Professione, Unaftisp: necessario chiarimento normativo per prospettive per farmacista in parafarmacia
È necessario un chiarimento normativo che consenta al farmacista di svolgere la propria professione in qualsiasi luogo e contesto, altrimenti sarà difficile poter trovare un futuro all'interno della parafarmacia
Farmacie e parafarmacie sono ormai sempre più orientate all'erogazione dei servizi, entrambe sono risultate fondamentale all'interno del sistema assistenziale durante il Covid-19, ma ora è necessario un chiarimento normativo che consenta al farmacista di svolgere nel miglior modo possibile la propria professione in qualsiasi luogo e contesto, altrimenti sarà difficile poter trovare un futuro all'interno della parafarmacia. Questi i temi emersi dal convegno dal titolo: "Il farmacista: rivoluzione della professione in epoca Covid. Quali prospettive per il farmacista in parafarmacia?", a cura di Unaftisp e svoltosi durante la nona edizione di "FarmacistaPiù" 2022, il congresso dei farmacisti italiani, per la prima volta quest'anno in edizione "phigital".
Affinare l'impegno delle farmacie e delle parafarmacie
Alfredo Procaccini, Vicepresidente Federfarma e Mario Giaccone, Tesoriere della Fofi hanno aperto i lavori del simposio portando i loro saluti istituzionali: "Le farmacie e le parafarmacie in questi ultimi due anni di grave crisi sanitaria sono andate in direzioni parallele ed hanno svolto con notevole impegno il loro prezioso servizio alla popolazione. Il futuro vede al centro la nostra professione, ed occorre affinare l'impegno delle farmacie e delle parafarmacie, nei tempi e nei modi dettati dalla normativa. Questa evoluzione e trasformazione vede entrambe assolutamente compatibili e centrali. È chiaro che attendiamo dal legislatore una chiarificazione e una definizione che possa meglio aiutare ciascuno a svolgere nel miglior modo possibile la professione, che è quella del farmacista. Auspichiamo che questo possa accadere presto, tutelando il lavoro di tutti".
La professione del farmacista, deve allargare gli orizzonti
Daniele Viti, Presidente Unaftisp, ha continuato i lavori del simposio caratterizzando la figura professionale del farmacista all'interno della farmacia e della parafarmacia: "Ci è voluta una pandemia per focalizzare le ulteriori potenzialità che può esprimere questa professione rispetto al passato. Abbiamo apprezzato i vari provvedimenti legislativi che hanno evidenziato la figura importante del farmacista vaccinatore, riconoscendone le competenze, allargando nel futuro una presenza ancora più forte per la popolazione, grazie all'ampliamento dei servizi assistenziali di prossimità. Anche se spesso è stato poco sottolineato - ha continuato Viti - in questo contesto anche il farmacista in parafarmacia ha dato il suo notevole contributo nell'assistenza al cittadino. La nostra professione, quella del farmacista, deve allargare i suoi orizzonti. È arrivato il momento di guardare alle altre esperienze europee ed estere, per allargare le nostre competenze, indipendentemente dal luogo in cui la figura del farmacista opera, verso altre pratiche inserite nel contesto sanitario nazionale, per diminuire il carico di lavoro di tutti i professionisti della salute e per la sostenibilità di tutto il sistema. Certo, il farmacista non è un clinico -ha sottolineato Viti- perché è sempre il medico che stabilisce la diagnosi e le terapie, ma la figura del farmacista è in grado di intervenire in maniera immediata sia su quelle che sono piccole patologie, che sull'aderenza alla cura e tante altre pratiche sanitarie di sostegno alla cittadinanza. È importante - conclude Viti - per il farmacista in parafarmacia presentarsi al legislatore con una proposta di riforma, già in parte attuata con il percorso della Farmacia dei Servizi, che tenga presente del ruolo professionale della figura del farmacista professionista in qualsiasi luogo e contesto, come riconoscimento della nostra professione, altrimenti sarà difficile poter trovare un futuro all'interno della parafarmacia".
Enrico Cancellotti, Vicepresidente di Unaftisp, ha chiuso i lavori focalizzandosi sulle prospettive per il farmacista in parafarmacia: "Purtroppo - sottolinea il Vicepresidente - le prospettive non sono rosee perché ci sono state in passato molte chiusure politiche alle nostre proposte, evidenziando come siano più importanti le "mura" rispetto al laureato. Avere durante la pandemia delle parafarmacie operative sul campo, avrebbe significato circa 10.000 farmacisti laureati e plurilaureati preparati, che sarebbero stati utili nei momenti più gravi dell'emergenza sanitaria che abbiamo vissuto e che stiamo tutt'oggi vivendo. Anche le para farmacie sono collegate al sistema sanitario nazionale e avrebbero potuto dare un grosso contributo, decongestionando il lavoro delle farmacie, diminuendo le code, favorendo un miglior servizio al cittadino". Per quel che riguarda le prospettive future, il Dott. Cancellotti si è dichiarato piuttosto scettico, anche a seguito del recente contenzioso legale nella regione Marche, dove il dottore opera, riguardo l'operatività dei vari servizi, in particolare nell'erogazione dei tamponi, a contrasto della pandemia. L'auspicio sarebbe che i farmacisti di parafarmacia possano svolgere la loro professione, per la quale sono perfettamente formati, nei luoghi in cui operano attualmente, senza alcuna discriminazione e basandosi sulla meritocrazia. "Come associazione - ha ribadito il Vicepresidente - abbiamo già proposto da tempo di aumentare l'offerta di presidi e identificare non un numero massimo di farmacie presenti sul territorio, bensì un numero minimo. Tutto ciò anche alla luce degli ultimi decenni che hanno mostrato una crescente incidenza di zoonosi che sono evolute in epidemie fino alla pandemia (dall'ebola, al HIV, all'influenza aviaria fino al Covid).
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A cura di Simona Zazzetta
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