Vaccini Covid, terza dose ipotesi concreta. Regioni: farmacie e Mmg pronti per numeri contenuti
In vista della terza dose di vaccini anti-Covid il sistema delle farmacie e dei medici di famiglia è pronto a farsi carico della somministrazione» ma solo per numeri «ben diluiti nel tempo e contenuti»
In vista della terza dose di vaccini anti-Covid, ipotesi sempre più concreta, non ancora ufficiale ma ventilata da molti, «il sistema delle farmacie e dei medici di famiglia è pronto a farsi carico della somministrazione» ma solo per numeri «ben diluiti nel tempo e contenuti», per fare grandi numeri «gli hub restano la soluzione migliore». L'osservazione arriva dal presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga che ha assicurato che sulla terza dose «siamo assolutamente pronti».
Fedriga: hub la soluzione migliore grandi numeri in poco tempo
Fedriga presidente anche del Friuli-Venezia Giulia sottolinea che nella sua Regione «la situazione è sotto controllo soprattutto perché le ospedalizzazioni, sia in area medica che in terapia intensiva tengono, e quindi è un'ulteriore dimostrazione dell'efficacia del vaccino. Nel nostro Paese anche le aree con tasso di vaccinazione più basso - osserva Fedriga - hanno percentuali migliori della media di tanti altri paesi europei: è un successo del modello italiano». Secondo Fedriga per andare verso la terza dose bisogna valutare la mole di dosi da somministrare: «Il sistema delle farmacie e dei medici di famiglia è pronto a farsi carico della somministrazione della terza dose solo se i numeri sono ben diluiti nel tempo e contenuti. Ma se dobbiamo continuare a fare grandi numeri in poco tempo come avvenuto finora, gli hub restano la soluzione migliore: vedo molto difficile che farmacie e medici possano reggere 500 mila somministrazioni al giorno. È chiaro che siamo in una fase diversa, la terza dose si comincia a fare a scaglioni in una fascia di popolazione più limitata e più diluita nel tempo - afferma Fedriga -. Dobbiamo abbinare l'organizzazione con le necessità di somministrazione: se restano ingenti, gli hub continueranno a servire».
Speranza: Ci si può vaccinare con la terza dose a partire dai 60 anni
Il ministro della Salute, Roberto Speranza, invita a non abbassare la guardia e i cittadini a prepararsi: «Ci si può vaccinare con la terza dose a partire dai 60 anni. Il nostro invito, perciò, è rivolto a tutti, ad iniziare dal personale sanitario, dalle Rsa, ma in generale a tutte le persone che hanno più di 60 anni per le quali siano passati almeno sei mesi dal completamento del ciclo. È un passaggio fondamentale per proteggerci ancora meglio. E non abbiamo nessun problema di scorte, le dosi ci sono, siamo in grado di assicurare a tutti la terza dose».
«Verosimilmente la terza dose sarà necessaria per tutti. Entro l'anno si procederà a somministrare la terza dose per anziani e personale sanitario. Poi da gennaio al resto della popolazione, scaglionato in base a quando è stata somministrata la prima e la seconda dose» ha detto il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. La scelta della terza dose, sottolinea Sileri, «è auspicabile sia condivisa di tutta Europa, considerando il boom di contagi in alcuni paesi europei», dove insieme ai casi «aumenta il rischio che si diffondano nuove varianti».
«Scendere progressivamente sotto i 60 anni da gennaio in poi probabilmente sarà l'approccio giusto» sostiene Guido Rasi, consulente del Commissario all'emergenza Covid. E aggiunge, con riferimento ai grandi hub vaccinali: «È immaginabile una progressiva transizione verso il territorio, verso quella capillarità che danno i medici di famiglia e i farmacisti». (SZ)
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A cura di Avv. Rodolfo Pacifico
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