Federfarma Roma verso rinnovo vertici. Cicconetti: ecco le sfide che attendono il sindacato
Federfarma Roma ha deciso di rimettere il mandato nelle volontà degli elettori e di programmare le elezioni per ottobre. Il commento del segretario Cicconetti sulle sfide che attendono il sindacato
Con una circolare del 24 settembre, il direttivo di Federfarma Roma ha deciso di rimettere il mandato nelle mani e nella volontà degli elettori, viste le dimissioni del presidente Vittorio Contarina, e di programmare le elezioni per l'11, 12 e 13 ottobre. Abbiamo chiesto al segretario Andrea Cicconetti, oggi candidato in una lista che raccoglie l'eredità della lista del presidente uscente, di raccontarci cosa è successo e quali sono le sfide che attendono il sindacato da qui nei prossimi anni.
Dott. Cicconetti, ci può raccontare perché avete indetto nuove elezioni?
Nel corso del nostro mandato abbiamo perso una figura importante anche per l'esperienza che portava nel gruppo, Osvaldo Moltedo, scomparso prematuramente per malattia. Poi per motivi personali il presidente Contarina ha deciso di fare un passo indietro, spiegando le sue ragioni in una lettera aperta a tutti i colleghi. A questo punto, con grande senso di responsabilità, vista anche la perdita di altri componenti, abbiamo deciso di dar voce alla base per eleggere un nuovo presidente. Due anni fa era stata data fiducia ad un gruppo con un capolista, ed in sua assenza è giusto e democratico richiedere agli elettori di votare nuovamente per scegliere da chi essere rappresentati.
Come mai ha deciso di candidarsi alla presidenza?
Voglio precisare che tra noi e Vittorio non ci sono stati problemi. Per questo ho deciso di recuperare l'eredità della lista e di mettere insieme l'esperienza dei 'saggi' Alfredo Procaccini e Eugenio Leopardi, Claudia Passalacqua, Raffaella Ramundo, con quella di giovani colleghi. Siamo partiti dal presupposto che la squadra ha lavorato bene, ed abbiamo aggiunto nuovi elementi giovani e 'quote rosa'. In tutto si tratta di 30 persone tra consiglio, consulta e revisori dei conti ed ogni pedina è importante per quello che fa. Federfarma Roma comprende realtà molto diverse tra loro: deve rappresentare farmacie grandi anche 400 mq su due piani in centro città, quelle del litorale che vivono di turismo, e quelle rurali dell'entroterra alle pendici degli appenni. Siamo più di mille farmacie, con più di 50 rurali, di cui alcune rurali sussidiate. Il gruppo di colleghi è stato scelto per poter rappresentare la diversità di queste farmacie.
Ci può fare un bilancio del lavoro svolto in questi anni?
La prima cosa a cui abbiamo lavorato dopo la nostra elezione è stata la ricetta elettronica, che in Lazio era ferma al palo. In un mese l'abbiamo fatta partire, formando i farmacisti con un convegno a cui hanno partecipato circa 2000 colleghi. Per le farmacie rurali, che spesso non hanno collaboratori in farmacia, abbiamo acceso una assicurazione malattia che in caso di necessità permette di pagare un sostituto così da non dover chiudere la farmacia. Siamo stati i primi a ridurre le quote associative, e a creare un fondo per le farmacie disagiate. Siamo riusciti a firmare un accordo con la Regione Lazio per i pagamenti, che ora sono puntuali; oltre a recuperare pagamenti arretrati sui prodotti per l'insufficienza renale cronica, che non venivano effettuati per mancanza di fondi stanziati. Su questo abbiamo lavorato per 10 mesi, ed abbiamo ottenuto una delibera di giunta per modificare il bilancio regionale. Ci siamo costituiti parte civile contro i rapinatori seriali e attivato un accordo con Securshop. Poi abbiamo lavorato molto alla comunicazione esterna: con un magazine cartaceo, la comunicazione social della pagina Facebook di Federfarma Roma, poi la pubblicità su Sky e Mediaset, che abbiamo ottenuto gratuitamente, senza gravare sul bilancio della Associazione. Infine, le Charity dinner di Farma&Friends, che oltre alla raccolta fondi, è stato un momento di grande visibilità della categoria, e di condivisione tra colleghi. Inoltre, hanno permesso alla categoria di mostrarsi compatta davanti alla classe politica.
Per quanto riguarda Assifar Servizi cosa avete fatto?
Alla fine del 2016 inizio 2017 ci siamo trovati a dover pagare cartelle pregresse per 1 milione di euro, relative a imposte e ad Iva non pagata. Abbiamo saldato il debito e le sanzioni, abbiamo fatto un profondo riassetto societario e l'abbiamo resa operativa e funzionale.
E invece nell'emergenza Covid-19, come avete supportato i colleghi?
Abbiamo prima di tutto attutato un fondo di sostentamento di 50mila euro, a favore di colleghi che hanno visto perdite di fatturato superiori al 30% nel mese di aprile e maggio. Poi in un momento in cui i farmacisti romani lavoravano senza mascherine o con mascherine vecchie di giorni, perché non se ne trovavano, siamo riusciti a fornire loro gratuitamente mascherine regolarmente certificate.
Il futuro, su quali fronti vi vedrà impegnati nel caso di elezione?
Nel 2016 abbiamo rinnovato l'accordo per la Dpc portando nuovi farmaci, per esempio alcuni ex Osp 2, che ancora nelle altre regioni non erano in farmacia. Tale accordo è in scadenza e andrà rinnovato, e abbiamo intenzione di aumentare il numero di farmaci, con farmaci innovativi. Ovviamente dovremmo far conoscere questi farmaci ai colleghi e pensare anche alla formazione al farmacista. Poi vogliamo portare la dematerializzazione totale della ricetta elettronica, eliminando il promemoria, la cui stampa in questi mesi sta portando ad un carico di lavoro notevole per il farmacista. Infine, rendere attiva la farmacia dei servizi, con la partenza di screening diagnostici, telemedicina in convenzione con il Ssn, e attivazione del Fascicolo sanitario elettronico.
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A cura di Avv. Rodolfo Pacifico
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