Antibiotico resistenza, Veterinari: nel Pncar gli investimenti in nuove competenze devono essere al centro di ogni strategia a lungo termine
Approccio One Health, formazione, bioetica, cooperazione tra medicina umana, veterinaria, sviluppo di una sorveglianza nazionale coordinata dell'antibiotico, sono solo alcuni degli obiettivi del nuovo Pncar si cui ha espresso alcune riflessioni Daniela Mulas, vicepresidente Fnovi (Federazione nazionale ordini veterinari italiani) intervistata da Veterinaria33.it.
Nel nuovo documento ampio spazio viene dato alla formazione, secondo Fnovi quali le iniziative da prendere per soddisfare questo punto? Cosa innovare rispetto alla situazione attuale?
Gli investimenti in competenze devono essere al centro di ogni strategia a lungo termine: i percorsi formativi previsti dal Piano dovranno essere dinamici e in grado di dotare tutti i professionisti del settore di quell'insieme di competenze e conoscenze necessarie a prevenire e contrastare il grave fenomeno dell'antimicrobico resistenza. Fnovi auspica che siano strutturati percorsi formativi condivisi con le altre professioni sanitarie in un'ottica di collaborazione e condivisione delle buone pratiche: si pensi alla lotta all'AMR dove un approccio comune è indispensabile e centrale a prescindere dall'ambito professionale in cui si opera e dal ruolo che si riveste.
Un'altra delle aree orizzontali su cui punta il nuovo piano è quello della bioetica nel senso di un rafforzamento della coscienza sociale perché il veterinario non incorra in pregiudizi cognitivi. Quale sarà il ruolo di Fnovi?
Fnovi ritiene che l'acquisizione di competenza in questo ambito si stia rivelando sempre più necessaria per favorire la crescita culturale collettiva e lo sviluppo di processi decisionali corretti e consapevoli da parte dei professionisti. Importante, in questa prospettiva, sarà proseguire le attività formative svolte anche in passato a beneficio dei medici veterinari quale utile mezzo di sviluppo personale e professionale, sia per chi esercita una professione a contatto con gli animali sia per coloro che vogliano aumentare la propria consapevolezza o intendano occuparsi di formazione e consulenza sui temi del ragionamento etico.
Il piano parla anche di cooperazione tra medicina umana, veterinaria, agricoltura e ambiente: quali strategie potranno essere messe in campo perché tale cooperazione non rimanga solo sulla carta, ma abbia una proficua concretizzazione?
La cooperazione tra le componenti professionali citate è ormai prerequisito indispensabile per potenziare e rendere effettivamente operativo l'approccio One Health, promosso dall'Organizzazione mondiale della sanità, che significa letteralmente "una sola salute" e riconosce che salute delle persone e salute dell'ecosistema sono legate indissolubilmente, e richiedono approcci e sforzi globali per progettare e implementare programmi, politiche, norme e ricerche in cui diversi settori concorrano per raggiungere migliori risultati per la salute pubblica. Tale approccio inclusivo, oggi indispensabile per rispondere efficacemente ai problemi di sanità pubblica e alle minacce causate dagli effetti della globalizzazione e del cambiamento climatico, presuppone la necessità di interpretare il bisogno di salute secondo il modello di un solo Pianeta, una sola salute che costituisce il principio per l'elaborazione di un'efficace azione a protezione della salute pubblica, della sostenibilità delle produzioni e della tutela ambientale. La sostenibilità, l'integrazione, l'interazione, la reciproca dipendenza, la collaborazione sono i determinanti dell'approccio One Health. Occorrerà potenziare e rendere operativo l'approccio One Health a tutti i livelli istituzionali con interventi strutturali e investimenti sulle competenze dei professionisti coinvolti al fine di creare un nuovo schema gestionale che potrà essere applicato anche a livello locale. L'integrazione tra chi opera nel mondo medico, in quello veterinario e a salvaguardia dell'ambiente e dell'agricoltura già costituisce un requisito essenziale per le attività di prevenzione nell'ambito della lotta all'AMR.
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A cura di Simona Zazzetta
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