Tamponi e prelievi falsi, farmacia sotto sequestro. Nas: titolari indagati
Farmacia sotto sequestro preventivo, i titolari erano stati sospesi perché non vaccinati, riscontrati tamponi Covid e prelievi per marker tumorali falsi
I carabinieri della Stazione di Besana in Brianza su disposizione dell'autorità giudiziaria di Monza hanno posto sotto sequestro preventivo una farmacia in provincia di Monza, per tamponi rapidi e prelievi falsificati. La farmacia riferisce una nota dell'Arma, tra la fine dello scorso dicembre e l'inizio di gennaio, aveva ricevuto diversi controlli dei carabinieri e della Commissione ispettiva delle farmacie dell'ATS Brianza che, "non solo avevano accertato il mancato assolvimento dell'obbligo vaccinale da parte dei due fratelli, ma avevano anche appurato che, nonostante la sospensione, gli stessi continuavano a esercitare l'attività". I titolari ora sono indagati per "falsità ideologica e materiale in atti pubblici e in certificati, inosservanza dei provvedimenti dell'autorità ed esercizio abusivo della professione di farmacista".
Titolari sospesi perché non vaccinati
"Attualmente però - spiegano i Carabinieri - la farmacia era in procinto di essere riaperta in quanto, a carico dei due fratelli, non risultavano più in essere i provvedimenti di sospensione benché per l'uomo la situazione risulti tuttora da approfondire alla luce del fatto che non è possibile ricevere la somministrazione di una dose vaccinale appena undici giorni dopo essersi negativizzati dalla malattia". Gli accertamenti sulla farmacia erano stati avviati dall'agosto 2021 quando, in seguito a una denuncia sporta da una mamma "preoccupata per delle anomalie sul referto del tampone molecolare eseguito dal figlio". "Gli immediati accertamenti avevano permesso di far emergere che quel tampone era falso poiché né il laboratorio di Monza inizialmente indicato, né quello di Carate Brianza successivamente comunicato nel tentativo di aggiustare la faccenda, avevano mai ricevuto e analizzato il tampone" si legge sempre nella nota dell'Arma, in cui si aggiunge che i militari avevano proceduto a fare un accesso congiunto con i colleghi del NAS di Milano sequestrando varia documentazione e materiale informatico.
Nas: esito negativo falso di un tampone ha conseguenze gravissime
Oggi, "dopo il sequestro del materiale informatico presente all'interno della farmacia, la nomina di consulenti tecnici e una ancora parziale analisi dei dati informatici", le indagini coordinate dalla Procura di Monza "hanno permesso di accertare che sono falsi almeno altri 15 tra referti e dichiarazioni di aver sottoposto ad analisi i tamponi con esito negativo da parte della farmacia". "La gravità di tale condotta è evidente visto che è in corso da quasi due anni una pandemia e che l'esito negativo falso di un tampone ha conseguenze gravissime in termini di diffusione del virus da parte di soggetti potenzialmente positivi, che circolano liberamente (e che in tal modo ottengono anche il green pass)" hanno continuato i carabinieri, evidenziando che "addirittura in un caso è stata accertata la falsità di un prelievo volto alla ricerca dell'antigene prostatico per la diagnosi dello stato di un paziente che era stato affetto da tumore". I carabinieri hanno infine spiegato che "alla luce dei numerosi referti falsi accertati, non può farsi affidamento sulla correttezza dell'operato degli indagati che, peraltro, non solo non hanno offerto alcuna collaborazione agli inquirenti, rifiutandosi persino di firmare gli atti dei carabinieri e di lasciar visionare loro l'inventario della merce presente in farmacia, ma hanno posto in essere condotte inquadrabili come minaccia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. I due farmacisti sono oggi entrambi indagati per falsità ideologica e materiale in atti pubblici e in certificati, inosservanza dei provvedimenti dell'autorità ed esercizio abusivo della professione di farmacista".
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A cura di Simona Zazzetta
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