Covid, farmacisti nell'emergenza e la nuova normalità della farmacia
La pandemia ha accelerato e portato a compimento processi in ambito sanitario avviati solo in fase sperimentale, come la somministrazione dei vaccini per le farmacie
La pandemia ha accelerato e portato a compimento processi in ambito sanitario avviati solo in fase sperimentale e le farmacie, in particolare, con la somministrazione dei vaccini li hanno portati avanti confermandosi come un fondamentale presidio di prossimità per i cittadini. Questo uno dei messaggi emerso del convegno "Virus, vaccini e varianti. Un viaggio con i farmacisti e le farmacie nella nuova normalità" che si è tenuto lo scorso venerdì 10 settembre, durante la fiera CosmoFarma. Una nuova occasione di confronto sul futuro della farmacia sarà FarmacistaPiù, il congresso dei farmacisti italiani, giunto all'ottava edizione, che si terrà in versione digitale il prossimo 5, 6 e 7 novembre, realizzato con il patrocinio di Fofi, su iniziativa di Federfarma, Fondazione Cannavò e Utifar e con l'organizzazione di Edra.
Farmacie di comunità parte essenziale del Ssn
Al centro del confronto, il lavoro di supporto all'intero Ssn svolto dai farmacisti durante i lunghi mesi di lotta alla pandemia, che ha portato le farmacie ad avere un ruolo di primo piano nella gestione dell'epidemia. Un impegno svolto con professionalità e passione sin dal primo giorno e cresciuto nel tempo, sino a far diventare le farmacie anche degli hub vaccinali. Durante l'evento, i relatori hanno voluto confrontarsi per analizzare le strategie operative adottate durante la pandemia e per capire quali potranno essere riutilizzate per modellare la farmacia del futuro. Ecco alcuni passaggi salienti e in fondo il video del convegno. «Il Servizio sanitario nazionale continua a essere un punto di forza nel nostro sistema e le farmacie di comunità ne sono parte essenziale». Il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, in collegamento da remoto, ricorda la stretta collaborazione, in tempi di pandemia, dell'Iss con la Fofi e la Fondazione Cannavò, concretizzatasi, soprattutto, con l'organizzazione dei corsi per "farmacisti vaccinatori", primo passo di quella che obiettivamente è stata una svolta epocale». In prospettiva, «è importante implementare la interprofessionalità e che ci sia una forte sinergia tra ministero della Salute e Mef quando si parla di investimenti in sanità». Guido Rasi - ex direttore di Afa ed Ema - indica nella capillarità uno degli elementi fondamentali del nostro sistema farmacia. Gli fa eco il generale dell'Esercito Antonio Battistini, braccio destro di Figliuolo nella struttura commissariale, aggiungendo che «già prima dell'emergenza sanitaria la farmacia italiana si stava trasformando in un servizio che va ben oltre la dispensazione del farmaco. È il luogo dove si distribuisce salute e il paziente riconosce nel farmacista competenza, familiarità, disponibilità al colloquio». «Da quando siamo in emergenza pandemica», sottolinea Luigi D'Ambrosio Lettieri, presidente della Fondazione Francesco Cannavò e vice presidente Fofi - «virus, vaccinazioni, varianti sono le parole entrate stabilmente nel nostro diario quotidiano che registra l'impegno dell'intera comunità scientifica, della politica, delle professioni sanitarie e dei corpi sociali, unite nello sforzo di trovare risposte corrette ed efficaci per ripristinare l'auspicata protezione della salute e della vita restituendoci serenità, lavoro e produttività economica». Il presidente di Federfarma Marco Cossolo si sofferma sull'accordo raggiunto con la struttura commissariale sul prezzo calmierato dei tamponi in farmacia: «Dal 6 agosto al 6 settembre le farmacie italiane hanno effettuato 2,5 milioni di tamponi, quindi una media di 125.000 tamponi al giorno grazie alle 6.600 farmacie aderenti all'accordo sui tamponi. Con la pandemia siamo davanti a un cambiamento epocale e in questi casi o ci si fa travolgere o si cavalca l'onda e la stragrande maggioranza dei farmacisti lo sta facendo». Andrea Mandelli, vicepresidente della Camera e presidente della Fofi, conclude ricordando i trenta farmacisti vittime del Covid e il grande contributo dato dal sistema farmacia alle campagne di salute pubblica in atto, a partire dai tamponi antigenici e dalle vaccinazioni. Senza dimenticare «la grande capacità dimostrata dai professionisti nell'aiutare il cittadino a superare timori e reticenze alla vaccinazione anti Covid. E ora, alla luce della rapida diffusione della variante Delta del Sars-CoV-2 e in previsione della necessità di una terza dose, la nostra funzione di supporto non potrà che accrescersi. In questo scenario i farmacisti italiani sono pronti a fare la loro parte».
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A cura di Avv. Rodolfo Pacifico
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