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04 Ottobre 2022

Pandemia Covid, la Cei ringrazia i professionisti sanitari per il valoroso impegno


I professionisti della salute coinvolti dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) nelle celebrazioni di Assisi come forma di ringraziamento del loro valoroso impegno

I rappresentanti di oltre 1,5 milioni di professionisti - medici, odontoiatri, medici veterinari, infermieri, farmacisti, ostetriche, tecnici sanitari, professioni della riabilitazione e della prevenzione, chimici, fisici, biologi, psicologi, assistenti sociali - sono stati coinvolti dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) nelle celebrazioni di Assisi come forma di ringraziamento del loro valoroso impegno nel combattere un virus che altrimenti sarebbe stato difficile contenere.


Gli operatori sanitari non si sono mai tirati indietro

Dopo il riconoscimento avuto per la prima volta con la partecipazione alla parata del 2 giugno, gli operatori sanitari, sociosanitari e sociali, accanto alle istituzioni civili e militari, mondo del volontariato e della scuola, realtà caritative ed ecclesiali sono in prima fila nelle celebrazioni per la festa di San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia. Presi alla sprovvista dalla pandemia, non si sono mai tirati indietro: dall'inizio del 2020 a oggi hanno salvato milioni di vite e aiutato milioni di persone. Sono rimasti sempre accanto a tutti, anche a chi non ce l'ha fatta: ogni professione ha perso decine, centinaia di colleghi che hanno contratto il virus per non lasciare mai soli i cittadini. La decisione della CEI rappresenta un gesto di gratitudine per quanti si sono prodigati nel far fronte alla pandemia che oggi saranno riuniti durante la Messa del 4 ottobre per una preghiera speciale per l'Italia e per la pace. Anche in questa occasione, tutte le professioni sociosanitarie, per la loro parte e le loro competenze, hanno ribadito la volontà di non far mai venire meno il contributo, la capacità di relazione, la disciplina, l'abnegazione agli assistiti, al Servizio sanitario e in tutti gli ambiti di prevenzione legati a prodotti ed ambiente. "Ringraziamo il presidente della CEI, Cardinal Zuppi e tutta la Conferenza Episcopale Italiana per il riconoscimento e per l'invito a queste importanti celebrazioni e guardiamo ai prossimi anni - affermano le professioni sanitarie - dal punto di vista della salute con serenità e con l'auspicio di poterci lasciare alle spalle un problema che ha toccato tutti noi, ma nella consapevolezza che tutti abbiamo imparato molto da quello che abbiamo vissuto e stiamo ancora, purtroppo, vivendo, anche se nelle sue battute, si spera, finali".


Sergio Mattarella: la pandemia non è definitivamente sconfitta

A caratterizzare questa particolare edizione è anche la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, presente per accendere la "Lampada Votiva dei Comuni d'Italia" a nome di tutto il popolo italiano e per rivolgere un messaggio al Paese dalla Loggia del Sacro Convento di San Francesco in Assisi.
Mattarella ha ricordato che "la pandemia non è definitivamente sconfitta, anche se l'azione dei vaccini e la risposta responsabile degli italiani ne hanno frenato l'espansione, ne hanno ridotto grandemente la pericolosità e hanno salvato la vita a decine di migliaia di persone. Vi sarà ancora bisogna di intelligenza collettiva e responsabilità". "La Conferenza episcopale italiana - ha detto Mattarella - ha voluto ricordare, in questa occasione, tutti coloro che, con sacrificio, talvolta anche della propria vita, si sono prodigati per contrastare il Covid19 e le sue molteplici conseguenze e, insieme, per ricordare le tante vittime di questa pandemia. Un atto di riconoscenza collettiva e un gesto di memoria riguardo a una calamità senza precedenti che ha colpito il nostro popolo. Un ringraziamento per gli operatori della sanità anzitutto, per tutti i militari e i civili che sono stati volto e braccia delle istituzioni, per gli operatori dei servizi essenziali, per le famiglie che hanno sopperito con amore a ogni genere di carenza, per i volontari che hanno portato fraternità dove c'era dolore, conforto e amicizia dove cresceva la paura. Quella drammatica emergenza ha reso evidenti sentimenti radicati. La solidarietà, la responsabilità verso gli altri, il senso del dovere".

TAG: FARMACISTI, COVID-19, PANDEMIA

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