Farmacisti non vaccinati: scattano sospensioni e demansionamenti
Scattano le prime sospensioni dall'attività per i farmacisti che non si sono vaccinati e che non hanno prodotto valide motivazioni a sostegno della propria posizione
Scattano le prime sospensioni dall'attività con il pubblico, cioè dal contatto con i clienti, per i farmacisti che non si sono vaccinati e che non hanno prodotto valide motivazioni a sostegno della propria posizione: 5 in provincia di Rimini, 5 a Ravenna, 10 a Pesaro-Urbino, 18 a Treviso. Queste le segnalazioni che arrivano dalle cronache locali ma in tutti i casi si prospetta che i numeri possano salire con ricadute sulla gestione della farmacia e delle attività rivolte al pubblico. Gli Ordini, dal canto loro, spiegano che il provvedimento notificato segue l'iter avviato dalle Asl per verificare la posizione e le motivazioni del personale sanitario che non si è ancora vaccinato.
Ordine di Rimini: non tollerabili posizioni antiscientifiche contro i vaccini
A Rimini spiega Giulio Mignani, presidente dell'Ordine dei farmacisti sulle pagine locali l'Ausl comunicato all'Ordine i primi nominativi di farmacisti che non si sono vaccinati e non hanno prodotto valide motivazioni a sostegno della propria posizione: «La sospensione -sottolinea - non è un'iniziativa presa dal nostro Consiglio, ma segue le disposizioni di legge che in questi casi richiedono di comunicare ai diretti interessati il provvedimento di sospensione fino al 31 dicembre. In provincia ci sono circa 700 farmacisti e la stragrande maggioranza di loro si è immunizzata. Si tratta delle prime notifiche arrivate dall'Ausl - continua Mignani - ma a quanto sappiamo ci sono altri casi il cui iter si sta completando, che potrebbero arrivare all'attenzione dell'Ordine nelle prossime settimane». I farmacisti non sono costretti a sospendere l'esercizio della professione e non vengono sospesi dall'iscrizione all'Ordine professionale, ricorda Mignani e spiega che ai farmacisti raggiunti dal provvedimento «viene inibita la possibilità di interagire con il pubblico. Pertanto, potrebbero ad esempio proseguire con l'attività di magazzino, per fare un esempio. Ritengo corretto non averli a contatto con il pubblico. La farmacia deve essere un luogo sicuro dove oltre a non contagiarsi va data una corretta informazione alle persone. Non è tollerabile, come risulta dalle presunte giustificazioni fornite all'Ausl da alcuni dei 5 farmacisti puniti, che vengano tirate in ballo posizioni antiscientifiche contro i vaccini, e teorie negazioniste sul materiale genetico senza alcun fondamento. Il cittadino si reca in farmacia per avere un parere corretto e pertanto va tutelato da queste farneticazioni, che servizio verrebbe altrimenti dato? Siamo ancora in una fase emergenziale dovuta al virus e serve la massima attenzione. L'operato del consiglio dell'Ordine va pertanto nella direzione di una tutela del cittadino, non è una persecuzione». Nella stessa regione, in provincia di Ravenna altri 5 provvedimenti e il presidente provinciale dell'Ordine Domenico Dal Re riflette anche sulle ricadute sugli organici nelle farmacie: «Alcune farmacie stanno valutando se possibile dirottare queste persone verso altre funzioni, ma non è semplice - commenta Dal Re -. Sottolineo che non si tratta solo di farmacisti che rifiutano il vaccino per questioni ideologiche; ci sono anche persone che, per motivi di salute, non possono sottoporsi all' immunizzazione. Anche se cambia la motivazione dei soggetti, gli effetti del provvedimento non mutano. È un intervento a difesa della salute pubblica, dobbiamo in ogni modo proteggere sia chi lavora in farmacia sia i clienti che quotidianamente si rivolgono a noi».
Ricadute su organico farmacie
Dal Re fa notare che «il problema sarà ancora più evidente nelle prossime settimane, quando le farmacie con ogni probabilità diventeranno anche punti vaccinali per la popolazione. Si aggiunge così una nuova funzione per le farmacie nella lotta contro la pandemia, dopo l'introduzione dei tamponi, dei test sierologici e della stampa dei green pass». Sospesi 10 farmacisti anche nella provincia di Pesaro e Urbino, ma precisa il presidente dell'Ordine dei farmacisti Giovanni Pierini, «non si tratta assolutamente di colleghi no vax». E spiega: «Abbiamo avuto, come i medici, due tranche di comunicazione da parte dell'Asur, una prima di Ferragosto e una dopo. Ne abbiamo preso atto e abbiamo mandato agli iscritti la comunicazione del provvedimento. Per lo più è stata negligenza nel non rispondere all'invito dell'Asur a vaccinarsi. Una collega è in maternità e non ha risposto alla comunicazione perché fuori dal lavoro. Poi ci sono altri colleghi che hanno avuto il Covid e hanno ancora titolo anticorpale alto: in accordo col loro medico non lo hanno ancora fatto». Per Pierini c'è stato anche «un errore di comunicazione con Asur e ci aspettiamo quindi di ricevere presto una comunicazione per deliberare il reintegro dei colleghi. L'Ordine dei medici l'ha già ricevuta». Prime sospensioni anche in provincia di Treviso, 18 riportano i giornali, i farmacisti che non potranno avere contatti con i clienti e che potranno essere sospesi o demansionati a discrezione del titolare della farmacia. Nel caso in cui sia proprio il titolare dell'attività a non essere vaccinato, dovrà provvedere a nominare un sostituto. Secondo la stima pubblicata da "La Tribuna di Treviso", su un totale di 1.400 farmacisti iscritti all'Ordine, sono ben 230 quelli non ancora vaccinati: è il dato più alto di tutto il Veneto.
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A cura di Avv. Rodolfo Pacifico
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