Salute mentale: livello di stress ancora alto. Covid preoccupa meno, guerra prima causa
Il livello di stress degli italiani resta alto: circa uno su tre è ancora molto stressato, e cresce la quota di chi si sente altamente stressato. Cambiano le motivazioni
Il livello di stress degli italiani resta alto: circa uno su tre è ancora molto stressato, e cresce la quota di chi si sente altamente stressato. Cambiano, però, le motivazioni: se prima era la pandemia Covid a preoccupare ora è la guerra in Ucraina la prima causa. A dare un quadro del disagio psicologico e dello stress della popolazione italiana è l'Istituto Piepoli per il Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi.
Donne più stressate, Covid preoccupa meno
Secondo lo "Stressometro" realizzato questa settimana dal l'Istituto "nonostante la fase più acuta dell'emergenza Coronavirus sia passata, nella popolazione italiana si rileva il 31% di individui molto stressati. In particolare, si registra una crescita del 5% tra le persone che si considerano "altamente stressate", un incremento a scapito proprio della fascia dei "poco" o dei "per nulla" stressati". Prosegue lo scenario di "disagio diffuso, ma "cambiano le motivazioni: un anno fa il Covid era la principale causa di preoccupazioni e ansie per il 37% degli italiani ma oggi, grazie all'allentamento delle restrizioni e alla diffusione dei vaccini, viene indicato soltanto dal 3% degli intervistati. A prendere il primo posto come fattore di stress è la guerra tra Ucraina e Russia (23% degli italiani), più della condizione economica (20%) e della salute (14%)". E se il 60% si ritiene stressato "allo stesso modo" rispetto a sei mesi fa, ben Il 27% percepisce in aumento il proprio livello di stress, una sensazione che riguarda soprattutto le donne (+32%) contro l'8% degli uomini. Soltanto l'11%, invece, si considera meno stressato. Anche in considerazione di tutto questo, più di un cittadino su quattro usufruirebbe volentieri del bonus psicologico (28%) che però è una misura nota soltanto al 38% degli italiani.
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A cura di Simona Zazzetta
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