Spesa farmaci, confermato aumento per acquisti diretti. Convenzionata in calo
Confermato ancora una volta il trend in aumento della spesa farmaceutica, a livello nazionale relativa agli acquisti diretti e un calo della convenzionata
Confermato, ancora una volta, il trend in aumento della spesa farmaceutica, a livello nazionale relativa agli acquisti diretti e un calo della convenzionata. Il quadro emerge dall'ultimo "Monitoraggio della Spesa farmaceutica nazionale e regionale" pubblicato a fine novembre da Aifa e riferito al periodo gennaio-luglio 2021, che al contempo mette in luce uno sfondamento da parte di alcune regioni della spesa convenzionata. Una prima premessa ricordata nel Report è che la legge di bilancio 2021 ha rimodulato, a decorrere dall'inizio dell'anno, i valori percentuali dei tetti di spesa (per altro destinati a essere ulteriormente modificati), mantenendo invariate le risorse complessive (pari al 14,85% del Fondo sanitario nazionale). In particolare, il limite della spesa farmaceutica convenzionata è rideterminato nella misura del 7% (dal 7,96%), mentre quello degli acquisti diretti passa al 7,85%.
Farmaceutica convenzionata
In relazione ai valori, «la spesa farmaceutica convenzionata netta a carico del Ssn nel periodo gennaio-luglio 2021 calcolata al netto degli sconti, della compartecipazione totale e del payback, si è attestata a 4.460,5 milioni di euro, evidenziando una diminuzione rispetto a quella dell'anno precedente (-65,9 mln). I consumi, espressi in numero di ricette (323,3 milioni di ricette), mostrano un lieve aumento (+1,7 %) rispetto al 2020, mentre per quanto concerne le dosi giornaliere dispensate si osserva una sostanziale stabilità (-0,8%, pari a -96,5 milioni)». Rispetto al tetto programmato, quindi, per la convenzionata si è generato un avanzo di 261,3 milioni di euro. Ma, nonostante questo risultato in termini complessivi, anche a causa della modifica del tetto della convenzionata, alcune Regioni hanno superato il limite di spesa programmata: in cima alla classifica c'è la Campania, che raggiunge una incidenza del 7,62% sul Fsr, a seguire Calabria, con il 7,46%, Lombardia, 7,41%, Puglia, 7,39%, Basilicata, 7,33%, Abruzzo, 7,23%, e Lazio, 7,14%. Va comunque segnalato che alcune di queste Regioni, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mostrano comunque una diminuzione in valori assoluti della componente derivante dalle Dcr (la Lombardia -3,1%, Puglia -1,3%, Abruzzo -1,1%). Quanto alla spesa farmaceutica per acquisti diretti, nel periodo considerato, si evidenzia un'incidenza del 9,83%, pari a un disavanzo rispetto alla spesa programmata di 1.537,1 milioni di euro. In questo caso nessuna Regione è riuscita a rispettare il tetto di spesa, con l'unica eccezione della Valle d'Aosta. A livello nazionale la spesa complessiva del periodo si è attestata a 11.790,3 milioni di euro, evidenziando uno scostamento assoluto rispetto alle risorse complessive pari a 1,295,3 milioni, corrispondente a un'incidenza percentuale sul Fsn provvisorio del 16,69%.
La Corte dei conti chiarisce i limiti entro cui i Comuni possono sostenere le farmacie private nelle aree rurali o disagiate: no a concessioni gratuite di immobili e copertura delle spese fuori dai...
La Corte chiarisce che la fine di una sperimentazione non esclude l’obbligo di valutare la prosecuzione della terapia quando il trattamento ha dimostrato beneficio nel singolo paziente. In caso...
Quando farmacia e dispensario fanno capo allo stesso soggetto giuridico, il fatturato deve essere considerato unitariamente. Ne consegue che non è possibile “separare” i due punti di erogazione...
La Corte di giustizia dell’Unione europea chiarisce che le preparazioni galeniche officinali non sono soggette alla direttiva sui medicinali e quindi non richiedono Aic, ma conferma che gli Stati...
A cura di Redazione Farmacista33
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
La combinazione di inibitori Sglt-2 e agonisti del recettore Glp-1 potrebbe ridurre il rischio di tumore del colon nei pazienti con diabete di tipo 2 e una precedente polipectomia.