Ccnl farmacisti. Nuovi ruoli, competenze e formazione: nodi in via di definizione
Il rinnovo del Ccnl di farmacia è un percorso da consolidare che deve rendere conto di cambiamenti ancora in atto, di processi e mansioni che andranno meglio definiti
Il rinnovo del Ccnl di farmacia privata è arrivato sotto la forte spinta del periodo pandemico ed è stato in parte la fotografia di un momento sperimentale ed emergenziale. Si tratta di un percorso che andrà consolidato e che deve rendere conto di cambiamenti ancora in atto, di processi e mansioni che andranno meglio definiti. Di pari passo, anche la formazione, soprattutto quando abilita a nuovi servizi, necessita di essere riconosciuta e va retribuita ai collaboratori come orario di lavoro. Sono queste le esigenze messe in luce dal Fiafant, l'associazione dei farmacisti collaboratori, che sono emerse nel corso del convegno "Nuovi servizi, nuove competenze per l'evoluzione della farmacia: quale formazione, quale riconoscimento per i collaboratori" che si è tenuto a FarmacistaPiù.
Nuove mansioni devono trovare riconoscimento in CCNL
«La farmacia dei servizi» è stato l'intervento di Benedetta Mariani, presidente Fiafant, «l'avvio di nuove attività nelle farmacie legate al periodo pandemico, il progetto di rilancio delle piccole farmacie, con la spinta alla digitalizzazione e alla telemedicina impressa dal Pnrr, sono tutti elementi di contesto che hanno determinato nuovi ruoli e competenze per farmacie e farmacisti. Si tratta di cambiamenti ancora in atto, che stanno vedendo un processo di stabilizzazione, attraverso le modifiche normative, che li hanno resi strutturali, la riforma della sanità del territorio, che affida un nuovo ruolo alla farmacia, ma anche la revisione del corso di laurea, che consentirà di avere sul mercato farmacisti più orientati alla clinica». In questo contesto, «va ribadito, però, il concetto che il cambiamento è un processo: tanti passi sono stati fatti, ma più che essere punti di arrivo, si tratta soprattutto di punti di partenza». Anche perché, se «la pandemia è stata un acceleratore di tante evoluzioni», la realtà odierna presenta già «elementi diversi» rispetto a un anno fa, quando si è concluso il rinnovo del contratto. «Basti pensare alla vaccinazione», che vede un riferimento a quella contro il Covid-19: allo stato attuale, in molte Regioni, «viene effettuato anche l'inoculo di anti influenzale e ci sono progetti, come nelle Marche, per estendere la somministrazione in farmacia ad altri vaccini».
In tavoli va valorizzata anche voce di collaboratori e dipendenti
Non a caso, tra i punti importanti del rinnovo contrattuale, chiarisce Federico Antonelli, Responsabile farmacie della Filcams Cgil nazionale, «c'è stato il riconoscimento del principio che a fronte di prestazioni professionali nuove - a cui sono legati obblighi e rischi, quali per esempio quelli relativi alla sicurezza -, c'è la necessità di far evolvere il riconoscimento, di tipo contrattuale ed economico. Per questo, laddove si passa ad atti professionali non più legati a un periodo emergenziale, ma consolidati in una visione di farmacia, sarebbe opportuno vedere superato, anche a livello contrattuale e retributivo, il carattere di sperimentalità. Resta importante tenere vivo un dialogo tra le parti e essere pronti a fronte di mutamenti di scenario».
Quando la formazione è abilitante va riconosciuta in orario di lavoro
«È infatti necessario» continua Mariani «che percorsi e mansioni nuove vengano meglio definite all'interno di CCNL. L'ultimo rinnovo è stato la fotografia di un momento sperimentale ed emergenziale mentre il cambiamento in atto è un percorso ancora da consolidare. D'altra parte solo dal confronto e dalla contrattazione possono emergere soluzioni condivise che corrispondano ai cambiamenti in atto nel settore». Ma il fattore tempo, rimarca Antonelli, «va tenuto maggiormente in considerazione. Il rinnovo del contratto è arrivato dopo 8 anni. Questo ha determinato una forte perdita del potere di acquisto dei lavoratori, che non riesce a essere recuperato, pur con tutto l'impegno, nella successiva tornata».
Un tema poi di rilievo sottolineato è anche la formazione. «La farmacia dei servizi e, di recente, il bando per il potenziamento delle farmacie rurali prevedono percorsi formativi imprescindibili, così come lo sono quelli abilitanti relativi alle nuove prestazione. Riteniamo che quando la formazione abilita la farmacia a nuovi servizi vada retribuita ai collaboratori come orario di lavoro. Questo è un aspetto di particolare importanza su cui chiediamo un confronto». Tante le tematiche toccate durante il convegno tra cui anche i contributi del Presidente del congresso On Andrea Mandelli sul corso di laurea appena riformato con importanti novità, e di Gianni Petrosillo di Sunifar sul progetto rurali finanziato nel PNRR, hanno offerto una panoramica importante sull'evoluzione effettiva delle competenze richieste ai collaboratori dall'evoluzione in corso e dalla prospettiva.
Sull'aspetto contrattuale di prospettiva e sugli strumenti praticabili si sono poi confrontati il Presidente di Federfarma Marco Cossolo e Antonelli, da punti di vista diversi ma con la consapevolezza che solo dal confronto e dalla contrattazione possano emergere soluzioni condivise che corrispondano ai cambiamenti in atto nel settore. In chiusura la dott.ssa Cochi Presidente di Apiqa CGIL ha illustrato i temi più attuali della rappresentanza del lavoro professionale in CGIL, invitando anche i farmacisti a partecipare all'indagine online "Professionista Oggi", in corso di svolgimento.
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A cura di Redazione Farmacista33
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