Capitale in farmacia, Conasfa: etica e fatturato possono coesistere grazie a sinergia farmacisti
Conasfa: un'alta percentuale di Farmacie sarà di proprietà di pochi grandi gruppi di acquisto, ma il capitale ha bisogno della sinergia dei farmacisti
Nonostante i paletti imposti dalla normativa sulla concorrenza in un futuro non troppo lontano un'alta percentuale di Farmacie sarà di proprietà di pochi grandi gruppi di acquisto, ma il capitale ha bisogno della sinergia dei farmacisti perché etica e fatturato dovranno e possono coesistere in una logica in cui la salute è un diritto e non un prodotto. questo il messaggio che Conasfa lancia in una nota che propone una riflessione sul "cambiamento che ci sarà nel mondo farmacia".
Paletti della legge concorrenza non bastano
Conasfa richiama la legge n. 124 approvata il 4 agosto 2017 che ha aperto la titolarità dell'esercizio della Farmacia privata alle Società di capitali. "Una svolta epocale che ha cambiato e sta cambiando non solo il panorama della "proprietà" ma anche il modus operandi della Farmacia territoriale. Una strada lunga e non poco tortuosa per i gruppi di acquisto. Se da un lato si presenta stimolante e affascinante per gli investitori, il mercato delle Farmacie è altrettanto sconosciuto e con regole ben precise". La normativa impone "fortunatamente, alcune limitazioni. Tra le tante, la partecipazione «è incompatibile con qualsiasi altra attività svolta nel settore della produzione e informazione scientifica del farmaco, nonché con l'esercizio della professione medica». O ancora, i soggetti che possono diventare titolari dell'esercizio della farmacia comunque «possono controllare direttamente o indirettamente» e «non più del 20% delle farmacie esistenti nel territorio della medesima regione o provincia autonoma». Eppure, i limiti imposti non hanno mai ostacolato e non lo faranno nemmeno in questa occasione la sana concorrenza "privato/aziende", e questo fa presupporre che in un futuro non troppo lontano un'alta percentuale di Farmacie sarà di proprietà di pochi grandi gruppi di acquisto".
Sinergia di farmacisti per quid della professione
E qui Conasfa si interroga anche sul futuro della professione, delle farmacie e del servizio offerto: "Il cliente sarà al centro o al centro ci saranno il portafoglio del cliente e particolari logiche aziendali? La logica commerciale diventerà preponderante sulla salute del cittadino?". La strada secondo Conasfa è quella di non "perdere di vista la "mission", il quid della professione che abbiamo scelto, e unendoci senza più una sempre più vuota distinzione tra titolari e collaboratori, forse riusciremo a far passare chiaro il messaggio che la salute è un diritto e non un prodotto. E che i professionisti della salute andrebbero ascoltati, non ostacolati. Questo sarà probabilmente l'unico modo per non essere fagocitati da un sistema che ci vuole sempre più commerciali e sempre meno etici e professionali". Secondo il Conasfa questa sarà "Sarà l'unica strada per far capire che etica e fatturato dovranno e possono coesistere. E Conasfa è pronta, come sempre, a fare la sua parte nella collaborazione totale per il benessere del Pianeta Farmacia. Il capitale ne ha bisogno. Ha bisogno di un partner competente e collaborativo al servizio del bene del sistema. Collaborazione e competenza, questa è a nostro avviso la soluzione. Quando i farmacisti si mettono insieme per un obiettivo comune diventano una potenza: la Sinergia dei Farmacisti".
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A cura di Redazione Farmacista33
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