Farmacisti
27 Agosto 2020«Tutte le 1.145 farmacie venete aderenti a Federfarma sono pronte a ricevere dal Servizio Sanitario Regionale e a dispensare alla popolazione i vaccini antinfluenzali per la stagione 2020/21. Questo abbiamo comunicato all'inizio di agosto al Governatore Luca Zaia dal quale attendiamo una decisione positiva per venire incontro alle esigenze dei cittadini veneti. La rete delle farmacie venete è in grado di gestire al meglio ricezione e distribuzione capillare, anche nelle zone rurali più isolate, dei vaccini della Regione Veneto dedicati alla popolazione». Il presidente di Federfarma Veneto Andrea Bellon entra nel dibattito aperto ieri da Marco Cossolo e Andrea Mandelli sul rischio che la prossima campagna antinfluenzale "non passi dalle farmacie". Una questione di salute pubblica che va oltre il legittimo diritto della rete a rivendicare il proprio diritto a dispensare vaccini.
«L'avvenuta vaccinazione stagionale consentirà al personale medico una diagnosi più veloce dei casi sospetti di Covid-19 e come sempre tutelerà, vista la comprovata efficacia scientifica, dal virus dell'influenza che può risultare molto grave per la salute soprattutto i soggetti a rischio come bambini, anziani, pazienti con diverse patologie prime fra tutte quelle respiratorie e cardiocircolatorie», spiega Bellon. «Ma non solo. Vista la ripresa della pandemia sarà molto importante cercare di non gravare ulteriormente, laddove si può, sulla sanità territoriale e la prevenzione dell'influenza stagionale è senz'altro l'arma più efficace che abbiamo ora a disposizione. A mio ,avviso in questa situazione emergenziale tutte le forze sanitarie devono collaborare strettamente per ridurre non solo i contagi, ma anche i disagi al cittadino che trova nel sistema-farmacia un front office sanitario sempre aperto al quale riferirsi. La farmacia può quindi operare in collaborazione e supporto a tutte le strutture sanitarie compresi gli ambulatori dei Medici di Medicina Generale. Ci preoccupiamo quindi anche per tutti quei cittadini che fanno parte della fascia attiva della popolazione e che sono quindi sottoposti a maggior rischio di contagio, tutti lavoratori che fino all'anno scorso acquisivano il vaccino, con prescrizione medica, nelle farmacie territoriali non essendo allora inseriti nelle categorie protette e quindi non aventi diritto gratuitamente al vaccino presso le strutture sanitarie».
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