Telefarmacia, la nuova dimensione digitale della farmacia ospedaliera.
Dall'evidenza internazionale emerge che la telefarmacia rappresenta un'ottima opportunità per verificare l'appropriatezza prescrittiva, prevenire errori terapeutici, migliorare la compliance del paziente e l'aderenza terapeutica. Durante il webinar, tenutosi il 14 giugno, numerosi esperti hanno sottolineato le potenzialità della telefarmacia e trattato i diversi aspetti che possano valorizzarne l'utilizzo.
Evoluzione del ruolo del farmacista
L'implementazione della telefarmacia richiede, innanzitutto, un'evoluzione del ruolo del farmacista ospedaliero che deve possedere competenze trasversali. "È necessario un aggiornamento dei percorsi universitari nell'ambito digitale e della comunicazione sia con il paziente sia con gli altri professionisti della salute", afferma la Dott.ssa Emanuela Omodeo Salè, Direttore del Servizio Farmacia IEO e Centro Cardiologico di Monzino. Un'indagine statunitense ha mostrato che una comunicazione migliore può prevenire fino al 36% degli errori in terapia. "La comunicazione tra professionisti e l'implementazione di strumenti digitali è infatti determinante per garantire qualità e uniformità nella cura del paziente".
Necessari sistemi informativi innovativi
Il professore Francesco Gabbrielli, Direttore del Centro nazionale per la telemedicina e le nuove tecnologie assistenziali dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), aggiunge che "accanto alla formazione, è necessario avere adeguate infrastrutture di telecomunicazione, e che i diversi software devono essere in grado di interfacciarsi in reti informatiche potenziate. Solo in tal modo, la telefarmacia si può sviluppare sempre più. "
Opportunità per il paziente e network tra i professionisti
"Il digitale si qualifica come un ambiente in grado di realizzare la necessaria connessione tra i vari setting assistenziali ospedaliero-territoriale e domiciliare. Tale strumento dà così sostanza al concetto di prossimità che è oggi un must di tutta la riorganizzazione del sistema sanitario nazionale, a valle del PNRR e della relativa riforma", afferma la Dott.ssa Maria Vitale, di Cittadinanzattiva.
"La telefarmacia rappresenta uno strumento potente per la presa in carico dei pazienti, in particolare per i soggetti fragili come quelli che hanno patologie croniche o oncologiche, in quanto permette di migliorare l'aderenza, il monitoraggio delle terapie, e di identificare precocemente i problemi correlati ai farmaci e di tossicità" afferma, il prof. Gianni Amunni, Presidente dell'Associazione Periplo e Presidente ISPRO Toscana.
"Più aumentiamo i setting assistenziali più forte diventa la necessità di comunicazione e interrelazione tra i professionisti della salute. La telefarmacia consente proprio tale collegamento e conseguentemente la condivisione della gestione dei pazienti, riducendo, al tempo stesso, gli accessi alle strutture ospedaliere. Tuttavia, va sottolineato che la telemedicina e la telefarmacia non sostituiscono le visite in presenza ma aiutano nel seguire tutto l'iter di cura del paziente", continua la dott.ssa Salè.
Riduzione della spesa
"La telefarmacia è quindi uno strumento che può portare al completo sviluppo della farmacia dei servizi. I farmacisti (territoriali, ospedalieri, delle Asp) possono monitorare e diventare quel supporto al clinico, allo specialista ospedaliero, al medico di medicina generale, nell'aderenza alla terapia e nella riconciliazione farmacologica, ma anche fornire informazioni aggiuntive sullo stile di vita e di salute del paziente. Una migliore presa in carico del paziente permetterà di aver una riduzione della spesa sanitaria" afferma il dott. Ugo Trama, Dirigente UOD Politica del farmaco e dispositivi.
In conclusione, gli esperti auspicano la possibilità di realizzare un progetto pilota al fine di generare evidenza sul campo relative al modello discusso.
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A cura di Simona Zazzetta
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