. Pidocchi e lendini si possono individuare osservando attentamente il cuoio capelluto. Un pettine a denti stretti può aiutare a guardare attraverso i capelli, così come una luce intensa ne facilita l’individuazione. In ogni caso, le più facili da individuare sono le lendini, che solitamente si ritrovano attaccate ai capelli della nuca e a quelli intorno alle orecchie.
In genere, la prevenzione della pediculosi viene fatta seguendo corrette pratiche igieniche, ovvero evitando la condivisione di pettini, spazzole, cappelli, sciarpe e indumenti. Il regolare cambio degli indumenti previene e combatte l’infestazione da pidocchi, così come è buona norma controllare spesso i bambini.
In caso di infestazione conclamata, esistono molti prodotti in polvere, shampoo, lozione o spray in grado di eliminare i pidocchi. I principi attivi più utilizzati sono l’estratto di piretro o i piretroidi di sintesi come la tretrametrina. Il pettine a denti fitti è un altro strumento essenziale per eliminare le uova e i pidocchi morti. In genere, è necessaria una seconda applicazione di insetticida 7-10 giorni dopo la prima, per uccidere i pidocchi nati dalle uova schiuse dopo il primo trattamento. È importante anche lavare tutti gli indumenti e la biancheria in acqua calda. Gli articoli che non possono essere lavati devono essere sigillati in un sacchetto di plastica per 2 settimane.
In ogni caso, se si manifestano febbre, arrossamento, gonfiore, dolore o pus che potrebbero essere il segno di un’infezione secondaria, è importante consultare un medico, poiché potrebbe essere necessario assumere antibiotici per via orale. Infine, in caso di gravidanza o allattamento, è utile confrontarsi con un professionista sanitario sulla sicurezza dei trattamenti.
Fonte
Miller A. E. Head Lice. JAMA Dermatology (2025); 10.1001/jamadermatology.2025.2658
Pediculosi. Epicentro Iss. https://www.epicentro.iss.it/pediculosi/#:~:text=I%20pi%C3%B9%20colpiti%20dalla%20pediculosi,a%20causa%20dei%20capelli%20lunghi.
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