diabete
09 Giugno 2026La combinazione di inibitori Sglt-2 e agonisti del recettore Glp-1 potrebbe ridurre il rischio di tumore del colon nei pazienti con diabete di tipo 2 e una precedente polipectomia.

Nei pazienti con diabete di tipo 2 e precedente polipectomia, la combinazione di inibitori Sglt-2 e agonisti del recettore Glp-1 è stata associata a un rischio inferiore di tumore del colon rispetto alla sola terapia con Sglt-2. Il dato emerge da uno studio real-world su database TriNetX, che suggerisce un possibile beneficio della duplice terapia in una popolazione già a rischio, pur senza dimostrare un rapporto causale.
Lo studio ha analizzato oltre 50.000 pazienti provenienti confrontando la duplice terapia con la monoterapia a base di Sglt-2. Dopo un bilanciamento statistico, sono stati inclusi circa 29.000 pazienti per ciascun gruppo. Durante il follow-up, l’incidenza di tumore del colon è risultata inferiore nel gruppo trattato con la terapia combinata (0,98% contro 1,19%). Questo dato corrisponde a una riduzione relativa del rischio del 21%, con una progressiva divergenza delle curve di sopravvivenza libera da tumore nel tempo. Sebbene il beneficio assoluto sia contenuto, risulta clinicamente rilevante in una popolazione ad alto rischio, come quella sottoposta a polipectomia.
Oltre all’end-point principale, la duplice terapia è associata anche a una significativa riduzione di altri esiti oncologici e clinici. In particolare, si osserva un minor rischio di colectomia e di altri tumori gastrointestinali, insieme a benefici rilevanti sul piano renale e a una riduzione della mortalità per tutte le cause (HR 0,658).
Dal punto di vista biologico, gli autori ipotizzano che gli inibitori Sglt-2 riducono la disponibilità di glucosio per le cellule tumorali e interferiscono con importanti vie metaboliche, mentre gli agonisti Glp-1 contribuiscono a ridurre infiammazione, obesità e resistenza insulinica, fattori coinvolti nella carcinogenesi colorettale.
Lo studio presenta alcune limitazioni, in quanto essendo un’analisi osservazionale, non consente di stabilire un rapporto causale definitivo. Inoltre, non si può escludere la presenza di fattori confondenti non misurati, come le caratteristiche dei polipi o le variabili legate allo stile di vita.
Saranno, pertanto, necessari studi prospettici e randomizzati per confermare questi risultati e chiarirne l’impatto nel lungo periodo.
Fonte:
Diabetology & Metabolic Syndrome, 2026.
ph.cr. magnific
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